Qualcuno si ricorderà le mie 22 questioni per il professor de Mattei. Non mi ha risposto l'emerito De Mattei ma sul sito del “comitato antievoluzionista” lo ha fatto - in accordo con De Mattei, presumo - Stefano Bertolini, già mio contraddittore nell'incontro del 22 ottobre a Roma e attuale presidente della AISO, la “associazione per lo studio delle origini”.
Bertolini mi aveva lasciato decisamente perplesso (eufemismo....) dimostrando spesso di non sapere di cosa parlava. D'altro canto anche il buon Fabrizio Fratus era riscito precedentemente a cavarsela con l'ennesima figuraccia parlando di geologia a proposito dei Missoula flood. Questo è il primo di una serie di post che dedicherò alle risposte di Bertolini.
Desidero fare innanzitutto una premessa: io userò i termini “creazionista”, “antievoluzionista” e “antidarwinista” come sinonimi. In uno dei prossimi post vedremo che ad un certo punto la situazione si farà un po' più complessa.
E allora iniziamo da una faccenda poco geologica ma molto cosmologica, quella da cui ero partito, l'ETÀ DELL'UNIVERSO, prima delle mie 22 questioni. La riprendo:
La luce viaggia nel vuoto a circa 300.000 km al secondo, come è anche provato dal ritardo nella risposta nelle trasmissioni via satellite e in quelle tra la Terra e i satelliti che esplorano gli altri mondi del sistema solare.
La luce del sole ci arriva più di 8 minuti dopo che è stata prodotta. Ci sono moltissime stelle che sono a una distanza tale che la luce ci ha messo anche oltre 10 miliardi di anni luce per arrivare a noi. Come sarebbe possibile tutto questo se l'Universo non avesse tutti questi anni?
Bertolini illustra le due posizioni di coloro che sono “strettamente creazionisti”: ci sono due possibilità.
La prima è – cito testualmente – l’universo ha miliardi di anni, ma la storia della vita sulla terra è recente, come lo sono i fossili e gli strati geologici che li contengono.
La seconda posizione è: tutto l’universo è recente.
Fondamentalmente la prima posizione da un punto di vista dei tempi è condivisibile, in quanto la Terra si è formata ben dopo rispetto a quella data di 13 miliardi di anni a cui per adesso siamo arrivati misurando la distanza degli oggetti più lontani che siamo riusciti a vedere. Ovviamente la condivisibilità si ferma qui: sul come sia sorta la vita sulla Terra e come si sia successivamente sviluppata le opinioni sono completamente diverse ed è palese a chi ha un minimo di infarinatura che le spiegazioni degli antievoluzionisti siano solo panzane.
Ho appena usato il termine “panzane”: ed è proprio il caso della seconda posizione dei creazionisti che come al solito hanno i dati sperimentali contro e quindi si devono inventare qualcosa.
Per capire faccio un esempio “geologico”: lo spessore delle serie sedimentarie è un qualcosa che li angoscia e a Roma Bertolini evidenziò come durante l'eruzione del St.Helens del 1980 si erano deposti tufi per parecchie decina di metri. Con questo voleva dimostrare che la sedimentazione è molto veloce. Questo ragionamento si colloca nel classico filone a cui ricorrono molto spesso: citare un particolare teoricamente a loro favore e generalizzarlo applicandolo a tutto. Io feci cortesemente notare che se volevano gli trovavo anche spessori tufacei molto maggiori in una singola eruzione (persino a casa nostra!) ma che un conto era la sedimentazione di un banco di tufi e un altro – ad esempio – la sedimentazione di un calcare di piattaforma carbonatica o la deposizione di un sedimento oceanico a distanza dalla costa.
Una questione simile riguarda l'età dell'universo: se dici che è molto giovane, addirittura che ha poche decine di migliaia di anni, le distanze calcolate anche e soltanto nelle centinaia di migliaia di anni luce sono un problema. Figuriamoci andando sui miliardi di anni luce. Allora, visto che non riescono a negare la velocità della luce nel vuoto neanche con gli ascoltatori di Radio Maria perchè ci sono troppi esempi al riguardo, tirano fuori dal cappello una soluzione semplicente incredibile, richiamandosi nientepopodimenoche a Einstein. Scrive Bertolini: “questo viene spiegato ampiamente con il concetto della dilatazione gravitazionale del tempo dal Dr. Russell Humphreys nel suo libro Starlight &Time, 1994. Si appoggia alla teoria generale della relatività di Einstein, che è ben sostenuta da esperimenti".
Russel Humphreys si è laureato alla Duke University, una istituzione privata che fa riferimento alla Chiesa Metodista. Ufficialmente non schierata su posizioni creazioniste, e poi si è dotato di un Ph.D. in Fisica presso la Louisiana State University. Non sono riuscito a capire in cosa ha svolto il Ph.D., ma presumo in qualche applicazione della fisica e non in ricerca pura.
Humphreys ha pubblicato materiale su riviste scientifiche, ma solo su quelli che sono i suoi campi di ricerca applicata.
E ora veniamo propriamente alla questione. L'idea mi sembra veramente balzana (voglio essere “politically correct”). Propone una matrice dello spaziotempo in cui questo scorre più velocemente sulla Terra e via via più lentamente altrove, per cui la Terra avrebbe 6000 anni e il resto dell'Universo sempre più fino a 13 miliardi di anni. Non mi pare che questa specifica posizione abbia riscosso il consenso della comunità scientifica né è stato pubblicato in qualche rivista scientifica.
In realtà la cosa è solo vagamente basata sulla teoria della relatività di Einstein, in quanto per avere una metrica del genere bisogna ipotizzare campi gravitazionali spaventosi, di cui non c'è evidenza da nessuna parte (anzi, sono contraddetti dalle osservazioni strumentali nello spazio). Inoltre in questa visione la Terra avrebbe uno status speciale, in aperta contraddizione con il fatto che il Sistema Solare non ha niente di speciale rispetto agli altri sistemi planetari e alle altre stelle che vediamo (se non – per adesso – una disposizione di pianeti ancora non osservata, probabilmente per motivi di risoluzione degli strumenti a nostra disposizione).
Sarebbe comunque una buona idea per un film di fantascienza, anche se gli atrofisici inorridirebbero ad una cosa del genere...
Come si vede sono evidenti i riferimenti a qualcosa di scientificamente corretto ma deformato per rendere dimostrabile l'indimostrabile. Invece, secondo Bertolini, Humphreyes “confuta l’ipotesi centrale della cosmologia della Big Bang: il Principio Copernicano”.
Personalmente non saprei dire molto su Big Bang e compagnia, anzi, tutte le volte che vedo qualcosa su questi argomenti passo oltre perchè non ho la cultura necessaria per approfondirli, a partire dalla teoria delle stringhe, dall'universo non cartesiano a 11 dimensioni (o quante sarebbero). Forse il Big Bang c'è stato, forse no. Ma che semplicemente per dare retta alla scienza scritta in un libro scritto da pastori nomadi del I o II millennio AC e alle loro tradizioni si cerchi di ignorare o falsificare o addirittura adattarvi con interpretazioni forzate i dati della scienza (che non sono il Big Bang, ma quelli sulle distanze siderali) è una cosa da parte mia inconcepibile.
Ora... io non sono un teologo... ma perchè non ho mai letto che il Big Bang potrebbe benissimo essere preso come “gesto di creazione dell'universo da parte di un essere superiore”?
Quanto alla “rivoluzione copernicana”... è chiaro che Copernico non c'entra nulla (a meno che qualcuno non sia convinto che sia il Sole a girare intorno alla Terra, ma non penso proprio che si arrivi a questi punti....): Copernico disse semplicemente che il Sole era in centro dell'Universo e la Terra gli girava intorno, facendo girare le scatole a qualcuno.... Rivoluzionario per l'epoca.
Molti ce l'hanno con Achille Occhetto da un punto di vista politico. Anche io ma non per aver demolito il PCI, bensì per aver sbagliato (a mio avviso, eh) una famosa campagna elettorale. Comunque in questo caso lo cito solo per aver usato a sproposito il termine “rivoluzione copernicana”, da allora usato per enfatizzare qualsiasi modifica, sia pure minima, ad uno status quo.
Poi onestamente non ho capito il passaggio successivo e cioè:
per entrambe le posizioni non ci sono conflitti con quello che viene osservato, per le distanze delle stelle di miliardi di anni luce. Non esiste neanche un conflitto fra le due posizioni strettamente creazioniste per quello che riguarda l’evoluzione chimica e l’evoluzione biologica.
Proseguirò in seguito ad approfondire altri aspetti delle risposte di Bertolini








