venerdì 27 luglio 2018

Dove è finita l'acqua che ha plasmato la superficie di Marte?


In questi giorni l’Agenzia Spaziale Italiana è alla ribalta della scena scientifica mondiale per la sua nuova, importante, scoperta di acqua liquida sotto la calotta polare del polo sud di Marte. Questa è una ottima occasione per parlare di come mai sia scomparsa l’acqua che ha avuto un grande ruolo nel plasmare la superficie del pianeta rosso miliardi di anni fa.

L'area osservata da Orosei et al (2018)
Mentre si teme la fine della ultradecennale missione del rover Opportunity, che dopo aver  scorrazzato per decine di km sulla impervia superficie del pianeta rosso, è attualmente in crisi per una tempesta di polvere che impedisce alle batterie solari di rifornire di energia il veicolo, l’Agenzia Spaziale Italiana ha annunciato la scoperta di un corpo di acqua liquida sotto i ghiacci del polo sud del Planum Australe. Dopo l’annuncio è arrivato anche il “regolare” articolo su una rivista scientifica importante, in questo caso Science (Orosei et al, 2018). Fino ad oggi c’erano forti sospetti sulla presenza di acqua liquida alla base delle calotte polari marziane (un po' come succede sotto la calotta antartica), ma nessuno fino ad oggi aveva potuto confermare la cosa. 
Faccio notare un particolare importante e cioè che questa fascia di acqua liquida non si trovi all’interno della crosta marziana, ma all’interno della calotta polare meridionale.

PLANUM AUSTRALE: UNA REGIONE SUPERFICIALMENTE NORMALE MA MOLTO PARTICOLARE AL DI SOTTO DELLA SUPERFICIE. L’osservazione è stata compiuta usando strumento montato su Mars Express, uno dei vari satelliti che stanno orbitando intorno a Marte: si tratta di MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding), un radar a bassa frequenza.  Planum Australe mostra delle caratteristiche superficiali banali: topograficamente piatta, ha una superficie formata soprattutto da ghiaccio di acqua contenente tra il 10 e il 20% di polvere, che durante gli inverni australi viene coperta da uno strato di circa 1 metro di ghiaccio secco (ghiaccio di CO2). Ma a questa semplicità superficiale corrisponde profonda più complessa: i profili radar raccolti da MARSIS in una fascia lunga 200 km tra maggio 2012 e dicembre 2015 della regione di Planum Australe hanno evidenziato delle superfici riflettenti sotto la superficie del pianeta all'interno di una zona ben definita di 20 chilometri, centrata a 193°E e 81°S,  circondata da aree molto meno riflettenti, a circa 1,5 km di profondità. Una riflessione forte come questa la produce solo l’interfaccia fra il ghiaccio e l’acqua o il ghiaccio e una zona ad alto contenuto di acqua, come sedimenti saturi in acqua o una salamoia. L'analisi quantitativa dei segnali radar mostra che questo corpo liquido è caratterizzato da un'elevata permittività dielettrica relativa (in parole povere, il materiale si polarizza molto bene), e questo valore non può che essere interpretato come un’area in cui ‘è acqua liquida. 
È quindi dimostrata la presenza di acqua liquida intrappolata sotto il ghiaccio dei depositi stratificati polari meridionali.

Il profilo prodotto da MARSIS da Orosei et al, 2018

CARATTERISTICHE DI QUESTA ACQUA. Anche se essendo in profondità ci sarà una certa pressione, il fatto che sia liquida ad una temperatura di – 70°C ci fa già intuire che non si tratti di acqua come quella che troviamo normalmente nelle falde acquifere terrestri sfruttate a scopi idropotabili, industriali o irrigui: la presenza di perclorati sulla superficie sovrastante è un forte indizio infatti che si tratti di una salamoia salina: notoriamente il sale viene usato per contrastare il ghiaccio in quanto diminuisce la temperatura di fusione dell’acqua. In particolare la presenza di perclorati di magnesio lo abbassa proprio a valori di poco inferiori ai -70°C supposti per questa massa.

Sedimenti lacustri fotografati dal rover Curiosity nel 2014
(credit: NASA)
MARTE E LA SUA ACQUA SUPERFICIALE. Che l’acqua sia stata in un lontano passato il maggiore attore della modellazione della superficie del Pianeta Rosso era cosa nota fin dalla missione del satellite Mariner 9 nel 1971 ed era stato ipotizzato da tanto tempo che Marte ne contenesse al suo interno; però per avere delle conferme ci sono voluti più di 20 anni: la presenza di ghiaccio d’acqua perenne sulla superficie marziana fu sancita definitivamente proprio nel polo sud del pianeta nel 2003 (Titus et al, 2003) e sempre nello stesso anno il radar del satellite Mars Odissey ha evidenziato la presenza di ghiaccio sotto la superficie. Sull’origine dell’acqua marziana il dibattito più o meno è simile a quello sull’acqua terrestre, e il tutto verte sul rapporto fra Deuterio e Idrogeno “normale”. Per alcuni autori l’acqua su Terra e Marte sarebbe quella contenuta nei planetesimi che hanno formato i pianeti di tipo terrestre (Raymond e Inzidoro, 2017) e quella arrivata con le meteoriti condritiche. Di fatto nelle meteoriti marziane cadute sulla Terra, le lave basaltiche che più ricordano il mantello marziano (le shergottiti) mostrano un rapporto Deuterio / Idrogeno simile a quello delle meteoriti condritiche (Usui et al, 2012). 
Questa “stranezza” (un mantello secco e acqua molto diffusa in superficie) fu chiaramente evidenziata già negli anni ‘80 del XX secolo (Carr et al, 1991). Qualche tempo fa parlando con un astronomo in margine ad un caffèscienza ho avuto una piacevole discussione con lui sul rapporto deuterio / idrogeno negli oceani terrestri e nelle comete. A me torna benissimo che l’acqua della superficie terrestre abbia per la stragrande parte una origine cometaria, proprio perché l’idrogeno degli oceani è più “leggero” di quello delle comete: sarebbe esattamente quello che mi aspetto da un’acqua che deriva da un liquido con il rapporto deuterio / idrogeno tipico delle comete che abbia subìto nella sua storia più cicli di discesa i profondità e successiva risalita: nella risalita le molecole di acqua che hanno il deuterio e il trizio, che sono più pesanti, al posto dell’idrogeno, fanno più fatica a risalire rispetto a quelle con l’idrogeno senza neutroni perché appunto sono più pesanti ed è per quello che nelle comete ci sono più deuterio e trizio che negli oceani terrestri. Sulla Terra è stato ipotizzato un valore del rapporto originario fra Deuterio ed Idrogeno nel mantello molto più basso di quello contenuto negli oceani (Hallis et al, 2015) e anche su Marte il rapporto fra Deuterio e Trizio del ghiaccio superficiale è molto diverso da quello del mantello, simile a quello delle meteoriti condritiche (Usui et al, 2017), ed è intermedio fra questo e quello della nota cometa 67P / Churyumov - Gerasimenko (Altwegg et al 2015).
L'evoluzione del rapporto Deuterio - Idrogeno su Marte che dimostra
la differenza fra le acque superficiali e quelle del mantello del pianeta

Il "paradosso del sole debole", da Sagan e Mullen (1972)
DOVE É ANDATA L’ACQUA DELLA SUPERFICIE MARZIANA? Ma la domanda che viene spontanea è perché una volta di acqua sulla superficie marziana ce n’era tanta e perché adesso non ce n’è più, se non un po' di ghiaccio. Detto che nell’atmosfera attuale il ghiaccio sublima e quindi da solido può solo diventare gassoso senza passare dallo stato liquido, uno dei problemi dell’acqua liquida nel passato profondo del Pianeta Rosso è lo stesso che c’è sulla Terra, il paradosso del Sole debole, evidenziato da Sagan e Mullen (1972), ne ho parlato qui: il Sole sta aumentando la potenza della sua radiazione perché nel suo nucleo aumenta la densità a causa della fusione degli atomi di idrogeno che formano atomi di elio. Per cui come evidenzia il grafico fino a circa 1 miliardo e mezzo di anni fa con l’atmosfera attuale la radiazione solare sarebbe stata troppo debole per permettere la presenza di oceani liquidi e la Terra sarebbe stata irrimediabilmente coperta dal ghiaccio. Invece la vita era già presente almeno 3.8 miliardi di anni fa, quando sicuramente esistevano già oceani liquidi. Sulla Terra il problema si risolve soprattutto grazie all’effetto – serra di una atmosfera primordiale che, ci sono molte indicazioni al riguardo, era essenzialmente formata da CO2 (qui ho parlato di come e perché è avvenuta la prima trasformazione dell’atmosfera terrestre) e da una maggiore capacità di assorbire il calore rispetto ad oggi per una maggiore estensione dei mari e per una minore copertura nuvolosa.
Su Marte il problema si risolve soprattutto con una pressione atmosferica molto maggiore, vicina a quella nostra attuale, che permetteva appunto la presenza di acqua liquida anziché la eventuale sublimazione del ghiaccio in vapore. 
Quindi l’acqua marziana sarebbe svanita nello spazio soprattutto a causa del rarefarsi dell’atmosfera perché la gravità marziana è troppo debole per trattenere i gas, specialmente in un’epoca di forte vento solare come è stato 3 miliardi di anni fa.
I gradienti geotermici su Marte
all'epoca degli oceani e adesso
e sulla Terra attuale 
Ma c’è un’altro processo per il quale l’acqua può essere scomparsa dalla superficie ed è proprio quello grazie al quale i radar hanno trovato acqua e ghiaccio in profondità: la fine del calore interno marziano. Come si vede da questo grafico la Terra ha un forte gradiente termico per cui – detta in maniera semplice e schematica – l'acqua che scende in profondità a poco a poco si riscalda, fino a quando dalla fase liquida passa alla fase gassosa e quindi tende a risalire nuovamente verso la superficie.

Marte è proprio l'esempio di un corpo freddo in cui la maggior parte dell'acqua superficiale, cessata la fase in cui il pianeta era sufficientemente caldo per farla risalire, è rimasta  nella crosta. 
Non è quindi un caso che gli strumenti a bordo di satelliti in orbita intorno al Pianeta rosso abbiano rilevato ingenti quantitativi di acqua all'interno del pianeta.  
Un indizio importante sul fatto che il raffreddamento sia alla base della scomparsa dell’acqua dalla superficie marziana è portato da una considerazione interessante: le linee di costa visibili attualmente non sono allo stesso livello. Questo può voler dire due cose: o non c’erano dei vasti oceani ma una serie di laghi di dimensioni anche importanti ma scollegati fra loro (Malin et al, 1999), oppure le differenze sono dovute a deformazioni posteriori alla formazione delle linee di costa. Queste variazioni nella topografia del litorale possono essere spiegate dalla deformazione causata dalla messa in posto di Tharsis, la grande regione vulcanica equatoriale dove troviamo fra gli altri l’enorme Olympus mons, la cui formazione per Citron et al (2018) è avvenuta quando gli oceani esistevano di già. Questa circostanza, che ribalta studi precedenti in cui la formazione di Tharsis è precedente agli oceani, implica che gli oceani su Marte si sono formati prima del previsto e indica un rapporto diretto fra declino del vulcanismo marziano e dei corpi d’acqua superficiali: in questa visione è proprio la diminuzione del gradiente termico ad aver provocato un forte disequilibrio fra l’acqua che penetrava all’interno del pianeta e quella che grazie al calore endogeno, ritornava in superficie.
  
Altwegg et al (2015) 67P/Churyumov-Gerasimenko, a Jupiter family comet with a high D/H ratio Science, 347, Issue 6220, 1261952
Carr et al (1991) Water on Mars Abstracts of the Lunar and Planetary Science Conference, volume 22, page 181,
Citron et al (2018) Timing of oceans on Mars from shoreline deformation Nature, 555, 643-646
Hallis et al (2015) Evidence for primordial water in Earth’s deep mantle Science 350,795-797
Malin & Edgett (1999) Oceans or seas in the Martian northern lowlands: high resolution imaging tests of proposed coastlines. Geophys. Res. Lett. 26, 3049–3052 
Michalski et al 2018 The Martian subsurface as a potential window into the origin of life Nature Geoscience doi: 10.1038/s41561-017-0015-2 
Orosei et al (2018) Radar evidence of subglacial liquid water on Mars Science 10.1126/science.aar7268 
Raymond and  Izidoro (2017) Origin of water in the inner Solar System: Planetesimals scattered inward during Jupiter and Saturn’s rapid gas accretion Icarus 297, 134–148 
Sagan e Mullen (1972) Earth and Mars: Evolution of Atmospheres and Surface Temperatures. Science 177, 52-56
Titus et al (2003) Exposed Water Ice Discovered near the South Pole of Mars Science 299, 1048-1051
Usui et al (2012) Origin of water and mantle–crust interactions on Mars inferred from hydrogen isotopes and volatile element abundances of olivine-hosted melt inclusions of primitive shergottites Earth and Planetary Science Letters 357-358 (2012) 119-129
Usui et al (2017) Hydrogen Isotopic Constraints on the Evolution of Surface and Subsurface Water on Mars NASA technical report JSC-CN-38706

martedì 17 luglio 2018

Risposta ad un lettore: abusivismo e costruzioni antisismiche


Dovevo delle risposte a diverse persone che mi hanno scritto in questi giorni nei commenti sul post sull’estinzione a metà del Carbonifero su argomenti piuttosto vari. Non sono abituato a nascondermi, ma in questo periodo ho davvero ben poco tempo per dedicarmi a Scienzeedintorni e pertanto non posso essere sempre “sul pezzo”. Qualche risposta più semplice l’ho data via via, ma su alcune questioni mi sono riservato un maggiore approfondimento. Nel ringraziare Giacomo Milazzo per il suo prezioso supporto nella discussione, questo post è una prima risposta dettagliata ad una delle varie questioni che mi sono state poste. 

edifici crollati dopo il terremoto ischitano
dell'agosto 2017 a Casamicciola 
Parliamo qui dal lettore ischitano che detenendo una casa dichiarata abusiva, mi scrive così:
La scienza avrà anche i suoi meriti, ma diventa insopportabile quando ricorre a metodi coercitivi. Lo Stato NON può e NON deve obbligare la gente a farsi vaccinare o a costruire casa secondo istruzioni cosiddette antisismiche. A casa mia decido io e soltanto io. Dovranno passare sul mio corpo prima di abbattere la mia casa di Ischia!!! Non vorrei offendere, ma voi geologi a volte siete uccelli del malaugurio…
A questo commento ho risposto in modo probabilmente un po' ruvido:
Intanto mi scuso se, come dicono a Campi Bisenzio, parlo francese, ma certi commenti scatenano il parigino che è in me.
Banalmente, la Scienza non è democratica. Nella Scienza si parla solo di DATI ottenuti in modo verificabile da altri ricercatori e comparsi in articoli in peer-review.
Cose che vanno contro lo "stato dell'arte della Scienza" senza ricerche significative o semplicemente citando post su social network o filmati su youtube sono semplicemente emerite cazzate. Comunque qui sono due questioni diverse.
I vaccini sono una cosa "pubblica" e il comportamento di uno stronzo idiota, irresponsabile e incompetente che grazie alle sue imbecilli convinzioni gioca sulla salute altrui non vaccinando i suoi figli può essere causa di problemi per un disgraziato che non si è potuto vaccinare. E quindi lo avrà sulla coscienza in caso di gravi problemi. Sono cazzi suoi ma badi che se venisse dimostrato che una persona è morta o ha avuto conseguenze gravi a causa di un comportamento deliberato del genere spero che Lei venga buttato in galera seduta stante
Invece se Lei non vuole deliberatamente una casa antisismica, succede un terremoto la casa crolla e lei ci lascia le penne, cazzi suoi. Un irresponsabile in meno sulla faccia della Terra. Mi dispiacerebbe invece un ricovero in ospedale, che costerebbe alla collettività
Ne è seguita una risposta, inevitabilmente piuttosto vivace:
Vabbè, ma che modi sono?!
La sua risposta è stata molto aggressiva.
Accetti il contraddittorio, non voglio imporle necessariamente le mie opinioni, ma pretendo perlomeno che la "COMUNITÀ SCIENTIFICA" ascolti il parere del POPOLO che le ricordo, caro signor Piombino, in DEMOCRAZIA è SOVRANO.
Allora, cercherò di spiegarmi meglio...
La scienza (e con essa il governo) NON può e NON deve imporre la vaccinazione obbligatoria di massa. I vaccini contengono metalli estremamente dannosi per l'organismo. Questi metalli possono danneggiare seriamente il cervello, provocare l'autismo, ecc. quindi la questione è molto seria!!! I vaccini fanno più male che bene, ecco. I medici (che quasi sempre sono al soldo delle multinazionali del farmaco) dicono: "I vaccini hanno debellato molte malattie ed hanno allungato la durata media della vita." Ebbene, NON è così!!! Se molte malattie sono quasi del tutto scomparse, se la vita umana si è allungata, il merito non è dei vaccini, ma del miglioramento delle condizioni igieniche. Non voglio leggere le riviste scientifiche "peer-review" che lei menziona di continuo, non le leggo perché ci capisco poco e sinceramente mi va bene così. Preferisco fare affidamento su quei ricercatori indipendenti che osano discostarsi dal pensiero unico imposto dalla "comunità scientifica".
Casa abusiva. Non faccio mistero del fatto che la mia casa qui a Ischia è stata dichiarata "abusiva" (termine ambiguo) da alcuni specialisti inviati, mi pare, dalla Regione Campania. Anche qui cercherò di essere chiaro: la casa me la sono costruita col SUDORE e col SANGUE. Non è vero che è stata costruita con materiali scadenti, questa è una bugia fatta circolare dal Comune perché vogliono farmi la multa. Non ci riusciranno. Come già scritto, dovranno sul mio cadavere prima di toccare anche un solo mattone della mia abitazione qui a Casamicciola. Sono venuto a scrivere qui perché voi geologi avete preso di mira la nostra isola, ma i fatti dicono tutt'altro:
- qui non si vedono eruzioni vulcaniche da moltissimi secoli, quindi il vulcano si sta spegnendo, se non è già spento
- non c'è bradisisma come invece ogni tanto c'è Pozzuoli
- non si registra la presenza di faglie importanti
- le fumarole sono quasi inesistenti
Giù le mani delle nostre case!!!
A parte che non è la Scienza a ricorrere a metodi coercitivi ma è la cosa Pubblica a mettere in pratica i suggerimenti della Scienza, questa uscita si potrebbe concettualmente inserire in una categoria molto comune oggidì, quella dell’esercizio arbitrario di presunte ragioni.
Perchè c’è molto di arbitrario, nel senso di atteggiamento che dipende dalla volontà e dall'arbitrio del singolo senza riferimento a legge o norma esteriore (in questo caso in spregio a qualsiasi riferimento scientifico), mentre le sue ragioni sono presunte, molto presunte e assolutamente assurde sempre per la totale antiscientificità. Nello specifico, ho proprio parlato dei danni dovuti alla cattiva edilizia a Ischia dopo il terremoto dell'agosto 2017

GEOLOGI E CASSANDRE. Siamo davanti ad un classico esempio dell’atteggiamento italico di mettere la testa sotto la sabbia e far finta di nulla, credendo che evitando di parlare dei rischi, questi non ci siano: non è portare male, e la superstizione non fa parte del bagaglio della Scienza: si tratta semplicemente, nel caso, di una banale considerazione e cioè che un edifico non è in grado di reggere alle accelerazioni cosismiche possibili nell’area in cui è costruito, oppure si trova a rischio frana o alluvione; lo scienziato o il tecnico con questa uscita non aumentano le probabilità di un disastro, ma cercano di far percepire il rischio a chi si trova lì e a chi deve prendere decisioni al riguardo.

POPOLO E DEMOCRAZIA. Eh, no… non ci siamo proprio. Non è possibile accettare un contraddittorio fra chi sostiene una cosa scientificamente corretta e chi no. Perché se si tratta di una discussione scientifica un atteggiamento non scientifico non ha la minima dignità e, in ogni caso, non può essere considerato pari a quello scientifico. In altre parole non è proponibile un confronto scientifico a pari fra un ricercatore e un DJ o una mamma informata…. Purtroppo nel giornalismo italico (e, peggio ancora, nei talk-show) questa banale buona pratica viene messa in atto raramente.
Il lettore dice che non vuole leggere le riviste in peer-review sui vaccini. Bene, lo capisco. Primo perché la maggior parte di queste sono a pagamento a meno di non disporre come nel mio caso degli abbonamenti della biblioteca universitaria. Ma non le leggo neanche io perché non ci capirei niente, non essendo a conoscenza specifica dell’argomento. Ed è su questo (e cioè informare i non specialisti) che dovrebbe agire la divulgazione scientifica. Ma lui preferisce i famosi ricercatori indipendenti e considera il punto di vista della Scienza pensiero unico (è curioso che questo termine venga agitato spesso da chi vuole imporre il suo punto di vista..... per esempio anche gli estremisti religiosi affermano di battersi contro il pensiero unico)
La Scienza, come ho spiegato già più volte, per esempio qui, non è una democrazia, ma una datocrazia: si può discutere filosoficamente se Dio esiste o no, si può essere di destra o di sinistra etc etc, ma sulla Scienza si discute solo ed esclusivamente in base ai dati. Cioè, non si discute di Scienza come su una partita di calcio e i pareri di chi è esperto sono più importanti (e da considerare ben più autorevoli) di quelli di uno che quell’argomento non lo ha studiato. E come ho fatto notare, anche nei consessi scientifici le decisioni “a maggioranza” vengono prese ESCLUSIVAMENTE quando si tratta di applicare delle convenzioni: ad esempio, l’Unione Astronomica Internazionale ha deciso che Plutone non è più un pianeta maggiore, ma un “pianeta nano”, riservando quindi solo ad 8 corpi celesti il termine “pianeta del sistema solare”. Bene, questa è appunto una convenzione ma non cambia niente dal punto di vista scientifico, perché, pianeta o pianeta nano che sia, Plutone rimane quello lì.. cioè… nessuno ha deciso a maggioranza i suoi parametri orbitali, né, venendo alla Geologia, non è stato deciso a maggioranza che il limite Cretaceo – Terziario è a circa 64,5 milioni di anni… 
Non è dunque una questione di pensiero unico, ma di evidenze scientifiche, le quali possono chiaramente essere discusse (il dubbio è la base della ricerca scientifica!), ma questo solo partendo dai dati, che – per carità! – possono anche essere discussi nel modo in cui sono ottenuti e/o usati, ma sempre in modo scientifico e non fuffico. 
Facendo un esempio pratico, anche se la volontà popolare fosse quella di finanziare i cosiddetti studi sul radon di Giuliani, siccome le sue macchinette magiche non misurano nulla se non rumore di fondo, è perfettamente inutile dal punto di vista scientifico dargli dei soldi per farlo, per cui non gli vanno dati.
E tifare quindi per i ricercatori indipendenti è come discutere al bar sport o credere al mago Otelma. 

QUESTIONE VACCINI: NON SONO AUTOREVOLE SU QUESTO E NON NE PARLO. Il mio parere in questo campo non conta, semplicemente perché non ho competenze specifiche sull’argomento e quindi evito di parlarne. Ci sono professionisti che studiano specificamente l’argomento e quindi il mio pensiero è: mi adeguo a quello che propongono loro. Anche su “La Scienza risponde” quando intervengo su argomenti del genere lo faccio solo su questioni di metodo, lasciando che su questioni di merito se ne occupino specificamente i miei colleghi dello staff che nella vita si occupano specificamente di tali questioni. Faccio solo presente che la questione dei metalli pesanti e del rapporto con l’autismo sono solo delle immonde bufale, messe in giro da gente interessata a far quattrini sulle spalle dei gonzi. Questo è dimostrato dalla letteratura scientifica che mi è stata riportata da persone competenti. Linko a questo proposito una delle varie discussioni sul tema nella nostra pagina Facebook La Scienza risponde.

EDILIZIA ANTISISMICA. Le vittime non le fa il terremoto, ma la cattiva edilizia. Non condivido assolutamente il discorso che uno sia libero di fare quello che gli pare, perché le conseguenze del singolo caso incidono sempre nel complesso dell’emergenza e del dopo.
Ovviamente non conosco questo caso particolare, tantomeno non essendo un ingegnere strutturale sarei in grado di giudicare il provvedimento in base al quale l’edificio sia stato giudicato non idoneo. Però, una casa contemporaneamente abusiva e non idonea è un insulto al buon senso, alla legge e a tutti coloro che, con sacrifici non diversi da quelli citati, hanno costruito o comprato una casa edificata in armonia con le normative. La legge va rispettata. Punto e basta.
L’abusivismo edilizio (con i condoni al suo seguito) rappresenta una delle massime vergogne nazionali e fonte di disastri costati miliardi di euro ai contribuenti. Fosse abusiva dunque, tutta la mia simpatia va a chi ne deciderà l’abbattimento.

La sabbia calda nella spiaggia dei Maronti:
dimostrazione dell'attività vulcanica in corso
IL CASO SPECIFICO DI ISCHIA DAL PUNTO DI VISTA GEOLOGICO E GEOFISICO. Dal punto di vista geologico, inoltre, leggo una serie di errori devastanti che non capisco se siano solo un effetto di mancanza di cognizioni in materia o un bias intepretativo dovuto alla voglia di dimostrare a tutti i costi le sue presunte ragioni. A questo proposito faccio una serie di osservazioni:

  • che il vulcano di Ischia sia spento perché “non si vedono eruzioni da tantissimi anni” (esattamente dal 1302) è una bestemmia vulcanologica. Ricordo incidentalmente che esattamente da quelle parti 2000 anni fa nessuno avesse capito di stare su un vulcano, proprio perché lo stesso era in quiescenza da parecchio tempo
  • l’attività fumarolica (per esempio ai Maronti) dimostra praticamente, se ce ne fosse ancora bisogno, che l’attività vulcanica non è esaurita
  • insomma, usare il parametro di qualche secolo per dire che un vulcano non è più in attività è una follia… 
  • dopodichè… è proprio sicuro che non ci siano movimenti verticali nell’isola, anche se meno intensi che a Pozzuoli? Io sono sicuro del contrario, anche se questi movimenti sarebbero rilevabili solo tramite indagini satellitari e/o, forse, dall’evoluzione morfologica recente delle spiagge
  • faglie importanti”: bisogna chiedersi cosa voglia dire questo concetto. Se per faglia importante ne consideriamo una che possa produrre un evento sismico che per l’Italia si possa considerare “degno di nota” e quindi diciamo con M superiore a M 5.5, probabilmente Ischia è lontana dal focus principale di strutture del genere, e quindi al sicuro dagli effetti più sensibili dovuti ai grandi terremoti appenninici. Però quello che conta nella classificazione sismica non è la Magnitudo, bensì la massima accelerazione cosismica del terreno e a Ischia, essendo un vulcano attivo, i terremoti possono essere piuttosto superficiali, potendo provocare quindi un risentimento molto evidente che si traduce in un grado piuttosto elevato nella scala MCS (Mercalli – Cancani – Sieberg) anche in caso di M estremamente basse, come dimostrano gli eventi del 1883 e del... 2017 (di cui, come linkato all'inizio del post, me ne sono occupato qui)

Pertanto mi trova ampiamente d’accordo il provvedimento di classificare in zona 2 i comuni dell’isola, il che comporta l’obbligo per gli edifici di resistere ad una accelerazione cosismica di picco su terreno rigido compresa tra 0.15 e 0.25 g. Inoltre, particolari attenzioni devono essere posti sulla collocazione degli edifici in quanto molti suoli dell’isola si prestano a fenomeni di amplificazione superficiale delle onde sismiche.

corteo dei detentori di case abusive a Ischia
IN CONCLUSIONE. Se già costruire in modo abusivo è una cosa intollerabile, farlo senza considerare i criteri antisismici locali è completamente folle. Un suicidio potenziale che non può essere permesso in un Paese civile dotato di una comunità scientifica e tecnica molto preparata sull’argomento

PS: questo post è un esempio tipico della teoria della montagna di merda e cioè che qualcuno ci mette 2 minuti a scrivere delle bestialità e che un esperto ci mette una giornata intera a rispondere nel merito.
So benissimo che questo post non convincerà il lettore ischitano (anzi, se mi legge sarà ancora più incazzato di prima con il sottoscritto..), ma spero comunque che qualcun altro, in cerca di notizie in merito, leggendo il mio punto di vista e il suo, si convinca che il mio sia quello corretto