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mercoledì 6 aprile 2011

Il caso De Mattei: la petizione per chiederne le dimissioni dal CNR e alcune considerazioni sulle sue ultime uscite

Allora, ora siamo alla petizione per chiedere le dimissioni di De Mattei dalla vicepresidenza del CNR. La pubblicano gli amici di dimissionidemattei. Questo è il link. Ovviamente invito tutti a firmare e a diffondere l'iniziativa.

Continuo a pensare che la prestazione sui terremoti a Radio Maria non sia stata la peggiore impresa del soggetto, dato che alla fin fine parlava di religione e non di scienza, ma la situazione è quella che è. 

Ci sono però degli sviluppi. In particolare è interessante questa intervista del Nostro al Corriere della Sera, in cui si comincia al solito con la questione del relativismo etico “denunciato anche da Benedetto XVI”.

Evidentemente l'acculturatissimo vicepresidente del nostro massimo ente di ricerca scientifica non ha capito una cosa fondamentale: su questioni che investono la sfera morale come aborto, pena di morte, eutanasia, adulterio etc etc ci possono essere opinioni diverse e queste opinioni possono anche cambiare nel corso della storia umana (mi risulta che anche i Papi nella veste di capi di stato abbiano condannato a morte delle persone, cosa che oggi Benedetto XVI non si sognerebbe nemmeno di pensare, probabilmente). Come anche la filosofia, alla fine, spesso è fatta di discorsi più o meno loogici.

Ma la Scienza è un'altra cosa, da quando è stato stabilito il primato delle osservazioni sulle idee, anche se l'illustre letterato, come la maggior parte dei letterati italiani, la considera una cultura minore.

Cioè, la scienza non è in se stessa morale o immorale (anche se su certe ricerche in campo biologico la morale - o, meglio, l'etica - ci entra eccome). Ma non vedo cosa c'entri la morale con chimica, fisica, scienze della Terra e con tutti i fenomeni osservati e osservabili. Come non si capisce cosa ci debba entrare in proposito Dio. 
Eticamente potrebbe essere deplorevole che il leone maschio, una volta conquistato un branco di leonesse, uccida tutti i piccoli. Però succede normalmente. La Scienza in questo caso si limita ad osservare il fenomeno e a darne una spiegazione: le femmine smettendo di allattare sono subito pronte a nuove procreazioni, questa volta con il nuovo maschio. 

Questa evoluzione nel comportamento dei leoni maschi potrebbe quindi essere considerata eticamente aberrante, come ha detto Sermonti nell'ormai leggendario convegno del 2009 nella sua comunicazione "l'evoluzionismo, una ipotesi eticamente aberrante" non è fare Scienza. Oddio, secondo qualcuno potrebbe anche esserlo... il fatto è che il fenomeno, piaccia o non piaccia a De Mattei, Fratus, Bertolini e compagnia, è accertato.E quindi che sia "morale" (in che senso????) o no non aggiunge niente alla ricerca e allo studio della questione.

Ricordo alcune delle idee espresse in quel convegno, di cui ho parlato qui, delle vere e proprie perle:

- Evoluzionismo: un'ipotesi eticamente aberrante
- Dalla scienza un secco rifiuto all'evoluzionismo
- La termodinamica contraddice l'evoluzione
- Il tempo richiesto dalla sedimentazione contraddice l'ipotesi evoluzionista
- Ma dove sono quei milioni di anni
- Dinosauri: molto più "moderni" di quanto si creda...
- Le datazioni radiometriche non sono affidabili

Secondo me queste idee (termine forse un pò ottimistico per definirle...) sarebbero bastate per schiantarlo fuori dal CNR. Invece gli hanno dato soldi pubblici per pubblicarne gli atti...
In confronto la storia del castigo di Dio è un particolare insignificante...

De Mattei poi sempre sul Corriere insiste con la questione che “l'evoluzionismo è indimostrabile sul piano sperimentale: di fatto è un mito che si sta sgretolando. Sono sempre più numerosi gli scienziati che lo rigettano, come quelli che ho riunito a Roma due anni fa”.
Oddio, definire “scienziati” almeno alcuni elementi di quel manipolo di personaggi che hanno partecipato a quel convegno. è un po' dura. . . Ma soprattutto è fantastico sapere da lui che il fronte evoluzionistico si stia sgretolando... il problema è che se lo dice a Radio Maria gli ascoltatori gli credono...
Anche in questo si vede la disonestà intellettuale del personaggio che mente sapendo di mentire ad un uditorio che prende per oro colato qualsiasi cosa esca dalla bocca di chi parla a quei microfoni.

Il fatto è che De Mattei è una trottola in movimento: oggi parla di evoluzione (oddio.. parla... termine un po' eccessivo...), poi del concilio Vaticano II, (di cui non mi pare sia un fervente sostenitore), delle catastrofi naturali tirando fuori un vescovo di 100 anni fa senza specificarlo, è sempre in giro per convegni...
E nell'intervista al Corriere prosegue attaccando il Cardinale Gianfranco Ravasi: ovviamente Scienzeedintorni non è un blog che parla di teologia, né il sottoscritto potrebbe essere qualificato a parlarne (potrei comunque invitare un teologo a farlo, ma, dati gli argomenti che tratto, soltanto in riferimento al caso De Mattei). 

A questa segue l'ultima - per adesso – uscita (sempre a Radio Maria) sui barbari che avrebbero distrutto l'impero romano come punizione di Dio per la diffusione dell'omosessualità, riscoprendo un autore cristiano del basso medioevo del cui oblio nessuno fino ad oggi si era preoccupato. 

Con tutto il chiasso che ha creato l'esternazione sui terremoti, il proseguire su questa strada dimostra che non sono attività casuali, ma che ci sia dietro un progetto, degno della setta, i “Legionari di Cristo” a cui appartiene. Pertanto l'antievoluzionismo dematteiano potrebbe essere funzionale, insieme a tutti gli altri interventi, a qualcosa di grosso che cova sotto la cenere come una lotta fra alcuni settori della Chiesa e che quindi sia semplicemente usato come scusa per colpire il Cardinale Ravasi, che sicuramente non appartiene allo schieramento oltranzista della destra religiosa, con la scusa del suo posizionamento fra gli evoluzionisti. 

Dispiace fortemente che il CNR sia purtroppo coinvolto in una disputa interna alla Chiesa Cattolica o, ancora peggio, ad una offensiva di alcuni settori oltranzisti all'interno della stessa.

mercoledì 23 marzo 2011

Brevi riflessioni su De Mattei ed il terremoto


Vorrei commentare alcuni aspetti della questione De Mattei. Ma prima una questione di merito: ricevo un messaggio da un blog intitolato “dimissionidemattei.worldpress.com”
Essendo dal mio punto di vista una ottima iniziativa, che condivido, vado su questo sito e cosa vedo? Il mio post di ieri in versione integrale, compreso l'edit finale aggiunto stamattina, senza citare l'autore. No, cari amici, non si fa così.

Pertanto ho scritto a questo blog la seguente nota:
scusate, indipendentemente dal fatto che anche io caccerei volentieri de mattei da dove sta,a mi sembra che sia scorretto riportare integralmente il mio post in cui ho con fatica sbobinato 10 minuti di de Mattei – pensiero, comprese le precisazioni successive, senza citare la fonte.
Vi prego quindi di aggiungere la fonte. Grazie.

EDIT: tutto risolto. E naturalmente ho molto piacere che tale blog ospiti le mie idee

E veniamo a De Mattei.
Onestamente l'idea di Dio che lui porta avanti mi sembra molto medievale ma non sono un teologo e quindi mi chiamo fuori da questo ragionamento, su cui comunque farò alcuni appunti.
Rimarco ancora il passaggio sul “vescovo di Rossano”: è vero che non ha detto l'”attuale” vescovo di Rossano, ma solitamente mi pare che in italiano “attuale” sia sottinteso parlando di un incarico, specialmente se non è una persona conosciuta ai più.
È chiaro quindi che questa sia cattiva fede (a meno che in parti non a me note del discorso abbia detto che Mazzella era il vescovo di Rossano nel 1908). A questo modo gli ascoltatori di Radio Maria hanno pensato che pensasse così l'attuale vescovo di Rossano, cosa invece non vera. E che ci sia un certo imbarazzo lo dimostra il comunicato della Diocesi di Rossano.

A casa mia questo si chiama dire le cose in cattiva fede, sapendo che chi ti ascolta (l'ascoltatore “medio” di RadioMaria) crede pedissequamente a tutto quello che l'emittente propina: in generale gli ascoltatori di radio Maria sono persone molto credenti ma anche molto inquadrate dal punto di vista religioso e non preparate scintificamente.
Inoltre non è chiaro dove finisce il Mazzella – pensiero e ricomincia il De Mattei – pensiero.

Trovo fuorviante il poter pensare che i giapponesi si meritassero un castigo del genere (il paragone con Sodoma e Gomorra è evidente). Quanto al resto delle elucubrazioni su provvidenza, anime più o meno pie etc etc, non saprei proprio cosa dire, se non che le trovo abbastanza orribili. Ma sono “gusti” personali e – ripeto - in teologia non sono preparato e quindi non posso esprimersi sulla loro fondatezza. 

Tralasciando quindi la parte teologica, veniamo ad una frase che investe la scienza, di cui il Nostro è purtroppo una delle persone che la amministrano:
Nessuno può dire con certezza se il terremoto di Messina ieri o quello del Giappone oggi sia stato un castigo di Dio. 

Come fa argutamente notare un intelligente forumista di www.geologi.itcome geologi, siamo sicuramente in grado di affermare un principio: esistono nel mondo delle località soggette a forti sismi, ne esistono altre meno sismiche e ne esistono altre praticamente esenti da sismi.
La teoria del castigo divino non regge tanto, perchè i giapponesi già sapevano di trovarsi in un territorio sismico, e chi voleva poteva andarsene in zone meno sismiche, ad esempio l'Australia. Se è un castigo si tratta di una maledizione dovuta alla nascita in quello specifico luogo”.

Il succo è che i terremoti non arrivano “a caso”. Riferendosi in particolare al giappone, è noto che i terremoti di thrust si verificano soltanto nelle zone di subduzione, precisamente tra la fossa tettonica e l'arco magmatico (probabilmente compreso il terremoto di Creta del 365DC) e che – insomma - non è che questi fenomeni arrivano totalmente inaspettati. Poteva essere il caso dei terremoti di Nueva Madrid, nel Missouri per i quali ancora non c'è una spiegazione logica sicura (che comunque... esiste anche se non la sappiamo ancora).
Detto in soldoni: vuoi stare in una zona sismica? Sono affari tuoi.
Il discorso è che i disastri naturali di ogni ordine e grado arrivano nei luoghi dove dovrebbero arrivare (oltre a terremoti anche alluvioni, uragani, frane e quant'altro).

Quindi le contestazioni a De Mattei, che secondo me non può continuare ad essere vicepresidente del CNR, non riguardano il suo essere cattolico, sia pure un "bieco conservatore oscurantista".
Io a De Mattei contesto l'antidarwinismo che antepone la Bibbia alla Scienza, contesto queste affermazioni teologiche a livello geologico: è per questo che per me una persona del genere non può stare nella stanza dei bottoni del CNR.

In calce segnalo il comunicato, segnalatomi domenica, del presidente del CNR Luciano Maiani:

Nota di precisazione del Presidente del CNR Prof. Luciano Maiani in merito all’intervento radiofonico del Prof. Roberto de Mattei, Vice Presidente del CNR, sull’emittente radiofonica privata  Radio Maria - Una voce cristiana nella tua casa
Il 21 marzo scorso il prof. Roberto de Mattei ha reso un intervento all’emittente radiofonica privata Radio Maria - Una voce cristiana nella tua casa.
L’intervento a carattere teologico ha riguardato tra l’altro il tragico sisma che si è abbattuto sul Giappone l’11 marzo scorso.
Ferma restando la libertà di espressione quale bene garantito dalla nostra Costituzione, si precisa che i contenuti dell’intervento del prof. de Mattei non coinvolgono in alcun modo il CNR, che l’intervento non è stato reso nella sua veste di vicepresidente dell’Ente e che il contesto in cui esso è stato reso è estraneo alle attività e alle finalità del CNR.

Così parlò De Mattei: "Nessuno può dire con certezza se il terremoto di Messina ieri o quello del Giappone oggi sia stato un castigo di Dio"

Questa nel titolo è una delle frasi più significative dell'allucinante intervento del Vicepresidente del CNR a Radio Maria, dove conduce la trasmissione "Radici cristiane" (che prende il nome della sua rivista). Praticamente ha paragonato il Giappone e Messina a Sodoma e Gomorra...
Sarebbero riflessioni di per sè un pò forti già per un religioso, ma che si esprima in questi termini il vicepresidente del CNR è a mio avviso semplicemente scandaloso (e non mi pare di essere una voce isolata).  Ho reperito in rete un filmato in cui c'è parte dell'intervista. Non avendola - ovviamente - ascoltata in diretta non so se a Radio Maria presentando De Mattei abbiano detto che lui è il vice-presidente del CNR. Dubito che non lo abbiano fatto. 
Per chi non volesse perdere oltre 9 minuti di tempo o volesse capire bene quanto detto, oltre a linkare il video, ne ho effettuato la sbobinatura, che resterà qui a documentare il tutto (almeno fino a quando in Italia ci sarà libertà di opinione e rimarrà online scienzeedintorni)
Preciso che ho l'impressione che l'intervento non sia stato del tutto riportato quindi mancano alcuni pezzi. Anche la fine lascia molti dubbi se sia davvero la fine o no.
Se qualcuno si iscrive a Radiomaria e mi farà avere l'intervento completo ne sarei contento. Consiglio comunque di farlo prima possibile perchè non vorrei che venisse rimosso sulla scia della giusta ondata di polemiche.

Vorrei anche commentare alcune parti del discorso, ma è meglio che per adesso lo eviti.

Comunque: questo è il video


E questo è il testo sbobinato.


Cari amici di Radio Maria, buonasera.

Vi parla Roberto De Mattei e vorrei fare questa sera con voi alcune riflessioni che partono da fatti drammatici di attualità. Il primo fatto è la tragedia del Giappone, lo spaventoso terremoto e maremoto con il rischio nucleare che si profila.

Dice monsignor Mazzella che in primo luogo le grandi catastrofi sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio che ci scuote e ci richiama con il pensiero ai nostri grandi destini, al fine ultimo della nostra vita che è immortale.
Infatti se la Terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi la Terra eserciterebbe sopra di noi un fascino irresistibile, non ci accorgeremmo che è un luogo di esilio e dimenticheremmo troppo facilmente che noi siamo cittadini del cielo.

Ma in secondo luogo, osserva l'arcivescovo di Rossano Calabro, le catastrofi sono talora esigenza della giustizia di Dio, della quale sono giusti castighi. Infatti alla colpa del peccato originale che tocca tutta l'umanità si aggiungono nella nostra vita le nostre colpe personali.

Nessuno di noi è immune dal peccato e può dirsi innocente. E le nostre colpe possono essere personali o collettive, possono essere le colpe di un singolo o quelle di un popolo ma mentre Dio premia e castiga i singoli nell'eternità è sulla Terra che premia o castiga le Nazioni, perchè le Nazioni non hanno vita eterna, hanno un orizzonte terreno. Nessuno può dire con certezza se il terremoto di Messina ieri o quello del Giappone oggi sia stato un castigo di Dio. 

Sicuramente è stata una catastrofe e scrive Monsignor Mazzella “la catastrofe è un fenomeno naturale che Dio ha potuto introdurre nel suo piano di creazione per molteplici fini degni della sua sapienza e bontà".
Ha potuto farlo per raggiungere un fine della stessa natura, ottenendo per mezzo della catastrofe un bene fisico pià generale come quando con una tempesta di venti che produce danni si purifica l'aria. Ha potuto farlo per un fine di ordine morale come per esempio acuire il genio dell'uomo, eccitarlo a studiare la la natura per difendersi dalla sua potenza distruggitrice e così determinare il progresso della scienza. Ha potuto farlo per uno dei fini per i quali la fede ci dice che talora l'ha fatto, come sarebbe quello di infliggere ad una città un esemplare castigo. Ha potuto farlo per un fine a noi ignoto. 

Per quale fine in concreto Dio ha operato in un caso speciale? Per quale fine Messina e Reggio sono state distrutte? Chi potrebbe dirlo? È possibile fare delle congetture, non è possibile affermare alcuna cosa con certezza. Intanto per noi, al nostro scopo basta la sicurezza che le catastrofi possono essere, e talora sono, esigenza della giustizia di Dio. E aggiungiamo questo concetto che Dio talora si serve delle grandi catastrofi per raggiungere un fine alto della sua giustizia si trova in tutte le pagine della Sacra Scrittura: che cosa furono il diluvio, il fuoco che cadde su Sodoma e Gomorra e quello che non si abbattè su Ninive se non castighi di Dio? Però si dice la catastrofe è cieca, punisce il colpevole ma colpisce anche l'innocente. Come si conciliano con la provvidenza queste stragi dell'innocenza e della virtù che avvengono ad esempio nel terremoto. 

La risposta è che Dio non potrebbe fare in modo che un terremoto colpisca il colpevole e rispetti l'innocente se non attraverso la moltiplicazione di miracoli, attraverso una profonda modifica del piano della creazione divina. Ora è chiaro che Dio può salvare e talvolta salva l'innocente operando un miracolo ma Dio non è obbligato a moltiplicare i miracoli o a rinunziare al piano della sua creazione per salvare la vita di un innocente. E poi Dio è padrone della vita e della morte di ognuno, misura i giorni dell'uomo sulla Terra e stabilisce l'ora e il modo della morte di ciascuno. Quindi l'innocente che muore sotto una catastrofe generale che punisce i colpevoli si trova nella stessa condizione nella quale si trovano tutti gli innocenti che sono sorpresi dalla morte. Per loro questa morte non è un castigo di colpa personale ma è l'esecuzione di un decreto di colui che è il padrone della vita e della morte.

Ogni giorno noi vediamo fanciulli innocenti, uomini virtuosi che muoiono di morte naturale o violenta. Perchè meravigliarsi quando poi vediamo molti fanciulli innocenti o uomini virtuosi morire sotto le rovine di un terremoto. La loro morte presa isolatamente non è diversa da quella di tanti uomini innocenti virtuosi che sono vittime di un accidente, muoiono ad esempio schiacciati da una macchina o investiti sotto un treno.

Ma c'è un terzo punto: le grandi catastrofi non sono solo spesso atti di giustizia di Dio ma sono altrettanto spesso una benevola manifestazione della misericordia di Dio. Abbiamo detto infatti che nessuno mettendosi la mano sulla coscienza potrebbe dare a se stesso un certificato di innocenza: nessuno può dire “io sono innocente” e non lo può dire né per il peccato originale che lo macchia né per i propri peccati personali.

Un giorno quando sarà sollevato il velo che copre l'opera della provvidenza e alla luce di Dio vedremo quello che egli avrà operato nei popoli e nelle anime ci accorgeremo che per molte di quelle vittime che oggi compiangiamo il terremoto è stato un battesimo di sofferenza che ha purificato la loro anima da tutte le macchie anche le più lievi e grazie a questa morte tragica la loro anima è volata al cielo prima del tempo perchè Dio ha voluto risparmiarle un triste avvenire. Scrive monsignor Mazzella: noi pensiamo con raccapriccio a quei momenti terribili passati da loro tra la vita e la morte sotto le rovine ma forse appunto in quei momenti discese su quelle anime il torrente di una speciale misericordia di Dio sotto forma di profonda contrizione e rassegnazione. Chi può dire ciò che è passato tra quelle anime e la misericordia di Dio negli ultimi momenti! Chissà con quali slanci Dio misericordioso e buono nelle terribili sofferenze ha toccato i loro cuori per unirli a lui. Chi potrebbe in una parola scandagliare l'abisso di espiazione, di merito e di doni di Dio che in quelle anime fu scavato per occasione del terremoto.

E non si tratta di pie illusioni. Perchè sta scritto che nella tribolazione Dio rimette più facilmente i peccati e versa più abbondantemente i suoi doni e sta scritto che Dio manda la morte prematura agli innocenti per liberarli da un triste avvenire.

(problemi di audio a 8.35)

Per comprendere l'azione della Provvidenza che dà una ragione a tutto ciò che avviene, anche alle tragedie come i terremoti, bisogna però avere una prospettiva soprannaturale, la prospettiva di chi crede nell'esistenza di un Dio creatore e remuneratore della vita eterna. Chi nega Dio, gli atei, i laicisti militanti, ma anche coloro che pur non professando l'ateismo vivono di fatto nell'ateismo pratico, costoro non possono concepire l'idea della Provvidenza.

POSTILLA EDITATA GRAZIE AD UNA SEGNALAZIONE:
Monsignor Mazzella non è il vescovo attuale di Rossano Calabro, ma quello in carica nel 1908 e De Mattei non precisa nulla al riguardo, facendolo sembrare quindi, pur senza affermarlo, che quelli espressi siano pensieri attuali. Come riporta infatti Sibarinet, giornale online locale, in un comunicato la diocesi dfa notare che attualmente l’Arcivescovo di Rossano-Cariati è S.E. Mons. Santo Marcianò. Pertanto le dichiarazioni contenute in quegli articoli non sono in alcun modo attribuibili a Mons. Marcianò. Il che mi sembrerebbe una bella smentita e la dimostrazione dell'imbarazzo che anche all'interno della Chiesa stanno prtando le dichiarazioni di De Mattei.

Sempre secondo Sibarinet, la diocesi di Rossano Calabro afferma che "ieri pomeriggio è apparsa, su alcuni giornali online e siti internet vari, una dichiarazione riferita a mons. MAZZELLA, arcivescovo di Rossano dal 1898 al 1917 e riportata durante una trasmissione di Radio Maria. Di seguito a tale dichiarazione sono scaturite polemiche ed equivoci che richiedono alcune precisazioni:
 Nella trasmissione di Radio Maria del 16 marzo 2011 il prof. De Mattei ha citato alcune riflessioni sul terremoto di Messina del 1908 dello stesso mons. Orazio Mazzella tratte dallo scritto La provvidenza di Dio, l'efficacia della preghiera, la carità cattolica ed il terremoto del 28 di Dicembre 1908: cenni apologetici, Desclée e C., Roma 1909.
Nel suo intervento il prof. De Mattei ha fatto riferimento ad un dibattito filosofico emerso tra il ‘700 e l’800 sul senso del male e della sofferenza. In questo ambito egli ha citato la riflessione che Mons. Mazzella ha sviluppato all’indomani del terremoto di Messina del 1908.
Con le sue meditazioni il vescovo Mazzella si inseriva in quel contesto culturale dentro il quale esse vanno lette. 
 

venerdì 1 gennaio 2010

Maiani, De Mattei e le sorti della ricerca in Italia


Alla fine Maiani parlò di nuovo sull'affare De Mattei
Sul sito del CNR è uscita una nota “Precisazioni del Presidente del CNR sulla polemica tra evoluzionisti e anti-evoluzionisti a proposito del volume a cura del Vicepresidente, Prof. Roberto de Mattei”.

La nota comincia con una premessa: "In occasione del bicentenario della nascita di Charles Darwin, lo scorso 23 febbraio il Prof. Roberto de Mattei, Vice Presidente del CNR, ha organizzato un incontro informale a porte chiuse in una >aula della sede centrale dell'Ente. La riunione non ha gravato finanziariamente sul CNR. Le spese di viaggio e soggiorno sono state sostenute dagli stessi partecipanti e il Vice Presidente ha provveduto privatamente al pranzo per i convenuti".

Cominciamo con la considerazione che ai contribuenti italiani la riunione è costata solo la corrente elettrica e un po' d'acqua dei servizi igienici e forse dell'acqua minerale.
Forse era già troppo così. Poi però cominciano i guai: "gli interventi svolti nel corso della riunione sono stati pubblicati in un volume a cura del Vice Presidente de Mattei dal titolo "Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi ”, edito dalle Edizioni Cantagalli. L'editore ha fatto richiesta di un contributo finanziario, a parziale copertura della stampa, all'Ufficio Pubblicazioni e Informazioni scientifiche del CNR. In assoluta autonomia decisionale, come previsto, e agendo secondo le procedure ordinarie dell'Ente, l'Ufficio ha deciso di concedere parte del contributo richiesto, nella misura di 9.840 euro, Iva inclusa".

Quindi, evidentemente, l'Ufficio Pubblicazioni e Informazioni scientifiche del CNR non pensa alla congruità scientifica di quanto scritto nelle pubblicazioni. Un classico esempio di operazione burocraticamente ineccepibile. Ineccepibile? Forse non del tutto, perchè sul volume non è stato apposto il logo dell'Ente. Ciò è avvenuto su espressa richiesta del Vice Presidente che in questo modo ha voluto rimarcare come i contenuti non impegnino in alcun modo la posizione ufficiale dell'Ente.


Un capolavoro: il CNR a questa maniera salva la libertà di espressione (soprattutto quella di dire bischerate) senza sporcarsi le mani ed evita le critiche di alcuni giornali di destra per i quali evidentemente i dati scientifici contano meno di niente (nel paese di Croce e Gentile è ovvio....). E, soprattutto, concede un finanziamento senza che chi legga il libro sappia che lo ha dato....

triplo “mah”..

Il comunicato poi ricorda le (sciagurate) parole di Maiani del 30 novembre: "Desidero sottolineare il carattere aperto della ricerca intellettuale e la mia personale contrarietà a ogni forma di censura delle idee. La libertà di espressione è un bene garantito dall'articolo 21 della nostra Costituzione."



A questo proposito cito per la chiarezza Gianni Comoretto, scienziato e cattolico, il quale in un commento ad un altro mio post sulla materia, rispondendo ad un creazionista anonimo che ha tirato fuori questo magico concetto ha scritto che "la libertà di opinione è sacrosanta. Puoi benissimo credere che la Terra sia piatta, che il Camembert sia un generale di Napoleone, o che Eva derivi da una costola di Adamo. Ma non tutte le opinioni sono uguali, alcune corrispondono a fatti, altre no. L'evoluzione è un fatto".

Mi domando se l'Ufficio Pubblicazioni e Informazioni scientifiche del CNR abbia in testa questi concetti o basti presentargli un manoscritto “burocraticamente ineccepibile” anche se non lo è scientificamente.


Quasi quasi cerco di farmi pubblicare qualcosa anche io... Ho letto uno scritto di un religioso,probabilmente un vescovo che addirittura se l'è presa con Lyell e il gradualismo dicendo che erano nel giusto i "catastrofisti" della prima metà del XIX secolo. E allora perchè non scrivere per dimostrare come tutti i sedimenti creduti plioquaternari della Toscana si siano invece formati in un annetto a causa del diluvio universale, individuando pure la direzione delle correnti, e come la struttura dell'Appennino Settentrionale sia il frutto di due o tre eventi catastrofici distanziati di poche migliaia di anni l'uno dall'altro?

W il progresso della scienza!

Il comunicato, alla fine appare tranquillizzante, quando vi si legge che "purtroppo, la polemica su evoluzionismo e anti-evoluzionismo rischia di esaurire l’attenzione dei media (se ne è occupata anche Nature....) su una questione che in nulla ha inciso o inciderà sui programmi scientifici dell’Ente, né in termini di impostazione né di finanziamento alla ricerca, che proseguirà secondo i criteri di rigore scientifico propri della comunità internazionale".
Mi domando se “Proseguirà” o “ricomincerà” ad usare il rigore scientifico dopo la follia: nel 2009 talvolta lo ha lasciato da parte.

Purtroppo la sezione finale centra un punto focale: all'estero molti sono rimasti esterrefatti da De Mattei e il CNR rischia di diventare una barzelletta proprio per questo. E mi sa che non tutti citino questa cosa solo in maniera disinteressata: temo un effetto collaterale di questa disgrazia e cioè che qualcuno ne approfitti per mettere in dubbio la credibilità del CNR e dirottare fondi dall'Italia ad altre nazioni

C'è chi nell'ambiente scientifico è rimasto soddisfatto da questo comunicato. Fra i diversi commenti che amici e lettori mi hanno inviato ve ne cito uno che non proviene da Firenze, ovviamente senza citarne l'autore: credo che la precisazione del Presidente, che salvaguarda la dignità, il prestigio ed il ruolo scientifico dell’Ente, senza oscurare la libera espressione delle idee, ed evitando di esporre il CNR istituzionalmente a diatribe politiche, sia da apprezzare soprattutto in un momento particolare, come quello attuale, in cui il rischio di nuocere al CNR istituzione potrebbe essere anche molto pesante. Io, personalmente, condivido sul darwinismo la stessa posizione del Presidente che, come espressamente e chiaramente detto nel comunicato, è “diametralmente opposta a quella del prof. De Mattei” e quindi mi ritengo soddisfatto dal comunicato di Maiani.

A parte la necessità da parte di uno scienziato di dover puntualizzare la sua ovvia posizione sul darwinismo, personalmente sono ben poco soddisfatto non solo di questa precisazione di Maiani, ma anche di queste parole, che per me sono una spia del terrore che incute De Mattei e che soprattutto incute il sottobosco di cui il docente della “Università Europea” è la punta di diamante. Terrore che mi è stato più o meno indicato personalmente da un altro docente universitario, al solito non fiorentino, che conosce bene il Nostro a margine di un convegno a cui ho assistito e che ha detto che è in gioco il futuro della ricerca in Italia.


Mi chiedo che differenza ci sia con le parole, già riportate da me in un altro post, e che avevano fatto imbestialire anche l'anonimo appena citato: quelle pronunciate da Maiani il primo dicembre: "in merito all'articolo "Darwin mette in imbarazzo il Cnr - Lite tra studiosi sul creazionismo" (1.12.2009), voglio precisare che "il carattere aperto della ricerca intellettuale" e la "personale contrarietà a ogni forma di censura delle idee" per me e per il Consiglio Nazionale delle Ricerche non sono un "contentino", come afferma l'articolo, ma valori fondanti, coerenti con la civiltà del nostro Paese. Con l'occasione intendo ribadire con forza - al di là delle diverse posizioni culturali – i rapporti di stima, amicizia e proficua collaborazione che mi legano al Vice Presidente, prof. Roberto de Mattei".

Per la cronaca una risposta ben più dura a De Mattei venne dal presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Nicola Cabibbo: “no, il creazionismo non è scienza. E nemmeno cultura cattolica cristiana. Quell'idea non ha alcun diritto di cittadinanza nella nostra società”. e infatti De Mattei & c. hanno organizzato il loro convegno proprio perchè non fu loro permesso di partecipare a quello organizzato dal Vaticano.

Ma quello che si legge chiaramente in questo commento è che in pratica andare contro De Mattei (e soprattutto contro quelli che gli sono dietro) porterebbe il “rischio di nuocere al CNR istituzione”r. Semplicemente incredibile.... la ricerca scientifica in Italia sarebbe condizionata da questa gente?

Continuo a chiedermi chi ci sia dietro De Mattei: solo fondamentalisti cattolici e l'aristocrazia “nera” romana? Mah.... E' probabile che ci sia un disegno “elettorale”, con un messaggio del tipo “noi vogliamo tutelare chi crede davvero nella Bibbia, non come tanti altri” ma forse c'è qualcosa di peggio: il convegno di Radici Cristiane potrebbe fare parte di una strategia che cominciò con la Moratti ministro della scuola quando fu tolto il darwinismo dai programmi scolastici.

A tutti i membri della comunità scientifica spetterebbe controbattere questa follia. Ma non mi pare che adesso ce ne sia la volontà o, meglio, che pochi si vogliano esporre.

venerdì 4 dicembre 2009

De Mattei, Maiani e il C.N.R.: pace armata e/o sconfitta della Scienza?

Telmo Pievani scrive un articolo su Micromega, su De Mattei e il suo libro (o, meglio, il libro curato dall'insigne storico) “evoluzionismo, il tramonto di una ipotesi”. Qvviamente lo stronca e la cosa non piace ai soliti noti. Questa pubblicazione riassume gli atti del famigerato convegno dello scorso 23 febbraio ospitato nelle sale del CNR, convegno che però, precisa De Mattei, "al CNR non è costato un euro" (a parte – considerazione banale – l'uso della sala). Sembra però che il CNR abbia dato un piccolo contributo per la stampa del libro.

In giro si mormora che questo convegno sia sostanzialmente stato deciso perchè nella conferenza vaticana del marzo di quest'anno i creazionisti non erano stati (giustamente) ammessi. In questa sede ùde Mattei ha radunato una manica di personaggi che come unico comune denominatore hanno l'avversione al darwinismo, alcuni dei quali come il genetista Sermonti e il sedimentologo Berthault, ampiamente sconfessati dalla comunità scientifica: francamente leggendo quello che scrivono penso che non sarebbe riuscita ad essere così tremendamente assurda neanche una caricatura di scienziato interpretata da Raimondo Vianello in un varietà degli anni 60 o 70.


Riassumiamo un attimo le referenze di De Mattei. Professore di Storia del Cristianesimo e della Chiesa presso l’Università Europea di Roma, è anche coordinatore del corso di laurea in “scienze storiche”.

E' direttore di “Radici Cristiane” (un concetto significativamente vicino ad una recente polemica politica a livello europeo), e presidente della “Fondazione Lepanto”, nome che ovviamente è tratto dalla nota battaglia del 1571 in cui per la prima volta i turchi furono fermati dai cristiani. Non stupisce che sia visceralmente contrario all'entrata della Turchia nella Unione europea (argomento che non tocco, per carità....). Eppure con i turchi ha una certa affinità culturale, basta leggere la vicenda della rivistaBilim ve Teknik ” (qualcosa come “scienze e tecnologie”). Disgraziatamente, attualmente è anche vice-presidente del CNR

Non rientro nella descrizione del convegno, che trovate qui. Tanto per la crinoca, vi inforno se non lo sapevate che quel numero di Radici Cristiane conteneva altri articoli di un certo spessore, fra i quali uno sulla bellezza della messa in latino (non so perchè ma c'era da immaginarsi che Radici Cristiane sia nostalgica di tutto ciò) e (questa è proprio spaziale!) un’intervista quantomeno deferente al pretendente al trono del Brasile.

Faccio alcune considerazioni.

1. un conto è la sacrosanta libertà di opinione, un altro è spacciare per verità delle idiozie sovrumane e soprattutto dichiarare che una vasta parte del mondo scientifico sia d'accordo con la critica all'evoluzionismo.

2. De Mattei, con la sua carriera di storico del cristianesimo, è l'ennesima dimostrazione che purtroppo personaggi come Benedetto Croce e Giovanni Gentile, le peggiori iatture per la cultura italiana del XX secolo, non rappresentano altro che la punta dell'iceberg di quella massa di cosiddetti “uomini di cultura” che considerano Cultura con la C maiuscola le arti la filosofia e le lettere e si atteggiano a esseri superiori nei confronti di quella scientifica e tecnica, considerata cultura di serie B se non C. Una situazione che esiste solo in Italia.

3. Per cercare di esemplificare il talento scientifico del Nostro, e il suo concetto crociano della superiorità della cultura umanistica basta questa frase: «Dal punto di vista della scienza sperimentale entrambe le ipotesi sulle origini, sia l’evoluzionista che la creazionista, sono inverificabili. Su questi temi ultimi non è la scienza, ma la filosofia, a doversi pronunciare»,
Secoli di scienza quindi non sono serviti a niente: decidono i filosofi. E questo è il vicepresidente del CNR????????


Il commento migliore che ho letto viene dal presidente della Società italiana di biologia evoluzionistica Marco Ferraguti: «I testi inclusi nel volume non hanno nulla a che fare con la scienza, e del resto nessuno degli autori gode di un qualche credito a livello internazionale. Sostengono tesi stravaganti, come quella per cui i dinosauri sarebbero vissuti al massimo quarantamila anni fa. (Gli autori) sono dei perfetti sconosciuti: il più noto è il polacco Maciej Giertich, ex parlamentare europeo criticato per uno scritto di sapore antisemita».

Quindi oltre a mamma li turchi c'è anche un certo antisemitismo.... sempre meglio....

La cosa più divertente è che a parlare di queste idee sono sempre i soliti quattro gatti, come dimostra l'elnco degli oratori ad un altro convegno svoltosi a Roma il 9 novembre dove hanno sparato sempre le solite bischerate. Proprio non capisco dove siano tutti questi uomini di scienza antievoluzionisti che secondo loro si aggirano per le università e i centri di ricerca di tutto il mondo (Turchia esclusa...)

Purtroppo ho l'impressione che la situazione al CNR non debba essere molto tranquilla per gli scienziati e che De Mattei abbia molto potere. Mi domandavo come mai il professor Maiani, presidente dell'Istituzione e fisico noto ben oltre i nostri confini era rimasto in silenzio.

Oddio, anche lui le grane se le va a cercare con il lanternino, visto che la sua nomina è stata molto avversata dai parlamentari della attuale maggioranza per aver osato essere uno dei 67 firmatari della famosa lettera contro la Lectio Magistralis che Papa Ratzinger doveva tenere alla Sapienza un anno fa. Fra parentesi ne avevano provate di tutti i colori per demolirlo scientificamente, ma “stranamente” non ci sono riusciti.

Alla fine ho l'impressione che De Mattei sia stato messi lì proprio per ostacolare l'attività scientifica.

Allora, l'unica uscita di Maiani sull'argomento è stata questa, a seguito di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera del primo dicembre: In merito all'articolo "Darwin mette in imbarazzo il Cnr - Lite tra studiosi sul creazionismo" (1.12.2009), voglio precisare che "il carattere aperto della ricerca intellettuale" e la "personale contrarietà a ogni forma di censura delle idee" per me e per il Consiglio Nazionale delle Ricerche non sono un "contentino", come afferma l'articolo, ma valori fondanti, coerenti con la civiltà del nostro Paese. Con l'occasione intendo ribadire con forza - al di là delle diverse posizioni culturali - i rapporti di stima, amicizia e proficua collaborazione che mi legano al Vice Presidente, prof. Roberto de Mattei.

Il quale, da par suo, risponde: Relativamente all'articolo "Darwin mette in imbarazzo il Cnr, Lite tra studiosi sul creazionismo" (1/12/09), desidero precisare che le possibili differenze di pensiero sull'evoluzionismo o su altri temi di carattere culturale non fanno velo alla stima e alla piena sintonia che esiste tra il Presidente del CNR, prof. Luciano Maiani, e me circa la governance dell'Ente e il futuro della ricerca in Italia.

Spero solo che questa sintonia sia solo a parole. Perchè altrimenti visto il titolo di una sua pubblicazione e cioè "il CNR e le scienze umane, una strategia di rilancio" il futuro della ricerca in Italia mi terrorizza....

Purtroppo temo che la mia sia una speranza vana: un ricercatore del CNR, di cui ovviamente taccio il nome, mi ha scritto queste testuali parole: “la posizione di Maiani fa cadere le braccia! E' ovvio che non vuole rogne. Comunque la cosa ormai é stata denunciata anche in alto loco. Se non si muovono loro, non so quanto serva che qualche peone come me alzi la voce”.

Semplicemente frustrante.Sinceramente in un clima del genere non mi pento di non aver neanche tentato di intraprendere la Scienza attiva in favore dell'industria metalmeccanica prima e della grande distribuzione poi....

sabato 27 giugno 2009

Ormai siamo alla frutta: un creazionista al vertice del CNR.


Il C.N.R., il "consiglio Nazionale delle Ricerche" ci informa che il Professor De Mattei è il subcommissario del C.N.R. con delega per il settore delle macroaree delle scienze giuridiche, socio-economiche, umanistiche e dei beni culturali, nonché vicepresidente dello stesso consiglio.
Nato a Roma il 21 febbraio 1948, si è laureato con 110 e lode in Storia Contemporanea presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma “La Sapienza” (1972). Dopo la Laurea si è formato alla scuola dello storico Armando Saitta, di cui è stato assistente ordinario di Storia Moderna presso la medesima Facoltà di Scienze Politiche dal 1973 al 1981.

Prendiamo atto che uno storico è vicepresidente di una istituzione scientifica. Nel paese di Croce e Gentile è normale. La scienza è subordinata alla Cultura Umanistica (le iniziali minuscole e maiuscole NON SONO un refuso tipografico....).
E' un cattolico praticante e questo di principio non mi scandalizza assolutamente: al solito non vedo perchè in uno Stato laico si debba fare distinzioni e discriminazioni fra cattolici, altri cristiani, musulmani, atei, agnostici e quant'altro. Quindi trovo logico che possa essere stato scelto. Più paura, da un punto di vista scientifico, mi fa il titolo di un suo scritto: Il C.N.R. e le Scienze Umane. Una strategia di rilancio. Per carità, che il C.N.R. si occupi anche di storia, diritto e quant'altro lo trovo giusto e doveroso, ma rilanciarlo su questi temi in un Paese che ha un drammatico bisogno di ricerca scientifica e tecnologica mi lascia perplesso. Come mi terrorizza a priori (ma spero di sbagliarmi), un altro titolo: Finis Vitae. La morte cerebrale è ancora vita?.

Ma qual'è il problema che secondo me rende incompatibile la presenza del Prof. De Mattei al vertice del C.N.R.? Il suo impegno antievoluzionista.
Sì, perchè fra le affermazioni di questo signore abbiamo anche questa: “L'evoluzione è solo un'ipotesi filosofica, che non ha trovato un serio supporto da parte della ricerca empirica”.
Olretutto Leucophaea ci informa che il prof. Roberto De Mattei è lo stesso (e non un omonimo) che dirige una rivista, “Radici Cristiane”, di spiccato tratto antidarwinista e che nella home page ha una foto di uno scimpanzè accanto a un bambino con il titolo: evoluzionismo, il tramonto di una ipotesi.
Ed in effetti Pikaia ha dato notizia che l'ultimo numero della rivista dell'ineffabile De Mattei ha pubblicato uno speciale dal titolo "L'evoluzionismo contraddice la scienza" con i seguenti articoli:

· Evoluzionismo: un'ipotesi eticamente aberrante
· Dalla scienza un secco rifiuto all'evoluzionismo
· La termodinamica contraddice l'evoluzione
· Il tempo richiesto dalla sedimentazione contraddice l'ipotesi evoluzionista
· Ma dove sono quei milioni di anni
· Dinosauri: molto più "moderni" di quanto si creda...
· Le datazioni radiometriche non sono affidabili

La cosa è ancora più pazzesca se si pensa che sono il sunto di un convegno tenutosi il 23 febbraio scorso in una sala del C.N.R. stesso!
Ritengo semplicemente vergognoso che una persona simile occupi un posto così alto nella gerarchia di una istiutuzione di questo genere: abbiamo bisogno di ben altro se vogliamo rilanciare questo Paese!!!

Ah, fra parentesi: persino Papa Ratzinger ha scritto un documento in cui accetta l'età della Terra come proposto dalle Scienze....