Un nuovo libro di Richard Dawkins è sempre un avvenimento. Ho saltato “The God delusion” perchè l'argomento proprio non mi appassiona, ma non potevo non comprare (e leggere...) “il più grande spettacolo della Terra” (Mondadori - € 22)
Sapendo che è praticamente impossibile che un saggio scientifico arrivi al livello di “il racconto dell'antenato”, un capolavoro che come ho già detto rimane perennemente sulla mia scrivania, questo libro tiene alto il nome dell'autore e quello della scienza e dopo averlo letto ne studierò approfonditamente alcune parti.
Innnanzitutto vediamo perchè questo libro è stato scritto: come annota Dawkins stesso, lui non aveva mai scritto un libro dedicato alla dimostrazione delle prove dell'evoluzione per selezione naturale, un concetto che continua ad essere solidissimo, anzi ogni giorno incassa nuove conferme (se ce ne fosse bisogno) ma che, come l'Olocausto, viene tuttora messo in dubbio da una serie di personaggi che con la Scienza non hanno nulla a che vedere (personalmente noto che alle volte i due negazionismi coincidono nelle stesse persone).
Il 40% degli americani, concentrati soprattutto nella “Bible belt” in cui impera la destra religiosa crede nel creazionismo (venendo al nostro continente vediamo che il creazionismo si sta espandendo in Europa e quindi anche in Italia, favorito nel nostro Paese da personaggi politici come la Moratti che ha tolto i finanziamenti al Darwin-day di Milano e piazzato De Mattei al CNR e dalla totale ignoranza su fatti scientifici dell'italiano medio).
Quindi da parte del biologo inglese c'è stata la scelta di perdere tempo per scrivere una cosa del genere. Comunque non è solo un volume contro qualcosa o qualcuno: ci sono veramente una montagna di spunti, dall'anatomia alla biogeografia, che saranno graditi al lettore avido di conoscenze sugli animali.
Il libro è strutturato in maniera estremamente logica, partendo dalla definizione di “teoria” che non vuole dire solo “opinione personale” ma in un significato più grande è “una ipotesi che è stata confermata o stabilita dalle osservazioni o dagli esperimenti e che è stata avanzata o accettata come spiegazione di fenomeni noti”
Quindi si accinge a dimostrarlo per l'evoluzione, incominciando da fenomeni noti come gli esempi di evoluzione accelerata perchè guidata dall'uomo e proseguendo con un bell'excursus sui metodi per effettuare datazioni relative e assolute, in modo da evidenziare come sia vero che la Terra abbia oltre 4 miliardi di anni e come questo valore non sia un capriccio e una invenzione di atei materialisti come invece sono definiti gli scienziati da chi ha “un desiderio di conservare il mito delle origini di un particolare gruppo di nomadi dell'età del bronzo”.
Poi passa a descrivere alcuni esempi di evoluzione rapida: le lucertole di Pod Mrcau (ne avevo parlato qui), sottolineando come come in meno di 18 generazioni si sono visti tutti quegli spettacolari cambiamenti, le coltivazioni di Escherichia coli del team di Richard Lensky e gli esperimenti in ambiente naturale sui Guppy (pesciolini tropicali di fiume) di John Ender
Il Dawkins biologo e la sua proverbiale agilità risaltano nel capitolo successivo, dedicato agli “anelli mancanti” più o meno presunti, dove salta da un phyla all'altro in un turbinio di uomini, scimmie, lombrichi, leopardi, tartarighe e altri esponenti del mondo animale, citando i passaggi dal mare alla terraferma e viceversa (menzione speciale per l'ormai mitico Tiktaalik). Particolarmente interessante sul profilo del creazionismo la trascrizione dell'intervista con Wendy Wright, una leader creazionista presidente del "Concerned woman of America", (una colalizione di donne conservatrici che, come dice il loro sito, promuove i valori biblici e familiari). la malcapitata, stretta dalle domande imbarazzanti (per lei) si limita a ripetere un “fuori le prove” dopo che gliele ha fatte vedere: è un vero muro di gomma e non capisco se la Wright non capisca, non voglia capire o non riesca a capire. Di sicuro ne esce malissimo.
La stessa agilità la vediamo nel prosieguo, dove vengono affrontati embriologia, omologia fra le varie parti dello scheletro dei vertebrati, altre omologie all'interno di alcuni phyla e convergenza evolutiva, presentando quindi l'albero dei viventi.
Qui c'è un capitolo che avrei messo dopo, quello su evoluzione e movimenti dei continenti, che però serve ad introdurre le convergenze evolutive fra placentati e marsupiali australiani.
Le strutture ed i geni relitti rappresentano invece una ottima “scusa” per dimostrare come un “creatore” avrebbe fatto diversamente se avesse plasmato gli animali così come sono, uomo compreso: dalla cosiddetta “pelle d'oca” che è un retaggio di quando i nostri antenati erano ricoperti di pelo, alle struttura dello sfiatatoio dei cetacei, estremamente illogica se fosse stata fatta così, ma di cui si capisce l'anatomia vedendolo come una modificazione e una migrazione del naso (a questo proposito si domanda perchè un Creatore non abbia dotato i cetacei di un sistema per respirare sott'acqua e non di polmoni come un mammifero terrestre e perchè gli avrebbe messo i moncherini degli arti posteriori.
Aspetto una spiegazione anche io dagli amici creazionisti....
Oltre alla (scontata e già ampiamente discussa) questione dell'occhio e dei rimedi che adottiamo per farlo funzionare, in particolare si sofferma sul nervo laringeo e sul suo assurdo tragitto, che diventa molto meno assurdo confrontandolo con quello dei pesci e con i dati embriologici. Idem dicasi per il dotto tra testicolo e pene, quasi arrotolato sull'uretere, che dimostra la migrazione dei testicoli verso l'esterno del corpo, sia pure in posizione molto protetta. Come è possibile che un “creatore” abbia plasmato un corpo con queste caratteristiche?
Il libro si conclude con la “corsa agli armamenti” fra preda e predatore e fra forme di vita concorrenti e con una appendice sui creazionisti e su delle (tristi) statistiche
Insomma, un libro che i creazionisti dovrebbero leggere (anche se non lo faranno perchè non saprebbero confutare nessun argomento fra quelli presentati....) ma anche le persone “normali” interessate alla questione, perchè appunto, con la “scusa” di dimostrare l'evoluzione i suoi spunti sul regno animale e su quello vegetale sono davvero degni di nota.






