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lunedì 5 settembre 2011

Bertolini risponde alle mie 22 questioni per il Prof. De Mattei: 1. l'età dell'universo

Qualcuno si ricorderà le mie 22 questioni per il professor de Mattei. Non mi ha risposto l'emerito De Mattei ma sul sito del “comitato antievoluzionista” lo ha fatto - in accordo con De Mattei, presumo - Stefano Bertolini, già mio contraddittore nell'incontro del 22 ottobre a Roma e attuale presidente della AISO, la “associazione per lo studio delle origini”.
Bertolini mi aveva lasciato decisamente perplesso (eufemismo....) dimostrando spesso di non sapere di cosa parlava. D'altro canto anche il buon Fabrizio Fratus era riscito precedentemente a cavarsela con l'ennesima figuraccia parlando di geologia a proposito dei Missoula flood. Questo è il primo di una serie di post che dedicherò alle risposte di Bertolini.

Desidero fare innanzitutto una premessa: io userò i termini “creazionista”, “antievoluzionista” e “antidarwinista” come sinonimi. In uno dei prossimi post vedremo che ad un certo punto  la situazione si farà un po' più complessa.
E allora iniziamo da una faccenda poco geologica ma molto cosmologica, quella da cui ero partito, l'ETÀ DELL'UNIVERSO, prima delle mie 22 questioni. La riprendo:
La luce viaggia nel vuoto a circa 300.000 km al secondo, come è anche provato dal ritardo nella risposta nelle trasmissioni via satellite e in quelle tra la Terra e i satelliti che esplorano gli altri mondi del sistema solare.
La luce del sole ci arriva più di 8 minuti dopo che è stata prodotta. Ci sono moltissime stelle che sono a una distanza tale che la luce ci ha messo anche oltre 10 miliardi di anni luce per arrivare a noi. Come sarebbe possibile tutto questo se l'Universo non avesse tutti questi anni?
Bertolini illustra le due posizioni di coloro che sono “strettamente creazionisti”: ci sono due possibilità.
La prima è – cito testualmente – l’universo ha miliardi di anni, ma la storia della vita sulla terra è recente, come lo sono i fossili e gli strati geologici che li contengono.
La seconda posizione è: tutto l’universo è recente.
Fondamentalmente la prima posizione da un punto di vista dei tempi è condivisibile, in quanto la Terra si è formata ben dopo rispetto a quella data di 13 miliardi di anni a cui per adesso siamo arrivati misurando la distanza degli oggetti più lontani che siamo riusciti a vedere. Ovviamente la condivisibilità si ferma qui: sul come sia sorta la vita sulla Terra e come si sia successivamente sviluppata le opinioni sono completamente diverse ed è palese a chi ha un minimo di infarinatura che le spiegazioni degli antievoluzionisti siano solo panzane.
Ho appena usato il termine “panzane”: ed è proprio il caso della seconda posizione dei creazionisti che come al solito hanno i dati sperimentali contro e quindi si devono inventare qualcosa.
Per capire faccio un esempio “geologico”: lo spessore delle serie sedimentarie è un qualcosa che li angoscia e a Roma Bertolini evidenziò come durante l'eruzione del St.Helens del 1980 si erano deposti tufi per parecchie decina di metri. Con questo voleva dimostrare che la sedimentazione è molto veloce. Questo ragionamento si colloca nel classico filone a cui ricorrono molto spesso: citare un particolare teoricamente a loro favore e generalizzarlo applicandolo a tutto. Io feci cortesemente notare che se volevano gli trovavo anche spessori tufacei molto maggiori in una singola eruzione (persino a casa nostra!) ma che un conto era la sedimentazione di un banco di tufi e un altro – ad esempio – la sedimentazione di un calcare di piattaforma carbonatica o la deposizione di un sedimento oceanico a distanza dalla costa.

Una questione simile riguarda l'età dell'universo: se dici che è molto giovane, addirittura che ha poche decine di migliaia di anni, le distanze calcolate anche e soltanto nelle centinaia di migliaia di anni luce sono un problema. Figuriamoci andando sui miliardi di anni luce. Allora, visto che non riescono a negare la velocità della luce nel vuoto neanche con gli ascoltatori di Radio Maria perchè ci sono troppi esempi al riguardo, tirano fuori dal cappello una soluzione semplicente incredibile, richiamandosi nientepopodimenoche a Einstein. Scrive Bertolini: “questo viene spiegato ampiamente con il concetto della dilatazione gravitazionale del tempo dal Dr. Russell Humphreys nel suo libro Starlight &Time, 1994. Si appoggia alla teoria generale della relatività di Einstein, che è ben sostenuta da esperimenti".

Russel Humphreys si è laureato alla Duke University, una istituzione privata che fa riferimento alla Chiesa Metodista. Ufficialmente non schierata su posizioni creazioniste, e poi si è dotato di un Ph.D. in Fisica presso la Louisiana State University. Non sono riuscito a capire in cosa ha svolto il Ph.D., ma presumo in qualche applicazione della fisica e non in ricerca pura.
Humphreys ha pubblicato materiale su riviste scientifiche, ma solo su quelli che sono i suoi campi di ricerca applicata. 
E ora veniamo propriamente alla questione. L'idea mi sembra veramente balzana (voglio essere “politically correct”). Propone una matrice dello spaziotempo in cui questo scorre più velocemente sulla Terra e via via più lentamente altrove, per cui la Terra avrebbe 6000 anni e il resto dell'Universo sempre più fino a 13 miliardi di anni. Non mi pare che questa specifica posizione abbia riscosso il consenso della comunità scientifica né è stato pubblicato in qualche rivista scientifica.

In realtà la cosa è solo vagamente basata sulla teoria della relatività di Einstein, in quanto per avere una metrica del genere bisogna ipotizzare campi gravitazionali spaventosi, di cui non c'è evidenza da nessuna parte (anzi, sono contraddetti dalle osservazioni strumentali nello spazio). Inoltre in questa visione la Terra avrebbe uno status speciale, in aperta contraddizione con il fatto che il Sistema Solare non ha niente di speciale rispetto agli altri sistemi planetari e alle altre stelle che vediamo (se non – per adesso – una disposizione di pianeti ancora non osservata, probabilmente per motivi di risoluzione degli strumenti a nostra disposizione).
Sarebbe comunque una buona idea per un film di fantascienza, anche se gli atrofisici inorridirebbero ad una cosa del genere...

Come si vede sono evidenti i riferimenti a qualcosa di scientificamente corretto ma deformato per rendere dimostrabile l'indimostrabile. Invece, secondo Bertolini, Humphreyes “confuta l’ipotesi centrale della cosmologia della Big Bang: il Principio Copernicano”.
Personalmente non saprei dire molto su Big Bang e compagnia, anzi, tutte le volte che vedo qualcosa su questi argomenti passo oltre perchè non ho la cultura necessaria per approfondirli, a partire dalla teoria delle stringhe, dall'universo non cartesiano a 11 dimensioni (o quante sarebbero). Forse il Big Bang c'è stato, forse no. Ma che semplicemente per dare retta alla scienza scritta in un libro scritto da pastori nomadi del I o II millennio AC e alle loro tradizioni si cerchi di ignorare o falsificare o addirittura adattarvi con interpretazioni forzate i dati della scienza (che non sono il Big Bang, ma quelli sulle distanze siderali) è una cosa da parte mia inconcepibile.
Ora... io non sono un teologo... ma perchè non ho mai letto che il Big Bang potrebbe benissimo essere preso come “gesto di creazione dell'universo da parte di un essere superiore”?

Quanto alla “rivoluzione copernicana”... è chiaro che Copernico non c'entra nulla (a meno che qualcuno non sia convinto che sia il Sole a girare intorno alla Terra, ma non penso proprio che si arrivi a questi punti....): Copernico disse semplicemente che il Sole era in centro dell'Universo e la Terra gli girava intorno, facendo girare le scatole a qualcuno.... Rivoluzionario per l'epoca. 

Molti ce l'hanno con Achille Occhetto da un punto di vista politico. Anche io ma non per aver demolito il PCI, bensì per aver sbagliato (a mio avviso, eh) una famosa campagna elettorale. Comunque in questo caso lo cito solo per aver usato a sproposito il termine “rivoluzione copernicana”, da allora usato per enfatizzare qualsiasi modifica, sia pure minima, ad uno status quo.

Poi onestamente non ho capito il passaggio successivo e cioè:  
per entrambe le posizioni non ci sono conflitti con quello che viene osservato, per le distanze delle stelle di miliardi di anni luce. Non esiste neanche un conflitto fra le due posizioni strettamente creazioniste per quello che riguarda l’evoluzione chimica e l’evoluzione biologica.
Che vuole dire?

Proseguirò in seguito ad approfondire altri aspetti delle risposte di Bertolini

mercoledì 6 aprile 2011

Il caso De Mattei: la petizione per chiederne le dimissioni dal CNR e alcune considerazioni sulle sue ultime uscite

Allora, ora siamo alla petizione per chiedere le dimissioni di De Mattei dalla vicepresidenza del CNR. La pubblicano gli amici di dimissionidemattei. Questo è il link. Ovviamente invito tutti a firmare e a diffondere l'iniziativa.

Continuo a pensare che la prestazione sui terremoti a Radio Maria non sia stata la peggiore impresa del soggetto, dato che alla fin fine parlava di religione e non di scienza, ma la situazione è quella che è. 

Ci sono però degli sviluppi. In particolare è interessante questa intervista del Nostro al Corriere della Sera, in cui si comincia al solito con la questione del relativismo etico “denunciato anche da Benedetto XVI”.

Evidentemente l'acculturatissimo vicepresidente del nostro massimo ente di ricerca scientifica non ha capito una cosa fondamentale: su questioni che investono la sfera morale come aborto, pena di morte, eutanasia, adulterio etc etc ci possono essere opinioni diverse e queste opinioni possono anche cambiare nel corso della storia umana (mi risulta che anche i Papi nella veste di capi di stato abbiano condannato a morte delle persone, cosa che oggi Benedetto XVI non si sognerebbe nemmeno di pensare, probabilmente). Come anche la filosofia, alla fine, spesso è fatta di discorsi più o meno loogici.

Ma la Scienza è un'altra cosa, da quando è stato stabilito il primato delle osservazioni sulle idee, anche se l'illustre letterato, come la maggior parte dei letterati italiani, la considera una cultura minore.

Cioè, la scienza non è in se stessa morale o immorale (anche se su certe ricerche in campo biologico la morale - o, meglio, l'etica - ci entra eccome). Ma non vedo cosa c'entri la morale con chimica, fisica, scienze della Terra e con tutti i fenomeni osservati e osservabili. Come non si capisce cosa ci debba entrare in proposito Dio. 
Eticamente potrebbe essere deplorevole che il leone maschio, una volta conquistato un branco di leonesse, uccida tutti i piccoli. Però succede normalmente. La Scienza in questo caso si limita ad osservare il fenomeno e a darne una spiegazione: le femmine smettendo di allattare sono subito pronte a nuove procreazioni, questa volta con il nuovo maschio. 

Questa evoluzione nel comportamento dei leoni maschi potrebbe quindi essere considerata eticamente aberrante, come ha detto Sermonti nell'ormai leggendario convegno del 2009 nella sua comunicazione "l'evoluzionismo, una ipotesi eticamente aberrante" non è fare Scienza. Oddio, secondo qualcuno potrebbe anche esserlo... il fatto è che il fenomeno, piaccia o non piaccia a De Mattei, Fratus, Bertolini e compagnia, è accertato.E quindi che sia "morale" (in che senso????) o no non aggiunge niente alla ricerca e allo studio della questione.

Ricordo alcune delle idee espresse in quel convegno, di cui ho parlato qui, delle vere e proprie perle:

- Evoluzionismo: un'ipotesi eticamente aberrante
- Dalla scienza un secco rifiuto all'evoluzionismo
- La termodinamica contraddice l'evoluzione
- Il tempo richiesto dalla sedimentazione contraddice l'ipotesi evoluzionista
- Ma dove sono quei milioni di anni
- Dinosauri: molto più "moderni" di quanto si creda...
- Le datazioni radiometriche non sono affidabili

Secondo me queste idee (termine forse un pò ottimistico per definirle...) sarebbero bastate per schiantarlo fuori dal CNR. Invece gli hanno dato soldi pubblici per pubblicarne gli atti...
In confronto la storia del castigo di Dio è un particolare insignificante...

De Mattei poi sempre sul Corriere insiste con la questione che “l'evoluzionismo è indimostrabile sul piano sperimentale: di fatto è un mito che si sta sgretolando. Sono sempre più numerosi gli scienziati che lo rigettano, come quelli che ho riunito a Roma due anni fa”.
Oddio, definire “scienziati” almeno alcuni elementi di quel manipolo di personaggi che hanno partecipato a quel convegno. è un po' dura. . . Ma soprattutto è fantastico sapere da lui che il fronte evoluzionistico si stia sgretolando... il problema è che se lo dice a Radio Maria gli ascoltatori gli credono...
Anche in questo si vede la disonestà intellettuale del personaggio che mente sapendo di mentire ad un uditorio che prende per oro colato qualsiasi cosa esca dalla bocca di chi parla a quei microfoni.

Il fatto è che De Mattei è una trottola in movimento: oggi parla di evoluzione (oddio.. parla... termine un po' eccessivo...), poi del concilio Vaticano II, (di cui non mi pare sia un fervente sostenitore), delle catastrofi naturali tirando fuori un vescovo di 100 anni fa senza specificarlo, è sempre in giro per convegni...
E nell'intervista al Corriere prosegue attaccando il Cardinale Gianfranco Ravasi: ovviamente Scienzeedintorni non è un blog che parla di teologia, né il sottoscritto potrebbe essere qualificato a parlarne (potrei comunque invitare un teologo a farlo, ma, dati gli argomenti che tratto, soltanto in riferimento al caso De Mattei). 

A questa segue l'ultima - per adesso – uscita (sempre a Radio Maria) sui barbari che avrebbero distrutto l'impero romano come punizione di Dio per la diffusione dell'omosessualità, riscoprendo un autore cristiano del basso medioevo del cui oblio nessuno fino ad oggi si era preoccupato. 

Con tutto il chiasso che ha creato l'esternazione sui terremoti, il proseguire su questa strada dimostra che non sono attività casuali, ma che ci sia dietro un progetto, degno della setta, i “Legionari di Cristo” a cui appartiene. Pertanto l'antievoluzionismo dematteiano potrebbe essere funzionale, insieme a tutti gli altri interventi, a qualcosa di grosso che cova sotto la cenere come una lotta fra alcuni settori della Chiesa e che quindi sia semplicemente usato come scusa per colpire il Cardinale Ravasi, che sicuramente non appartiene allo schieramento oltranzista della destra religiosa, con la scusa del suo posizionamento fra gli evoluzionisti. 

Dispiace fortemente che il CNR sia purtroppo coinvolto in una disputa interna alla Chiesa Cattolica o, ancora peggio, ad una offensiva di alcuni settori oltranzisti all'interno della stessa.

mercoledì 23 marzo 2011

Brevi riflessioni su De Mattei ed il terremoto


Vorrei commentare alcuni aspetti della questione De Mattei. Ma prima una questione di merito: ricevo un messaggio da un blog intitolato “dimissionidemattei.worldpress.com”
Essendo dal mio punto di vista una ottima iniziativa, che condivido, vado su questo sito e cosa vedo? Il mio post di ieri in versione integrale, compreso l'edit finale aggiunto stamattina, senza citare l'autore. No, cari amici, non si fa così.

Pertanto ho scritto a questo blog la seguente nota:
scusate, indipendentemente dal fatto che anche io caccerei volentieri de mattei da dove sta,a mi sembra che sia scorretto riportare integralmente il mio post in cui ho con fatica sbobinato 10 minuti di de Mattei – pensiero, comprese le precisazioni successive, senza citare la fonte.
Vi prego quindi di aggiungere la fonte. Grazie.

EDIT: tutto risolto. E naturalmente ho molto piacere che tale blog ospiti le mie idee

E veniamo a De Mattei.
Onestamente l'idea di Dio che lui porta avanti mi sembra molto medievale ma non sono un teologo e quindi mi chiamo fuori da questo ragionamento, su cui comunque farò alcuni appunti.
Rimarco ancora il passaggio sul “vescovo di Rossano”: è vero che non ha detto l'”attuale” vescovo di Rossano, ma solitamente mi pare che in italiano “attuale” sia sottinteso parlando di un incarico, specialmente se non è una persona conosciuta ai più.
È chiaro quindi che questa sia cattiva fede (a meno che in parti non a me note del discorso abbia detto che Mazzella era il vescovo di Rossano nel 1908). A questo modo gli ascoltatori di Radio Maria hanno pensato che pensasse così l'attuale vescovo di Rossano, cosa invece non vera. E che ci sia un certo imbarazzo lo dimostra il comunicato della Diocesi di Rossano.

A casa mia questo si chiama dire le cose in cattiva fede, sapendo che chi ti ascolta (l'ascoltatore “medio” di RadioMaria) crede pedissequamente a tutto quello che l'emittente propina: in generale gli ascoltatori di radio Maria sono persone molto credenti ma anche molto inquadrate dal punto di vista religioso e non preparate scintificamente.
Inoltre non è chiaro dove finisce il Mazzella – pensiero e ricomincia il De Mattei – pensiero.

Trovo fuorviante il poter pensare che i giapponesi si meritassero un castigo del genere (il paragone con Sodoma e Gomorra è evidente). Quanto al resto delle elucubrazioni su provvidenza, anime più o meno pie etc etc, non saprei proprio cosa dire, se non che le trovo abbastanza orribili. Ma sono “gusti” personali e – ripeto - in teologia non sono preparato e quindi non posso esprimersi sulla loro fondatezza. 

Tralasciando quindi la parte teologica, veniamo ad una frase che investe la scienza, di cui il Nostro è purtroppo una delle persone che la amministrano:
Nessuno può dire con certezza se il terremoto di Messina ieri o quello del Giappone oggi sia stato un castigo di Dio. 

Come fa argutamente notare un intelligente forumista di www.geologi.itcome geologi, siamo sicuramente in grado di affermare un principio: esistono nel mondo delle località soggette a forti sismi, ne esistono altre meno sismiche e ne esistono altre praticamente esenti da sismi.
La teoria del castigo divino non regge tanto, perchè i giapponesi già sapevano di trovarsi in un territorio sismico, e chi voleva poteva andarsene in zone meno sismiche, ad esempio l'Australia. Se è un castigo si tratta di una maledizione dovuta alla nascita in quello specifico luogo”.

Il succo è che i terremoti non arrivano “a caso”. Riferendosi in particolare al giappone, è noto che i terremoti di thrust si verificano soltanto nelle zone di subduzione, precisamente tra la fossa tettonica e l'arco magmatico (probabilmente compreso il terremoto di Creta del 365DC) e che – insomma - non è che questi fenomeni arrivano totalmente inaspettati. Poteva essere il caso dei terremoti di Nueva Madrid, nel Missouri per i quali ancora non c'è una spiegazione logica sicura (che comunque... esiste anche se non la sappiamo ancora).
Detto in soldoni: vuoi stare in una zona sismica? Sono affari tuoi.
Il discorso è che i disastri naturali di ogni ordine e grado arrivano nei luoghi dove dovrebbero arrivare (oltre a terremoti anche alluvioni, uragani, frane e quant'altro).

Quindi le contestazioni a De Mattei, che secondo me non può continuare ad essere vicepresidente del CNR, non riguardano il suo essere cattolico, sia pure un "bieco conservatore oscurantista".
Io a De Mattei contesto l'antidarwinismo che antepone la Bibbia alla Scienza, contesto queste affermazioni teologiche a livello geologico: è per questo che per me una persona del genere non può stare nella stanza dei bottoni del CNR.

In calce segnalo il comunicato, segnalatomi domenica, del presidente del CNR Luciano Maiani:

Nota di precisazione del Presidente del CNR Prof. Luciano Maiani in merito all’intervento radiofonico del Prof. Roberto de Mattei, Vice Presidente del CNR, sull’emittente radiofonica privata  Radio Maria - Una voce cristiana nella tua casa
Il 21 marzo scorso il prof. Roberto de Mattei ha reso un intervento all’emittente radiofonica privata Radio Maria - Una voce cristiana nella tua casa.
L’intervento a carattere teologico ha riguardato tra l’altro il tragico sisma che si è abbattuto sul Giappone l’11 marzo scorso.
Ferma restando la libertà di espressione quale bene garantito dalla nostra Costituzione, si precisa che i contenuti dell’intervento del prof. de Mattei non coinvolgono in alcun modo il CNR, che l’intervento non è stato reso nella sua veste di vicepresidente dell’Ente e che il contesto in cui esso è stato reso è estraneo alle attività e alle finalità del CNR.

Così parlò De Mattei: "Nessuno può dire con certezza se il terremoto di Messina ieri o quello del Giappone oggi sia stato un castigo di Dio"

Questa nel titolo è una delle frasi più significative dell'allucinante intervento del Vicepresidente del CNR a Radio Maria, dove conduce la trasmissione "Radici cristiane" (che prende il nome della sua rivista). Praticamente ha paragonato il Giappone e Messina a Sodoma e Gomorra...
Sarebbero riflessioni di per sè un pò forti già per un religioso, ma che si esprima in questi termini il vicepresidente del CNR è a mio avviso semplicemente scandaloso (e non mi pare di essere una voce isolata).  Ho reperito in rete un filmato in cui c'è parte dell'intervista. Non avendola - ovviamente - ascoltata in diretta non so se a Radio Maria presentando De Mattei abbiano detto che lui è il vice-presidente del CNR. Dubito che non lo abbiano fatto. 
Per chi non volesse perdere oltre 9 minuti di tempo o volesse capire bene quanto detto, oltre a linkare il video, ne ho effettuato la sbobinatura, che resterà qui a documentare il tutto (almeno fino a quando in Italia ci sarà libertà di opinione e rimarrà online scienzeedintorni)
Preciso che ho l'impressione che l'intervento non sia stato del tutto riportato quindi mancano alcuni pezzi. Anche la fine lascia molti dubbi se sia davvero la fine o no.
Se qualcuno si iscrive a Radiomaria e mi farà avere l'intervento completo ne sarei contento. Consiglio comunque di farlo prima possibile perchè non vorrei che venisse rimosso sulla scia della giusta ondata di polemiche.

Vorrei anche commentare alcune parti del discorso, ma è meglio che per adesso lo eviti.

Comunque: questo è il video


E questo è il testo sbobinato.


Cari amici di Radio Maria, buonasera.

Vi parla Roberto De Mattei e vorrei fare questa sera con voi alcune riflessioni che partono da fatti drammatici di attualità. Il primo fatto è la tragedia del Giappone, lo spaventoso terremoto e maremoto con il rischio nucleare che si profila.

Dice monsignor Mazzella che in primo luogo le grandi catastrofi sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio che ci scuote e ci richiama con il pensiero ai nostri grandi destini, al fine ultimo della nostra vita che è immortale.
Infatti se la Terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi la Terra eserciterebbe sopra di noi un fascino irresistibile, non ci accorgeremmo che è un luogo di esilio e dimenticheremmo troppo facilmente che noi siamo cittadini del cielo.

Ma in secondo luogo, osserva l'arcivescovo di Rossano Calabro, le catastrofi sono talora esigenza della giustizia di Dio, della quale sono giusti castighi. Infatti alla colpa del peccato originale che tocca tutta l'umanità si aggiungono nella nostra vita le nostre colpe personali.

Nessuno di noi è immune dal peccato e può dirsi innocente. E le nostre colpe possono essere personali o collettive, possono essere le colpe di un singolo o quelle di un popolo ma mentre Dio premia e castiga i singoli nell'eternità è sulla Terra che premia o castiga le Nazioni, perchè le Nazioni non hanno vita eterna, hanno un orizzonte terreno. Nessuno può dire con certezza se il terremoto di Messina ieri o quello del Giappone oggi sia stato un castigo di Dio. 

Sicuramente è stata una catastrofe e scrive Monsignor Mazzella “la catastrofe è un fenomeno naturale che Dio ha potuto introdurre nel suo piano di creazione per molteplici fini degni della sua sapienza e bontà".
Ha potuto farlo per raggiungere un fine della stessa natura, ottenendo per mezzo della catastrofe un bene fisico pià generale come quando con una tempesta di venti che produce danni si purifica l'aria. Ha potuto farlo per un fine di ordine morale come per esempio acuire il genio dell'uomo, eccitarlo a studiare la la natura per difendersi dalla sua potenza distruggitrice e così determinare il progresso della scienza. Ha potuto farlo per uno dei fini per i quali la fede ci dice che talora l'ha fatto, come sarebbe quello di infliggere ad una città un esemplare castigo. Ha potuto farlo per un fine a noi ignoto. 

Per quale fine in concreto Dio ha operato in un caso speciale? Per quale fine Messina e Reggio sono state distrutte? Chi potrebbe dirlo? È possibile fare delle congetture, non è possibile affermare alcuna cosa con certezza. Intanto per noi, al nostro scopo basta la sicurezza che le catastrofi possono essere, e talora sono, esigenza della giustizia di Dio. E aggiungiamo questo concetto che Dio talora si serve delle grandi catastrofi per raggiungere un fine alto della sua giustizia si trova in tutte le pagine della Sacra Scrittura: che cosa furono il diluvio, il fuoco che cadde su Sodoma e Gomorra e quello che non si abbattè su Ninive se non castighi di Dio? Però si dice la catastrofe è cieca, punisce il colpevole ma colpisce anche l'innocente. Come si conciliano con la provvidenza queste stragi dell'innocenza e della virtù che avvengono ad esempio nel terremoto. 

La risposta è che Dio non potrebbe fare in modo che un terremoto colpisca il colpevole e rispetti l'innocente se non attraverso la moltiplicazione di miracoli, attraverso una profonda modifica del piano della creazione divina. Ora è chiaro che Dio può salvare e talvolta salva l'innocente operando un miracolo ma Dio non è obbligato a moltiplicare i miracoli o a rinunziare al piano della sua creazione per salvare la vita di un innocente. E poi Dio è padrone della vita e della morte di ognuno, misura i giorni dell'uomo sulla Terra e stabilisce l'ora e il modo della morte di ciascuno. Quindi l'innocente che muore sotto una catastrofe generale che punisce i colpevoli si trova nella stessa condizione nella quale si trovano tutti gli innocenti che sono sorpresi dalla morte. Per loro questa morte non è un castigo di colpa personale ma è l'esecuzione di un decreto di colui che è il padrone della vita e della morte.

Ogni giorno noi vediamo fanciulli innocenti, uomini virtuosi che muoiono di morte naturale o violenta. Perchè meravigliarsi quando poi vediamo molti fanciulli innocenti o uomini virtuosi morire sotto le rovine di un terremoto. La loro morte presa isolatamente non è diversa da quella di tanti uomini innocenti virtuosi che sono vittime di un accidente, muoiono ad esempio schiacciati da una macchina o investiti sotto un treno.

Ma c'è un terzo punto: le grandi catastrofi non sono solo spesso atti di giustizia di Dio ma sono altrettanto spesso una benevola manifestazione della misericordia di Dio. Abbiamo detto infatti che nessuno mettendosi la mano sulla coscienza potrebbe dare a se stesso un certificato di innocenza: nessuno può dire “io sono innocente” e non lo può dire né per il peccato originale che lo macchia né per i propri peccati personali.

Un giorno quando sarà sollevato il velo che copre l'opera della provvidenza e alla luce di Dio vedremo quello che egli avrà operato nei popoli e nelle anime ci accorgeremo che per molte di quelle vittime che oggi compiangiamo il terremoto è stato un battesimo di sofferenza che ha purificato la loro anima da tutte le macchie anche le più lievi e grazie a questa morte tragica la loro anima è volata al cielo prima del tempo perchè Dio ha voluto risparmiarle un triste avvenire. Scrive monsignor Mazzella: noi pensiamo con raccapriccio a quei momenti terribili passati da loro tra la vita e la morte sotto le rovine ma forse appunto in quei momenti discese su quelle anime il torrente di una speciale misericordia di Dio sotto forma di profonda contrizione e rassegnazione. Chi può dire ciò che è passato tra quelle anime e la misericordia di Dio negli ultimi momenti! Chissà con quali slanci Dio misericordioso e buono nelle terribili sofferenze ha toccato i loro cuori per unirli a lui. Chi potrebbe in una parola scandagliare l'abisso di espiazione, di merito e di doni di Dio che in quelle anime fu scavato per occasione del terremoto.

E non si tratta di pie illusioni. Perchè sta scritto che nella tribolazione Dio rimette più facilmente i peccati e versa più abbondantemente i suoi doni e sta scritto che Dio manda la morte prematura agli innocenti per liberarli da un triste avvenire.

(problemi di audio a 8.35)

Per comprendere l'azione della Provvidenza che dà una ragione a tutto ciò che avviene, anche alle tragedie come i terremoti, bisogna però avere una prospettiva soprannaturale, la prospettiva di chi crede nell'esistenza di un Dio creatore e remuneratore della vita eterna. Chi nega Dio, gli atei, i laicisti militanti, ma anche coloro che pur non professando l'ateismo vivono di fatto nell'ateismo pratico, costoro non possono concepire l'idea della Provvidenza.

POSTILLA EDITATA GRAZIE AD UNA SEGNALAZIONE:
Monsignor Mazzella non è il vescovo attuale di Rossano Calabro, ma quello in carica nel 1908 e De Mattei non precisa nulla al riguardo, facendolo sembrare quindi, pur senza affermarlo, che quelli espressi siano pensieri attuali. Come riporta infatti Sibarinet, giornale online locale, in un comunicato la diocesi dfa notare che attualmente l’Arcivescovo di Rossano-Cariati è S.E. Mons. Santo Marcianò. Pertanto le dichiarazioni contenute in quegli articoli non sono in alcun modo attribuibili a Mons. Marcianò. Il che mi sembrerebbe una bella smentita e la dimostrazione dell'imbarazzo che anche all'interno della Chiesa stanno prtando le dichiarazioni di De Mattei.

Sempre secondo Sibarinet, la diocesi di Rossano Calabro afferma che "ieri pomeriggio è apparsa, su alcuni giornali online e siti internet vari, una dichiarazione riferita a mons. MAZZELLA, arcivescovo di Rossano dal 1898 al 1917 e riportata durante una trasmissione di Radio Maria. Di seguito a tale dichiarazione sono scaturite polemiche ed equivoci che richiedono alcune precisazioni:
 Nella trasmissione di Radio Maria del 16 marzo 2011 il prof. De Mattei ha citato alcune riflessioni sul terremoto di Messina del 1908 dello stesso mons. Orazio Mazzella tratte dallo scritto La provvidenza di Dio, l'efficacia della preghiera, la carità cattolica ed il terremoto del 28 di Dicembre 1908: cenni apologetici, Desclée e C., Roma 1909.
Nel suo intervento il prof. De Mattei ha fatto riferimento ad un dibattito filosofico emerso tra il ‘700 e l’800 sul senso del male e della sofferenza. In questo ambito egli ha citato la riflessione che Mons. Mazzella ha sviluppato all’indomani del terremoto di Messina del 1908.
Con le sue meditazioni il vescovo Mazzella si inseriva in quel contesto culturale dentro il quale esse vanno lette. 
 

lunedì 25 ottobre 2010

Il contraddittorio con i creazionisti del 22 ottobre

Bene. c'è stato il contraddittorio con i creazionisti. L'atmosfera è stata piuttosto amichevole. Ho la sensazione che in saltetta - abbastanza piena, una quarantina di persone  - si conoscessero tutti tranne alcuni studenti (venuti per mia pubblicità, li ringrazio) e un altro paio di persone che peraltro non erano certo da contare fra le fila dei creazionisti. Quindi, se vediamo come a Milano per i seguaci di Harun Yaya ci fossero al massimo una settantina di persone (fra i quali almeno una quindicina di evoluzionisti imboscati provenienti da un'happy hour evoluzionistico) evidentemente il loro seguito non è un gran chè.

Ho ascoltato cose che voi umani non vi sognate di certo neanche di ipotizzare. Anche se in sostanza a poco a poco le scoperte scientifiche e le evidenze ne stanno ammorbidendo alcune posizioni.

Presi singolarmente sono anche persone colte ed educate. Peccato per quello che sparano nelle scienze naturali.... Sicuramente nei loro campi ufficiali di studio sono delle ottime menti, ma – non me ne vogliano! – se rimanessero lì senza compiere incursioni altrove Scienza e tecnologia se ne avvantaggerebbero.
Non voglio parlare di ignoranza, perchè la parola si presta a più significati e non voglio essere frainteso. Diciamo solo che le loro conoscenze in materia di geologia, biologia e genetica sono quantomeno frammentarie e rudimentali.

Ammettono di essere prevenuti quando osservano la natura (un bel passo avanti!); dicono però che anche gli evoluzionisti sono prevenuti, non capisco su che cosa, ma vabbè...  
Probabilmente hanno una task-force che legge tutte – ma proprio tutte – le pubblicazioni scientifiche: altrimenti non riuscirebbero a citare tutti gli articoli o spezzoni di articoli che citano (gli spezzoni rigorosamente decontestualizzati, come il mitico “bisogna andare oltre Darwin” scritto da Gould e da loro magistralmente inteso come un rigettare Darwin).
A questo proposito cito un siparietto “privato” con uno dei protagonisti, secondo il quale gli “equilibri punteggiati” di Gould e Eldredge sono una smentita di Darwin. Mah...

De Mattei non c'era, impegnato per il C.N.R. altrove. Quindi altra persona ha risposto alle mie 22 domande (anzi, solo 20 perchè sulle due più personali il buon Stefano Bertolini ha – giustamente – non risposto).
Prima o poi mi arriveranno in forma di presentazione e potrò discuterne con attenzione. Per adesso mi soffermo su alcune che mi hanno lasciato esterrefatto.
Cominciamo dal “tempo profondo” (domanda n.1). Mi hanno risposto che noi vediamo cose a oltre 6 miliardi di anni luce solo perchè grazie alla relatività da noi il tempo scorre molto più velocemente. Vabbè... aumenteranno le distanze, anche. Ma non comprendo come possano essere diverse da quelle misurate in anni luce. Si rifanno ad un articolo che parlava di questo in una rivista importante, ma io non sono in grado di citarla.
Non essendo uno specialista della fisica forse mi sono espresso in una maniera un po' confusa. Se Marco Mocata (che ci fa giusto vedere oggi una galassia mooooolto lontana) e Gianni Comoretto riuscissero a dire qualcosa di più....
Annoto comunque che fra i creazionisti c'è dibattito al proposito: Harun Yaya e i suoi sostengono che la Terra abbia veramente l'età che dice la scienza.
Il buon Fratus, che la sera prima era al dibattito di Yaya, non è intervenuto né su questo né su altri campi, limitandosi a fare (molto bene, devo dorlo) il moderatore. Quindi non so di quale “partito” faccia parte.

Quanto al tempo geologico, Bertolini mi ha sparato una sequenza di un centinaio di metri di spessore di tufi prodotti in una singola eruzione vulcanica come la prova che la sedimentazione è velocissima.... mi sono limitato a far notare che esistono livelli del genere ancora più spessi, ma che un normale geologo sa benissimo distinguere qualcosa che si è deposto alla svelta da 500 metri di calcari che insomma, in pochi anni non si sono certo deposti.... Ha anche fatto vedere il caso di una erosione violentissima in un singolo episodio. Ho vaghi ricordi su questa questione, vorrei andare a ritrovarla ma non prometto niente.
Sempre sul “tempo geologico” ne ha detta una seconda è ancora più bella: l'Atlantico si è aperto.... durante il diluvio universale (sic!).

Sulla questione n.3 (concetto di specie) una notizia importante (ammetto, non lo sapevo).  Non potendo negare l'evidenza delle specie anello, delle specie che in alcune aree sono specie distinte mentre in altre si accoppiano regolarmente come 2 popolazioni della stessa specie, e del fatto che animali simili si possono accoppiare (come il cavallo e l'asino) e altri no (la mucca e il cavallo stesso, per esempio) sono costretti ad ammettere che un pò di evoluzione c'è stata.... ma solo a partire dal livello linneiano della “famiglia”: gli animali che Dio ha creato agli inizi del Mondo sarebbero degli archetipi da cui le forme attuali si sono differenziate (anche per speciazione, evidentemente), famiglia per famiglia. La speciazione sarebbe dovuta alla perdita di informazioni nel DNA (che all'inizio negli animali creati era "perfetto"). Avevo letto delle cose simili a proposito dell'Uomo, le trovate sul post in cui mi ero posto la questione della moglie di Caino. Ignoro perchè non debba essere stata   la selezione naturale a provocare questa “microevoluzione”. 
Anche la stessa rigidità del concetto di "famiglia" è in contrasto con le osservazioni: ridare dignità ad una nomenclatura ormai sorpassata (i termini ordine, famiglia classe etc sono sempre comunemente utilizzata solo per comodità) senza usare il termine “clade” dimostra una certa confusione in materia.
Mi chiedo poi perchè proprio al livello di “famiglia”. Ah, sì... Dio si è fatto degli schemi che ha seguito con un po' di variazioni (per esempio lo stesso astragalo in tutti gli artiodattili, la placenta, le 7 vertebre cervicali ed il resto per tutti i placentati etc etc).
Le altre risposte le commenterò in seguito, ma spaziavano per esempio dalla mancanza di spalle in Panderychtys e Tiktaalik alla inconsistenza dei fossili di passaggio fra artiodattili terrestri e cetacei. Mi soffermo su questo ultimo caso: la concordanza dei dati genetici e paleontologici è tale che oggi non ci sono più i cladi “cetacei” e “artiodattili”, ma il nuovo clade “cetartiodattili”. Ovviamente negano la cosa. 
Il resto era allo stesso livello. Trovo curioso che i biologi siano d'accordo su questo e dei fisici e degli ingegneri no. Dicono che esistono biologi creazionisti però resta il fatto che venerdì non ce n'erano....

Poi ha preso la parola Catalano. Indubbiamente nell'ottica sarà un genio, ma in biologia e geologia le sue basi sono notevolmente più scarse. Ha insistito molto sul fatto che l'evoluzione non è scienza perchè non è predittiva. E dagli con questa storia: per fisici ed ingegneri creazionisti solo le scienze esatte sono scienze (per quanto possano esserlo, esatte).

Gli ho risposto portando per l'ennesima volta come esempio il tìktaalik, la cui ricerca dire che è stata mirata è dire poco: ricordo che andavano cercati depositi del Devoniano medio-superiore di ambiente lagunare – costiero in clima equatoriale. Direi un target piuttosto specifico e anche poco diffuso, attualmente.... Queste rocce però esistono e sono a disposizione degli studiosi sull'isola di Ellesmere (artico canadese). Ho quindi evitato di dire che erano facilmente a disposizione, dato il clima della zona.
Bene, andati là hanno trovato il Tiktaalik in diversi esemplari. Se questo non è essere predittivi...
Poi ho fatto notare che l'evoluzionismo è una scienza anche perchè si potrebbe trovare qualcosa che smentisce la teoria (teoria nel senso di “ipotesi i che è stata confermata o stabilita dalle osservazioni o dagli esperimenti e che è stata avanzata o accettata come spiegazione di fenomeni noti”) e non di mera ipotesi (significato che i creazionisti hanno in mente quando dicono che l'evoluzione ”è solo una teoria”).
E ho spiegato che se qualcuno di loro si è recato al Campidoglio in automobile o autobus lo hanno potuto fare perchè c'è chi ha determinato l'età dei fossili in una trivellazione. E che l'evoluzione è scienza perchè si potrebbe trovare , per ipotesi, un dato che la demolisce, per esempio il fossile di un coniglio (o di qualsiasi altro vertebrato terrestre) nei sedimenti del precambriano. 
 
Fra Catalano e un esponente del pubblico che doveva essere un professore di qualcosa poi si sono messi a fare elucubrazioni fisiche su cui non ci ho capito nulla. Trovo tutte queste questioni un arrampicarsi sugli specchi e invito il buon Verolini, il mio “collega” evoluzionista al dibattito, a inviarmi un post che metterò sicuramente su scienzeedintorni per spiegarle
C'è poi la solita questione della mancanza di anelli intermedi.... aria fritta che più fritta non si può...

Chicca finale: Bertolini ha chiuso dicendo che al mondo “esistono circa 300 milioni di fossili”. Non so questo calcolo su cosa si basi. Ma da questo mi dice che tale numero è compatibile con il fatto che la fossilizzazione è avvenuta durante il diluvio universale e che c'è anche una dimostrazione di questo che spiega la distribuzione dei fossili. Mi sembra di ricordare qualcosa in materia, nel senso che nei sedimenti ci sono prima animali più semplici perchè per loro era più difficile sfuggire e che i mammiferi sono quelli che si trovano più in alto perchè sono riusciti a resistere di più.... chi ha la versione esatta me la segnali che ne voglio parlare...
Cita per esempio l'ittiosaura fossilizzata durante il parto e il pesce che ne sta mangiando un altro sono la dimostrazione che il diluvio li ha colti impreparati.

Non è mancato poi chi ha fatto notare i terribili problemi alla mente e alla società umana portati dall'evoluzione. Siamo alle solite con le invettive.
Altre due annotazioni in calce a proposito di siparietti privati. La prima su Darwin, il razzismo, il comunismo e il nazismo. Avevo già risposto a questo in un post. Aggiungo che basterebbe chiedersi come potrebbe essere razzista uno che viene accusato di considerarci parenti delle scimmie...!!!! Nel post citato riporto anche quanto annotò Darwin a proposito della schiavitù in Brasile: il paragone fra la matrona romana e la povera schiava è semplicemente straordinario.
Se anche il darwinismo avesse provocato l'Olocausto (Gesù Cristo ha provocato la santa inquisizione e le torture e i roghi degli eretici?), questo non è stato il primo episodio del genere nella storia, purtroppo. Quante di queste terribili operazioni non hanno avuto Darwin come (eventuale) pretesto? Pensiamo ai cattolicissimi brasiliani (nel caso in oggetto) proprietari degli schiavi e sempre i cattolicissimi europei, pur senza Darwin hanno compiuto una colonizzazione dell'America che è stata una strage. È un dato di fatto, come lo sono i galeoni che portavano in Europa le ricchezze frutto dei genocidi...

L'ultima sull'ornitorinco: il fatto che sia un insieme di caratteri vari è perchè Dio si è divertito a creare un animale così. Spero che chi me lo ha detto stesse scherzando...

Se lo rifarei? perchè no. Fratus si è comportato in maniera abbastanza corretta. L'unico appunto è che ha dato un pò troppo spazio a degli interventi del "pubblico" che  in realtà erano delle mini - relazioni. 


venerdì 9 aprile 2010

De Mattei e i creazionisti nostrani: uno può anche esere ateo ed evoluzionista, basta che parli male di Dawin....

«L’evoluzionismo, è un ibrido connubio fra una teoria filosofica e una teoria scientifica, che è impossibile dissociare». É una delle principali conclusioni di uno spettacolare articolo che De Mattei ha scritto per Il Giornale (e forse lo stesso è comparso pure su “il foglio”), insieme ad altre osservazioni totalmente sbagliate, un misto fra filosofia e biologia spicciola, molto spicciola, scrivendo il quale il vice-presidente del CNR dimostra di avere gravi lacune in campo scientifico.

L'occasione gli viene data dall'uscita di un libro di cui si sta dibattendo molto: “Gli errori di Darwin”, scritto da Jerry Fodor, filosofo e studioso del linguaggio e da Massimo Piattelli Palmarini, professore di Scienze Cognitive all'Università dell'Arizona. De Mattei titola “Darwin non aveva ragione: lo dicono anche gli atei”.
Annotando che, al solito, critiche e contestazioni all'evoluzione vengono da persone al di fuori del settore specifico, bisogna dire che non siamo davanti alla consueta spazzatura creazionista e che è comunque evidente come De Mattei non si imbarazza minimamente a imbarcare chiunque sul suo veliero, basta che non sia darwinista o che contesti in qualche modo Darwin e chi lo segue. Non si capisce infatti quali vantaggi può avere parlando con non celata soddisfazione di due autori che non solo non contestano l'evoluzione (ma semplicemente negano che la selezione naturale ne sia il motore principale), ma si definiscono “atei materialisti” e spesso hanno dichiarato di essere assolutamente e fermamente contrari a creazionismo o disegno intelligente.

Un loro ragionamento tipico è questo: prendiamo un fringuello e poniamo che ci sa una mutazione che altera la forma della metà superiore del becco. Secondo loro questa mutazione produrrebbe cambiamenti congruenti nelle ossa del cranio, nella parte inferiore del becco, nei muscoli del collo e nei nervi. Quindi non ci sarebbe la possibilità di «selezionare e affinare separatamente ogni organo o tratto per il gioco cieco della natura»

Fodor e Palmarini hanno davvero un modo di pensare abbastanza curioso, come quando affermano, come riporta De Mattei che «quando morfologie specifiche simili si osservano nelle nebulose a spirale, nella disposizione geometrica di goccioline magnetizzate sulla superficie di un liquido, nelle conchiglie marine, nell’alternarsi delle foglie sui fusti delle piante e nella disposizione dei semi in un girasole - è molto improbabile che ne sia responsabile la selezione naturale». Stiamo dunque tornando indietro al '600 quando si dibatteva se i fossili fossero resti di esseri viventi, scherzi di madre natura o “di terre e crete che naturalmente tendevano a disporsi nelle stesse forme degli esseri viventi»? .

Secondo i nostri l'evoluzione sarebbe guidata dalla forma e dall'autorganizzazione, in altre parole più che pressioni esterne ambientali, ci sarebbe la generazione di variazioni generate dall'interno del corpo o da principi fisico-chimici interni che produrrebbero conformazioni ottimali e proporzioni armoniose. In che modo non si sa e, anzi, alla domanda su chi o che cosa sia il responsabile dell'evoluzione, la risposta è : «non si sa e probabilmente non riusciremo a saperlo per un bel pezzo»

Ovviamente il mondo scientifico non è che abbia preso molto bene la cosa, anzi: la stragrande maggioranza dei commenti da parte degli scienziati è quantomeno “molto critica”.
Certo, qualche giustificazione Fodor e Palmarini ce l'hanno: la selezione naturale, a partire dalla sua distorta applicazione poche decine di anni dopo la sua formulazione in campi diversi dalla biologia come il darwinismo sociale o l'eugenetica, attualmente viene spesso invocata per spiegare qualsiasi fenomeno. E questo può aver disturbato qualcuno per cui, contestandola nella biologia, pensano che cadrà anche la possibilità di utilizzarla (a sproposito, ritengono) in altre discipline (partendo da questo ragionamento non giungerà strano infatti che gli autori additino come loro nemici Richard Dawkins, Steven Pinker, Daniel Dennett).

Comunque poi Fodor e Palmerini sono costretti ad affermare che
- la selezione naturale esiste, ma non è il meccanismo che genera specie nuove e la paragonano all’accordatore del pianoforte, piuttostochè al compositore di sinfonie.
- Darwin era uno dei più grandi scienziati di ogni tempo, e geniale è la sua idea di selezione naturale (con buona pace di De Mattei e giornalisti vari).
- che, comunque, pensare a questo processo è giusto, per esempio se concordano considerazioni genetiche, biochimiche ed embriologiche (caso oserei dire molto , ma molto frequente), anche se per loro questi sono da considerarsi casi periferici.

Resta il fatto che come al solito attaccano e contestano l'evoluzionismo com'è adesso quasi esclusivamente persone che non sono coinvolte negli studi di quest'area del sapere, a partire dagli autori di questo libro. Quindi soprattutto da filosofi e giornalisti. Notimo come recensioni favorevoli si hanno solo da parte di alcuni giornalisti, che hanno come minimo comun denominatore l'appartenere a testate che quantomeno strizzano l'occhio alla destra religiosa e ai quali basta che qualcuno parli male di Darwin....

In sostanza un libro abbastanza inutile, pieno di errori concettuali e utile solo a fare della confusione e scatenare un gran polverone da parte di chi è contro l'evoluzione (e non capisce che – comunque – di evoluzionisti si tratta!).

domenica 7 febbraio 2010

De Mattei risponde che mi risponderà

Dopo una settimana di silenzio, dovuta a impegni e a un problemino con il PC, riprendo a scrivere con una notizia interessante.

Prima di tutto devo ringrazio tutti gli amici, i blogger e i siti che, linkandole e rimbalzandole, hanno contributo alla diffusione delle 22 questioni per il Professor De Mattei, che di e-mail ne deve aver ricevute abbastanza.
Ce ne sono almeno 14 tra blog e siti vari e il bello è che se su alcuni sapevo di poter contare, essendo amici blogger, confesso che altri non li conoscevo, né a loro volta mi hanno avvisato. Non cito nessuno perchè non vorrei saltarne qualcuno (inorridirei all'errore),
Non posso che essere soddisfatto dell'accoglienza e dell'interesse da parte di blogosfera e mondo scientifico per la questione, anche perchè di e-mail al proposito De Mattei ne ha ricevute parecchie...
L'interesse lo noto anche per l'aumento “vertiginoso” dei miei “lettori fissi" e dei fan nella pagina di Facebook di Scienzeedintorni

La notizia è che il professor De Mattei ha accettato di rispondere alle questioni, ovviamente con l'aiuto dei suoi “esperti”.
Non riporto la sua E-mail, essendo un messaggio privato. Lo ringrazio comunque pubblicamente per la sua disponibilità.
Mi scuso anche con lui, visto che al suo messaggio di giovedì non ho ancora risposto (lo farò stamattina), ma chi mi conosce personalmente sa che per motivi di lavoro il venerdì e il sabato sono “out”.

Quanto al dibattito sul post delle 22 domande, devo dire che è stato piuttosto vivo e, anzi, ha avuto talvolta dei toni non proprio sereni. Avevo detto che avrei risposto oggi, ma probabilmente non ce la faccio, sia per miei impegni sia perchè vorrei parlare di altri argomenti trattati da Scienzeedintorni. In settimana comunque ci tornerò di sicuro.

Ringrazio tutti i partecipanti, nessuno escluso. Credo che internet sia davvero un luogo in cui possano avvenire delle ottime discussioni visto che non occorre essere fisicamente vicini per poter interagire, ma solo sensibili a voler parlare di una qualsiasi questione. E che quella sulle 22 domande ne sia stata un'ottima dimostrazione pratica.
Come ripeto qui non ho censurato (quasi) niente ma in questi giorni senza PC (e quando c'era nel macello più totale di cose da fare) ho dovuto svariate volte avvisare di tenere bassi i toni.
La discussione comunque continua....

mercoledì 27 gennaio 2010

Lettera a De Mattei e quello che chiedo ai miei lettori

Nel post precedente ho chiesto al professor De Mattei di rispondere a svariate domande su 22 argomenti scientifici principali. Non nascondo ai miei lettori che mi piacerebbe scrivessero anche loro a De Mattei per dirgli di rispondermi all'indirizzo:

Questo è il testo della e-mail che ho inviato al prof. De Mattei per invitarlo a rispondermi all'indirizzo di posta elettronica r.demattei@presidenza.cnr.it (indirizzo reperito sul sito del CNR e quindi pubblico).



Egregio Prof. De Mattei,

                                        Le scrivo perchè appartengo a quella categoria di persone che eufemisticamente si può dire non abbiano particolarmente apprezzato il convegno da Lei organizzato dal titolo “Evoluzionismo, il tramonto di una ipotesi”. Tantomeno ho apprezzato che il CNR Le abbia consegnato quasi 10.000 Euro come contributo alla stampa degli atti relativi.
Non entro nelle questioni filosofiche. Non che non mi interessino tout court, ma, per me le Scienze sono una cosa seria e non vedo cosa possa entrarci l'etica con lo studio di quello che è successo nel passato del nostro pianeta (mentre posso capirlo su altri argomenti, tipo per esempio le staminali): a prescindere da epistemologia e quant'altro un osso di dinosauro è un osso di dinosauro, come una serie sedimentaria è una serie sedimentaria e non occorrono Kant, Platone, Hegel né tantomeno la Bibbia per spiegarne la presenza e la funzione, ma gli scienziati.
L'evoluzione è un fatto ormai acclarato da testimonianze paleontologiche, geologiche, genetiche, biologiche, zoologiche, botaniche, astronomiche e quant'altro. E sono perfino in accordo con quelli che sono stati i movimenti dei continenti negli ultimi 600 milioni di anni.
Qualcuno dei suoi sostiene che la Scienza sia impermeabile alle novità. Sciocchezze: come ho fatto notare in questo articolo, la Tettonica a Zolle si è imposta in un lasso di tempo talmente breve da far scrivere a un ricercatore: sono entrato all'università con i continenti fermi e mi sono laureato (in corso!) con i continenti che si muovevano.
Comunque, visto che Lei ma soprattutto i suoi amici, avete scritto una serie di cose su cui non sono d'accordo (e come me praticamente tutto l'ambiente scientifico) su Scienzeedintorni, il mio blog, Le ho scritto una serie di domande a cui vorrei una risposta, o al mio indirizzo di posta elettronica oppure segnalandomi se e dove mi ha risposto.
L'URL del mio post è http://aldopiombino.blogspot.com/2010/01/22-questioni-per-il-professor-de-mattei.html

So di essere stato un pò lungo nel porle una serie di domande su 22 argomenti, ma meno di così non mi è riuscito

Certo di un Suo riscontro in merito, Le invio i miei più cordiali saluti

Dr.Aldo Piombino
    
 Adesso spero in una risposta!

22 questioni per il professor De Mattei

E' vero. Non sono un ricercatore universitario, come lo sono invece tanti blogger scientifici. Proprio per questo mi sento libero di rivolgere alcune domande al Vice Presidente del CNR, il Professor Roberto De Mattei, che non solo è un antievoluzionista, ma ha organizzato, come ho già scritto, un convegno contro il darwinismo nella sede del CNR (convegno di cui peraltro non c'è traccia nel sito di questa organizzazione). Sono curioso di sapere come è possibile che oggi, quando l'evoluzionismo regge alla prova dei fatti "al dì là di ogni ragionevole dubbio," un vicepresidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche, continui a contestarlo usando allo scopo i locali di questa organizzazione pubblica, che gli ha pure concesso 9.000 euro per stampare gli atti del suo workshop. Ammetto di essere molto lungo, ma la capacità di sintesi evidentemente non è il mio forte, e gli argomenti da toccare sono troppo vasti. Quindi, Caro Professor De Mattei, La prego di rispondermi o qui direttamente o inviandomi una E-mail al mio indirizzo aldo.piombino@tiscali.it per sapere dove mi ha risposto in modo che i miei 24 lettori ne siano informati.

1. ETÀ DELL'UNIVERSO: la luce viaggia nel vuoto a circa 300.000 km al secondo, come è anche provato dal ritardo nella risposta nelle trasmissioni via satellite e in quelle tra la Terra e i satelliti che esplorano gli altri mondi del sistema solare.
La luce del sole ci arriva più di 8 minuti dopo che è stata prodotta. Ci sono moltissime stelle che sono a una distanza tale che la luce ci ha messo anche oltre 10 miliardi di anni luce per arrivare a noi. Come sarebbe possibile tutto questo se l'Universo non avesse tutti questi anni?

2. CLASSIFICAZIONE DEGLI ESSERI VIVENTI: come Lei ben sa, gli esseri viventi sono raggruppabili in insiemi gerarchici via via sempre più generali. Prendiamo per esempio le capre: sono molto simili fra di loro. Poi, ad un grado un po' superiore, condividono molte caratteristiche con le pecore.
Assieme a pecore, cervidi, bovini, giraffe ed altre forme condividono l'essere ruminanti. E solo questi animali hanno il rumine e le corna.
Se poi le colleghiamo con cammelli, maiali ed ippopotami vediamo come tutte insieme abbiano delle caratteristiche comuni e specifiche: una particolare conformazione degli arti e dita dei piedi in numero pari le cui unghie ispessite formano zoccoli su cui l'animale cammina. Per questo, tali forme vengono inquadrate tutte insieme fra gli “artiodattili”. A loro volta gli artiodattili fanno parte dei mammiferi con le unghie a zoccolo, gli ungulati, assieme ai perissodattili, che hanno dita in numero dispari (attualmente rappresentati solo da cavalli e rinoceronti, mentre nel passato ci sono stati molti altri perissodattili) e agli estinti notoungulati, tipici dell'America Latina.
Tutti gli ungulati condividono con tutti gli altri mammiferi placentati (e solo con essi) altre caratteristiche tipiche ed esclusive di questa sottoclasse: possiedono 7 vertebre cervicali, nutrono l'embrione con la placenta, sviluppano due dentizioni, una giovanile e una definitiva che non viene mai sostituita etc etc.
Come e soltanto come gli altri appartenenti alla classe dei mammiferi (marsupiali e monotremi), i placentati hanno la capacità di regolare la propria temperatura corporea, sono ricoperti da peli e non da scaglie come gli altri vertebrati, hanno gli arti con i femori verticali (escluso l'ornitorinco), un solo arco aortico e la prole all'inizio della sua vita è nutrita dal latte materno.

Mammiferi, rettili, uccelli, e anfibi condividono a loro volta una serie di caratteristiche: hanno 4 arti (tranne alcune forme che ne hanno persi una coppia o tutte e due), respirazione polmonare e un piano corporeo piuttosto simile. Tutti tranne i mammiferi hanno 2 archi aortici. Con i pesci condividono una struttura formata da una colonna vertebrale.
Con i tunicati e gli anfiossi condividono la presenza di un cordone che contiene i fasci nervosi. Pertanto vertebrati, tunicati ed anfiossi sono uniti nel phylum dei Cordati.
Questo ragionamento si può fare a partire da qualsiasi altra specie vivente, almeno fino al livello del phylum: mancano ancora alcune relazioni fra i vari phyla (nel cammino della Scienza c'è c'è ancora tanto da scoprire) anche se è chiara a sua volta la distinzione in protostomi e deuterostomi (nell'embrione dei primi si sviluppa prima l'ano, in quello dei secondi la bocca).
Come può spiegarmi questa ramificazione dei viventi in modo diverso da quello evolutivo?

3. IL CONCETTO DI SPECIE: i biologi hanno notato come non sempre i confini fra due specie siano rigidi. Ci sono dei casi in cui due popolazioni si comportano come specie diverse o no a seconda dell'area dove abitano. Questo secondo la biologia è un classico esempio di specie che stanno divergendo attualmente da una specie ancestrale originaria. Un caso emblematico è quello delle specie ad anello, un insieme di popolazioni adiacenti, che formano un anello attorno ad un ostacolo naturale (catena montuosa, valle arida, lago…) nel quale le singole popolazioni adiacenti sono interfeconde, e solo un paio di esse mostrano isolamento riproduttivo.
Quale spiegazione dà a questo fenomeno? Come si può conciliare questo fatto con l'immutabilità delle specie?
A proposito: visto che ne parla, è in grado di dare un concetto definitivo di specie? Perchè, proprio a causa del fatto che la vita si evolve, questo concetto è molto difficile e si rende necessario solo a causa della “mente discontinua” che abbiamo noi esseri umani e che ci spinge a classificare rigidamente tutto, viventi compresi
Come mai animali molto simili fra loro anche se appartenenti a specie diverse, ma simili, possono riprodursi accoppiandosi fra loro? Come mai il cavallo si può riprodurre se si accoppia con un'asina e non con una mucca? Perchè, se tutte le specie sono state create nello stesso momento, alcune sono più vicine ad alcune rispetto alle altre, come per esempio il cavallo è più vicino all'asino che alla mucca, ma contemporaneamente è più simile alla mucca che ad un canguro?

4. LA GENETICA: un suo amico, il prof. Maciej Giertych (che Lei sostiene essere un genetista quando a me risulta essere un dendrologo), sostiene che la formazione di razze o di varietà, fenomeno molto ben studiato sulle specie domestiche, consiste in una riduzione della diversità del genoma. Guarda caso è la stessa preoccupazione dei biologi conservazionisti (che sono anche evoluzionisti!): temono proprio per questo le conseguenze dell'isolamento fra loro di varie popolazioni di una stessa specie. Ma se questo è un aspetto molto importante ce n'è un altro: l'isolamento (geografico, alimentare o di altro genere) non Le sembra il sistema migliore per la speciazione perchè delle variazioni genetiche si possano fissare meglio in una piccola popolazione che in una grande?
A proposito, lo sa che sono stati proprio i genetisti a dimostrare che nella nostra specie non si possono biologicamente separare delle razze distinte dal punto di vista genetico esistono le razze, con ciò dando un messaggio di uguaglianza fra gli uomini di cui la Chiesa dovrebbe appropriarsi?

5. ENTROPIA E MUTAZIONI: cominciamo con il dire che nella Sua rivista “Radici cristiane” il suo amico Seiler è presentato come “fisico dell'Università di Monaco”, quando so benissimo che Lei sa che non appartiene al personale di quella università. E veniamo alla fisica e alla termodinamica. Innanzitutto una domanda sulle mutazioni che come è noto consistono in sostituzioni (per esempio di una timina con una adenina) o nell'elisione o il raddoppiamento di alcune basi. Perchè si può ammettere solo mutazioni negative? Perchè questo fenomeno non può avere mai risvolti positivi?
Non ci sono dubbi che i sistemi termodinamici evolvono nel senso di minimizzare l'energia libera. Ma qui finiscono le sue ragioni e cominciano i problemi: lo sa che alle volte succede che variando la temperatura, a volte ci sia la transizione a una fase con minore entropia? E lo sa che Seiler dimentica (o finge di dimenticare) un punto fondamentale e cioè che la massimizzazione dell'entropia dà un contributo, ma non è l' unico? Perchè Seiler trascura totalmente il ruolo delle fluttuazioni termodinamiche, attraverso le quali un sistema o una porzione di un sistema esplorano per breve tempo stati diversi da quello stabile e che sono la norma per i sistemi aperti come quelli biologici, in cui si possono realizzare stati stabili molto diversi da quello di partenza?
Non dico Lei, professore, dato che pubblicazioni del genere necessitano di una padronanza della fisica che solo laureati in quella materia possono avere, ma come mai Seiler ignora gli studi e i libri di Ilya Prigogine, che ha preso in Nobel proprio per aver chiarito questi fenomeni di transizioni a stati più ordinati in sistemi aperti? Forse anche il buon Ilya fa parte della grande lobby anticristiana malata dei (sani) principi di referaggio e peer-review....
Francamente non conosco le mosche a cui si riferisce Seiler, ma, anche se si volesse accettare il suo punto di vista sul legame tra entropia e ordine biologico, non le sembra che l'esempio sia irrilevante, perché, da fisico, dovrebbe poter dare una valutazione quantitativa della variazione di entropia di TUTTO l'organismo prima di definire la perdita delle ali un esempio di aumento di entropia e perdita di informazioni? Non potrebbe essere che fra i vari cambiamenti la mosca potrebbe aver sviluppato meccanismi di alimentazione o riproduzione più complessi (quindi, nella sua accezione, meno entropici) per ovviare alla perdita delle ali che le limitano, muovendosi solo al suolo, a territori più ristretti?
Le fluttuazioni non rendono insignificante l'esempio della mosca senza ali, che invece é un preciso caso di evoluzione per selezione del più adatto a specifiche condizioni ambientali (la mosca modificata é sopravvissuta ai venti più a lungo di quelle normali, e quindi ha generato più discendenti ad ali corte di quelle con ali lunghe)?

6. DNA FOSSILE: come saprà il nostro corpo funziona grazie al DNA che controlla i processi biochimici che ci permettono di crescere e vivere. Ma non tutti i geni funzionano: abbiamo sempre, sia pure modificati (basta una sostituzione fortuita di una base) dei geni che in altri esseri viventi funzionano. I biologi li chiamano “geni fossili”. Faccio un paio di esempi: anche Lei ha molti geni che sovrintenderebbero all'odorato ma che non funzionano più: gli evoluzionisti sostengono che le mutazioni dannose sono potute sopravvivere nel momento che l'odorato così fine non serviva più, con l'avvento della visione a colori (è facilmente dimostrabile tramite lo studio delle opsine che anche questa conquista sia avvenuta per mutazioni genetiche... )
Inoltre possediamo 3 geni, non più funzionanti, che a rettili ed uccelli servono per produrre la vitellogenina, la proteina che sovrintende alla formazione del tuorlo dell'uovo. La spiegazione più ovvia è che nei mammiferi la comparsa del latte ha reso meno necessario l'uovo con il tuorlo (che è stato reso definitivamente inutile dalla gestazione). Pertanto nei mammiferi questi geni si sono disattivati in quanto una femmina di uccello o di rettile portatrice di una mutazione che disattiva un gene della vitellogenina non può avere uova funzionali, mentre tale mutazione non ha conseguenze in una di mammifero. Di geni disattivati per mutazioni se ne trovano a migliaia in tutte le creature viventi, dai lieviti ai batteri, agli animali superiori.
Come spiega in un quadro creazionistico la presenza di questi geni nel suo corpo e in quello di tutti gli uomini, dato che qualsiasi cosa pensi il suo amico Hugh Owen, le cui conoscenze scientifiche di base mi sfuggono, non è provato che questi geni abbiano altre funzioni?

7. BALENE E IPPOPOTAMI: fino a qualche anno fa non era chiara quale fosse l'origine dei cetacei. I dati genetici provano la vicinanza di questi mammiferi agli artiodattili, in particolare agli ippopotami. Recentemente nella valle dell'Indo sono stati trovati tutta una serie di fossili che dimostrano la transizione fra mesonochidi (ungulati terrestri primitivi) e cetacei. Inoltre come mai questi animali sarebbero stati creati da un Essere Supremo con al loro interno moncherini di arti posteriori (che in alcuni rari casi ricompaiono, per un fenomeno detto “atavismo”)? E come mai gli arti anteriori hanno le stesse caratteristiche di quelle tipiche ed esclusive dei mammiferi ungulati a dita pari (artiodattili), a cui i cetacei sono geneticamente molto simili? Come mai i dati paleontologi sono così coerenti con quelli genetici

8. ORNITORINCO: ci sono 5 classi di vertebrati (o 6 se scindiamo dai pesci ossei quelli cartilaginei): ognuna di queste ha un preciso schema anatomico, biologico e fisiologico, nonostante le grandi differenze in dimensioni e stile di vita delle creature che ne fanno parte. Se vediamo un animale capiamo immediatamente se è un “pesce”, un “anfibio”, un “uccello” un “rettile” o un “mammifero” (placentato o marsupiale). Invece l'ornitorinco è un caso diverso: ha il pelo, ha una temperatura costante (sia pure più bassa degli altri mammiferi), produce latte (però non ha delle vere mammelle), ha un solo arco aortico e i denti visibili solo nei neonati e in qualche fossile, sono diversi fra loro. Questi sono caratteri tipiche di un mammifero. Ma per altre caratteristiche sembra un rettile: i femori orizzontali anziché verticali, la visione a colori, l'apparato escretore – riproduttivo unico (la cloaca), la produzione di uova (con uno solo dei geni per la vitellogenina ancora attivi), i cromosomi sessuali più simili a quelli dei rettili. Insomma, si potrebbe classificarlo sia fra i rettili che fra i mammiferi. Guarda caso questo animale assomiglia molto a tutta una serie di fossili che indicano forme di vita intermedie fra rettili e mammiferi che si trovano in sedimenti di età compresa fra il Permiano e il Triassico, forme estinte dappertutto tranne che in Australia, dove i mammiferi placentati non sono potuti arrivare a causa dell'isolamento di questo continente dall'epoca della rottura del Gondwana. Quindi l'ornitorinco è l'unico animale che troviamo, diciamo così, nel guado fra una classe di vertebrati ed un'altra. Perchè Dio, dopo aver usato degli schemi così rigidi, avrebbe fatto un animale come l'ornitorinco che è una via di mezzo tra rettili e mammiferi?

9. TIKTAALIK: come l'ornitorinco lo è fra i rettili e i mammiferi, il Tiktaalik rosae è nella visione evoluzionistica una delle diverse forme intermedie fra i pesci crossopterigi e i tetrapodi. Fornito di pinne anteriori che gli consentivano di sollevarsi dal fondo e di un collo che separa la testa dal resto del corpo, è stato ritrovato in Groenlandia. La sua scoperta è il frutto della sintesi di molte discipline scientifiche: paleontologia e biologia avevano indicato come gli antenati dei tetrapodi si fossero evoluti in una zona costiera con lagune e delta fluviali in zona tropicale. I geologi hanno indicato il tipo di rocce sedimentarie da ricercare.
Tutti insieme hanno identificare le rocce dell’età giusta nelle quali cercare. A questo punto grazie al lavoro di generazioni di geofisici che hanno ricostruito i movimenti delle zolle si è concluso che le rocce che soddisfacevano tutte queste condizioni erano in una zona della Groenlandia. Andando là, sono stati trovati diversi scheletri del tipo cercato. Come è possibile che tutto questo sia un caso?  Come è possibile che tutte le forme intermedie fra pesci e tetrapodi siano collocate in un ristretto intervallo nei sedimenti del periodo Devoniano e che solo dopo compaiono nel record fossile i primi anfibi?

10. BRANCHIE E ORECCHIE: come mai nei tetrapodi si trovano strutture come le ghiandole paratiroidi, le ossa delle orecchie e le stesse aperture delle orecchie hanno la medesima origine embrionale delle branchie dei pesci? Come mai nei fossili intermedi fra pesci e tetrapodi (che guarda caso sono tutti raggruppati in un determinato periodo geologico) si trovano strutture intermedie che fanno pensare ad una trasformazione progressiva delle branchie in orecchie?

11. SEDIMENTAZIONE E TETTONICA: come Lei ben sa, esistono serie sedimentarie spesse molti kilometri che sono state successivamente piegate, coinvolte nella formazione di montagne, talvolta persino metamorfosare ed adesso esposte all'erosione. Come è possibile spiegare queste cose senza prevedere almeno decine di milioni di anni per questi processi? Il suo amico Guy Berthauld asserisce che gli strati sedimentari non siano il risultato di depositi successivi, ma una segregazione meccanica delle particelle che si verifica durante il loro trasporto. Il che suggerirebbe che le enormi coltri sedimentarie, per esempio lungo le piattaforme continentali e nella pianura padana, si sarebbero formate molto rapidamente.
Questo non solo contrasta con il principio dell'attualismo formulato da Sir Charles Lyell nel XIX secolo, ma anche con le osservazioni attuali in cui, molto curiosamente per persone che la pensano come lui, quelle serie sedimentarie attive nel passato che lo sono ancora nel presente hanno tassi di sedimentazione attuali inferiori al centimetro per secolo, senza trasporti improvvisi di ingenti quantità di materiali, e soprattutto i nuovi sedimenti si depositano sui vecchi con forme indistinguibili da quelle che secondo Berthault si sarebbero originate da una “segregazione meccanica di particelle già sedimentate”. Come mai succede questo? Come spiegare con eventi di sedimentazione improvvisi queste coltri sedimentarie Da dove provengono tutti questi materiali e come mai sono venuti via tutti assieme?
Berthault dice che “Quando si forma uno strato o questo fluido era circoscritto lateralmente da corpi solidi oppure dobbiamo considerare che faceva il giro del mondo". Come mai le enormi quantità di sedimento che attualmente escono dai grandi fiumi come Rio delle Amazzoni, Gange ed Orinoco rimangono nei pressi delle foci e formano le grandi conoidi sottomarine, anziché espandersi in tutti i mari in modo uniforme come vuole Berthault? E, in piccolo, come mai questo vale per qualsiasi fiume che sbocca in mare o in un lago? Perchè studiando una serie stratigrafica troviamo un continuo ricambio di ambienti di deposizione e di fossili presenti? Come sarebbe possibile questo se non c'è stato un processo di sedimentazione lungo e continuo?

12. VULCANI ED EROSIONE: sulla Terra esistono centinaia di vulcani attivi e spenti. Come è possibile che quelli non più attivi siano spesso erosi a tal punto da non essere più riconoscibili come vulcani o quasi (tranne osservando le loro rocce): possibile che questo sia successo in così poco tempo?

13. DATAZIONI RADIOMETRICHE: sempre Berthault sostiene che le “le più moderne ricerche tolgono qualsiasi significato cronologico alle datazioni radiometriche". Ci potrebbe citare queste moderne ricerche, perchè nella letteratura scientifica a mia disposizione non le ho trovate? Sempre nel suo convegno viene sostenuto che i fossili di dinosauri hanno 60.000 anni sulla base di analisi al radiocarbonio sul collagene. Come mai allora usate le datazioni radiometriche?
Al di là della follia di usare il C14 per un fossile di dinosauro, come sarebbe possibile che in 60.000 anni si formi un sedimento, venga coinvolto in una orogenesi, le rocce sovrastanti vengano erose e quindi questo sedimento affiori di nuovo? Che velocità di sedimentazione, deformazione tettonica ed erosione sarebbero necessarie per fare tutto ciò?
Come mai ora il mondo geologico procede così più lento oggi?


14. FOSSILI E OMINIDI: come mai la maggior parte dei fossili proviene da specie non attualmente viventi? Come mai non sono mai stati rinvenuti fossili umani assieme a fossili di dinosauro? Come mai non ci sono fossili di mammiferi nei sedimenti attribuiti al paleozoico, dove i fossili ritrovati sono totalmente diversi dalle forme di vita attuali?
Cosa rappresentano secondo lei fossili come Homo Neanderthalensis, gli Australopitechi tutti, Homo Floresensis, Proconsul e gli altri fossili di ominidi scoperti?

15. I GHIACCIAI DEL GONDWANA: conoscerà sicuramente le tilliti del Gondwana: diffuse fra Africa, India, Sudamerica, Australia (e – probabilmente – pure sotto i ghiacci antartici), testimoniano una importante glaciazione. La geologia spiega il tutto mettendo questi continenti tutti uniti l'uno all'altro all'incirca 300 milioni di anni fa e vicini al polo sud. Come può giustificare altrimenti la presenza di queste rocce in zone così distanti fra di loro e delle quali molte si trovano attualmente in posizione equatoriale?

16. IL QUADRO COERENTE DELLA SCIENZA: le osservazioni di uno sterminato numero di geologi, geofisici, biologi, paleontologi, astronomi, chimici, fisici, astrofisici, prendendo i dati dalle più disparate discipline forniscono un quadro coerente sulla storia della Terra, del Sistema Solare e dell'Universo, al di là di particolari nuovi che vengono fuori e che modificano in parte il quadro perchè ancora c'è parecchio da studiare. Il tutto praticamente senza voci contrarie all'interno della Scienza nei confronti dell'impianto generale del sistema, nonostante i contrasti, anche forti, sulla interpretazione dei dati. Non La fa sentire a disagio essere in disaccordo totale con tutti coloro? Come è possibile che gli attacchi a questo quadro si basino esclusivamente su una interpretazione rigida della Bibbia? Leggendo il suo curriculum vitae, come può entrare così pesantemente in questioni di cui non si è mai minimamente occupato, al contrario della folta schiera di cui sopra, asserendo inoltre che questi dicono una montagna di fesserie? Come fanno i suoi accoliti a negare tutto questo? Perchè rifiutano il confronto, le banche dati esistenti, la peer-review? Perchè la maggior parte di loro non hanno una specifica formazione biologica in una Università “normale”? Perchè rifiutano esperimenti e osservazioni empiriche? Come è possibile che ci sia una lobby di persone così gigantesca che ha il solo scopo di combattere la Religione?

17. PAPA WOJTILA, L'ALLORA CARDINALE RATZINGER E L'EVOLUZIONISMO. Le riporto testualmente, il punto 63 del documento “Comunione e Servizio" del 2004 reperito nel sito wwww.vatican.va e di cui l'allora Cardinale Ratzinger dovrebbe esserne il supervisore, se non l'ispiratore:
«Secondo la tesi scientifica più accreditata, 15 miliardi di anni fa l’universo ha conosciuto un’esplosione che va sotto il nome di Big Bang, e da allora continua a espandersi e a raffreddarsi. Successivamente sono andate verificandosi le condizioni necessarie per la formazione degli atomi e, in epoca ancora successiva, si è avuta la condensazione delle galassie e delle stelle, seguita circa 10 miliardi di anni più tardi dalla formazione dei pianeti. Nel nostro sistema solare e sulla Terra (formatasi circa 4,5 miliardi di anni fa) si sono create le condizioni favorevoli all’apparizione della vita. Se, da un lato, gli scienziati sono divisi sulla spiegazione da dare all’origine di questa prima vita microscopica, la maggior parte di essi è invece concorde nell’asserire che il primo organismo ha abitato questo pianeta circa 3,5-4 miliardi di anni fa. Poiché è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo. I risultati convergenti di numerosi studi nelle scienze fisiche e biologiche inducono sempre più a ricorrere a una qualche teoria dell’evoluzione per spiegare lo sviluppo e la diversificazione della vita sulla Terra, mentre ci sono ancora divergenze di opinione in merito ai tempi e ai meccanismi dell’evoluzione. Certo, la storia delle origini umane è complessa e passibile di revisioni, ma l’antropologia fisica e la biologia molecolare fanno entrambe ritenere che l’origine della specie umana vada ricercata in Africa circa 150.000 anni fa in una popolazione umanoide di comune ascendenza genetica. Qualunque ne sia la spiegazione, il fattore decisivo nelle origini dell’uomo è stato il continuo aumento delle dimensioni del cervello, che ha condotto infine all’homo sapiens. Con lo sviluppo del cervello umano, la natura e la velocità dell’evoluzione sono state alterate per sempre: con l’introduzione di fattori unicamente umani quali la coscienza, l’intenzionalità, la libertà e la creatività, l’evoluzione biologica ha assunto la nuova veste di un’evoluzione di tipo sociale e culturale".

Noto poi come Papa Giovanni Paolo II ha affermato alcuni anni fa che «nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi. È degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all’attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere» (Messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze sull’evoluzione, 1996).
E' vero poi che il messaggio del Papa riconosce che esistono «diverse teorie dell’evoluzione» che sono «materialiste, riduzioniste e spiritualiste» e quindi incompatibili con la fede cattolica. Ma il punto fondamentale è che nel 2004 la Chiesa aveva lanciato un messaggio molto chiaro: occorre adeguare la teologia alle scoperte o, meglio, che la teologia faccia presente a se stessa che le nuove scoperte pongono dei grossi problemi e deve risolverli. A questo punto cito testualmente le sue parole: "d'altra parte, nel campo cattolico, non manca chi rifiuta l’evoluzionismo filosofico, ma accetta sul piano scientifico la teoria dell’evoluzione. Tali posizioni, ieri ed oggi, nascono da un complesso di inferiorità nei confronti della cultura laica, caratteristico di chi non si sente sicuro delle proprie idee cattoliche". Wojtila e Ratzinger appartengono forse a questa categoria? Perchè il magistero della Chiesa si è pronunciato così? Non si sente un po' sconfessato da queste parole?
Perchè ci sono eminenti scienziati credenti che sono convinti evoluzionisti, come Padre George Coyne? Perchè, studiando le Scienze senza paraocchi ideologici, ma attenendosi ai dati, tutti arrivano alle stesse conclusioni, cattolici, protestanti, musulmani, buddisti, atei o altro che siano?

18. DIO E LA STORIA: come mai i creazionisti vogliono per forza mettere la mano di Dio nella Storia Naturale e scriverlo sui libri scientifici mentre non cercano di imporre questa visione anche nei libri di Storia Umana, quando poi nella Dottrina si accenna anche alla presenza di Dio nella storia umana?

19. MARXISMO, NAZISMO E DARWINISMO: Lei cita spesso il darwinismo in simbiosi con nazismo e comunismo. Su questo io, che - preciso – non sono uno storico, ho dei grossi dubbi. A parte il falso sulla presunta volontà di Marx di dedicare a Darwin un suo libro (equivoco definitivamente chiarito da Margaret A. Fay in "Did Marx of­fer to dedicate Capital to Darwin?", Joumal of the History of Ideas,39, 1978, e da Lewis S. Feuer, "Is the 'Darwin- Marx correspondence' authentic?",An­nals of Science,32, 1975) non so se ha presente la questione del darwinismo nell'Unione Sovietica: ai tempi di Stalin il darwinismo e la genetica mendeliana furono messi al bando come “scienza borghese”. I genetisti furono fucilati o condannati ai campi di lavoro in cui morirono. Le conseguenze, specialmente per gli studi sulla vernalizzazione di Trofim D. Lysenko furono devastanti per l'agricoltura sovietica.
Quanto al nazismo, siamo probabilmente davanti alla solita questione della eugenetica e del darwinismo sociale. Puntualizzo che il concetto darwiniano non è la sopravvivenza del più forte ma quella del più adatto. Il che può essere molto diverso: non sempre il più forte è il più adatto! Per esempio alle volte è troppo grande per il cibo a disposizione o per l'ambiente dove vive. Lei ha presente questo particolare di non trascurabile importanza?
Non Le sembra che attribuire a Darwin le colpe dell'eugenetica e di altre cose del genere equivalga ad attribuire a Gesù Cristo le guerre di religione o le torture ed i roghi della Santa Inquisizione, lo sterminio dei nativi americani o altre nefandezze volute o appoggiate dalla Chiesa?

20. TURCHIA E PAESI ISLAMICI: notoriamente Lei è un avversario della integrazione nella UE della Turchia. Ma non Le sembra che la Sua visione della Natura sia più vicina a quella di pensatori islamici come
Harun Yaya e ai regimi integralisti islamici piuttostochè al mondo occidentale?

21. UN NUOVO PROCESSO DOPO QUELLO A GALILEO? Quando la Chiesa processò Galileo, fece una figuraccia che poteva risparmiarsi se solo i religiosi non avessero ostacolato rigorose osservazioni scientifiche con teorie filosofiche e religiose che non tenevano conto dei fatti (perchè scritte in un'epoca in cui non c'erano queste conoscenze). Non le sembra di correre il rischio di ripetere un errore simile a quello di 500 anni fa? La Religione quando si è arroccata su posizioni non scientifiche a causa di una presunta superiorità sulle osservazioni scientifiche e difendendo credenze che non avevano alla base né osservazioni né esperimenti scientifici, è già stata sconfitta da Galileo e da Pasteur. Non crede di stare andando verso una nuova e ancora più devastante sconfitta, come paventava un Papa, credo Pio XII, che a chi gli chiedeva di pronunciarsi con una chiara condanna contro il darwinismo rispose "di casi Galileo, nella storia della Chiesa, ne basta e avanza uno".
Lei considera gli scienziati delle persone che hanno come attività preminente la lotta alla Religione. Non le sembra di essere un po' esagerato? Non le sembra di comportarsi in maniera speculare? Non le sembra che l'atteggiamento antiscientifico di molti religiosi sia in parte la causa di questa ostilità?

22. IL FUTURO DEL CNR: per poter stare al passo con i Paesi più progrediti sono necessarie la ricerca scientifica, di base ed applicata e quella tecnologica. Come è possibile che la crescita del nostro Paese avvenga, come pensa Lei, attraverso le Scienze Umane? Quale progresso ci potranno portare? Lei forse appartiene a quella schiera di epigoni di Benedetto Croce (il quale comunque non credo avrebbe rifiutato per falsi i dati scientifici sull'età della Terra e dell'Universo) per cui solo quella umanistica è Cultura (con la “c” maiuscola) mentre quella tecnica e scientifica è una cultura di serie B e quindi con la C minuscola?


EDIT: a generale richiesta a De Mattei potete scrivere al suo indirizzo istituzionale: r.demattei@presidenza.cnr.it