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mercoledì 7 luglio 2010

Tristi considerazioni sulla politica in fatto di scienze, ricerca e ambiente

Ovviamente Scienzeedintorni è scritto da una persona che ha proprie idee politiche, ma in generale questo settore esula dalla mia linea editoriale perchè la Scienza non dovrebbe essere né di destra né di sinistra.
È altrettanto ovvio che chi governa proprio perchè è al governo si espone per definizione alle critiche di chi, almeno su un particolare argomento, non la pensa allo stesso modo delle direttive governative.
D'altro canto gli ultimi sviluppi della situazione italiana mi costringono a parlare di questo perchè le ricadute sulla ricerca scientifica e sull'ambiente dell'azione del governo mi paiono piuttosto tristi al proposito (stando alle notizie, la nuova legge finanziaria continua sulla stessa linea). Dopodichè, per par condicio, dico che pure all'opposizione non mi pare ci siano grandi idee....

Cominciamo con alcune osservazioni:

Enrico Bellone, come sempre molto puntuale, sul numero di luglio di “Le Scienze”, dice alcune cose che meritano una certa attenzione.

1. Si discute su tagli per 24 miliardi di euro, quando c'è il programma di acquistare 121 aerei da caccia, 131 cacciabombardieri F35 e 100 elicotteri per un totale di 29 miliardi. Mi chiedo se con qualche taglio a questo capitolo di spesa un po' di eurucci potrebbero essere risparmiati e su questo mi pare che l'opposizione taccia.

2. La Merkel ha escluso dai tagli di una manovra di 80 miliardi di euro, anche se spalmati in più anni, solo 3 settori: ricerca & sviluppo, istruzione e pensioni, che invece nella finanziaria e nella politica generale del nostro governo sono stati piuttosto massacrati (L'opposizione su questi argomenti fa più rumore, ma  in fatto di finanziamenti alla Ricerca non ha poi la coscienza proprio limpidissima)

Sull'innovazione e sulle sue ricadute positive avevo già scritto un post oltre un anno fa. Oggi, oltre alla rivoluzionaria ottica per i telescopi terrestri e al radar salvauomo contro le mine, entrambi realizzati a Firenze, sempre Le Scienze di questo mese parla della NicOx, azienda hi-tech con base a Bresso (Milano), leader mondiale nel settore dell'ossido nitrico in campo medicale. Purtroppo in questo caso per avere i capitali i ricercatori italiani sono dovuti andare in Francia e il sito, internet è solo in inglese e francese e dell'Italia parla ben poco...
una piccola annotazione: a dimostrazione che la ricerca pura non dà ricadute immediate, si parla di questa molecola da quasi 20 anni e le applicazioni pratiche cominciano ora.....

Riporto una frase del libro “incubi diurni” di Carlo Bernardini (Laterza) citata da Bellone stesso: “tagliare i canali di promozione delle competenze o delle attività scientifiche è una sorta di trogloditismo politico”.
Non sarebbe meglio incidere sui costi della politica? Per esempio, PDL e Lega Nord hanno respinto in parlamento una proposta del PD per la riduzione delle “auto blu”. Vedremo comunque se questa idea era solo strumentale: basterà controllare se negli enti locali amministrati dal PD tali mezzi diminuiranno.

Veniamo ora alle politiche ambientali. Dare un giudizio fallimentare a questo governo, anche senza il nuovo condono edilizio che per fortuna sembrerebbe messo da parte (comica l'idea di chiamarlo con termini tipo “emersione di edifici sconosciuti al catasto”) è facile. Oppure senza quella di dare la possibilità ai VIP di andare con la barca all'isola di Montecristo (pagando un salato pedaggio per finanziare i parchi).
Sostenere che i cambiamenti climatici non esistono e se esistono hanno effetti benefici e che comunque non sono attribuibili ad attività umane e che, infine, ogni sforzo di riduzione delle emissioni sarebbe antieconomico è un'altra cosa che non può assolutamente trovarmi d'accordo. Continuo a sostenere che ci sia anche una componente naturale in tutto ciò, ma esentare del tutto la razza umana dalle colpe in materia è aberrante. Purtroppo la frase “pensare all'ambiente in un periodo di crisi è come quella signora ammalata di polmonite che va dal parrucchiere per farsi una messa in piega" è stata davvero pronunciata.... Frase tollerabile se sentita in un "Bar sport" di paese, non è tollerabile se pronunciata da un politico con grandi responsabilità.

Vedere dappertutto tranne che da noi incentivare la green economy, che porta diversi posti di lavoro, è triste, come lo sarebbe la scomparsa della detrazione fiscale del 55% dei costi sostenuti per ristrutturazioni edilizie che assicurino un maggiore efficienza energetica delle case (nei primi due anni di vita ha permesso un risparmio di 2 Gwh!), per non parlare della scomparsa dell'obbligo per i gestore della rete di acquistare i “certificati verdi”. Quanto all'energia in generale, ostacolare in Puglia (e anche altrove...) per motivi estetici le pale eoliche e permettere le trivellazioni per la ricerca di petrolio nella zona delle Tremiti lascia perplessi (ora però, a causa del disastro del Golfo del Messico la cosa è un attimo in stand-by, come fu messa da parte la semplificazione delle regole costruttive in zone sismiche a causa del tragico terremoto abruzzese)

Sul nucleare non ho ancora sentito nessuno, a livello governativo, parlare del problema delle scorie che le nuove centrali produrranno (sempre ammesso che vengano effettivamente costruite).
In ogni caso, per realizzare il programma servirebbero almeno 30 miliardi per arrivare a produrre il 25% di energia elettrica, cioè appena il 5-6% del totale dell'energia che consumiamo. E senza la garanzia di realizzare alcun risparmio nella bolletta per cittadini e imprese e, anzi, dovendo probabilmente imporre un prezzo fisso all'energia, in modo da garantire i ritorni alle aziende produttrici, in barba a qualsiasi legge di mercato. A questo aggiungiamo il voler imporre con la forza una scelta che i cittadini ovviamente non gradiscono e prevedendo persino l'uso dei militari per proteggere i siti che le aziende, non la collettività, sceglierebbero per far sorgere le centrali.
E' vero che a questo modo si produrrebbero 10.000 posti di lavoro, ma se pensiamo che in Germania nel settore delle energie rinnovabili lavorano oltre 250 mila persone il confronto si fa impietoso

Fra le altre perle, infine, cito quella di rinviare ulteriormente il divieto di produzione e commercializzazione dei sacchetti di plastica non biodegradabili.

Ma non è che dall'altra parte l'ambiente e la green economy siano poi così esaltate: certo, non ci sono posizioni così estremistiche sulla negazione degli effetti antropici sul clima (per contro un po' di nuclearisti nelle file del centrosinistra ci sono).

Ma che in 19 pagine della relazione di Pierluigi Bersani all'assemblea nazionale del PD del 22 maggio 2010 la parola “ambiente” compare solo una volta, come “innovazione” nel senso inteso in questo post, “ricerca” e “ricercatori” e mai lo facciano la parola “scienza” e “green economy”, non è certamente positivo.

mercoledì 4 marzo 2009

Giulio Natta, il Pendolino e gli sconti per la rottamazione delle auto: il declino dell'industria italiana


Nei primi anni '60 Giulio Natta svolse delle ricerche sulla realizzazione dei materiali plastici che gli valsero il Premio Nobel: quanta gente in Italia ha lavorato o lavora in questo settore? E questo grazie proprio alle ricerche del Professor Natta, che per le casse dello stato italiano e per gli italiani sono state un guadagno mica da poco...
Nel 1973 entrò in servizio il primo treno ad assetto variabile, il “Pendolino”. Rimase un pezzo unico fino al 1985, quando uscirono altri convogli con lo stesso design ma più lunghi e con motorizzazione diversa. Dopo pochi mesi il prototipo del '73 fu portato in Germania e le ferrovie tedesche, le DB, l'azienda ferroviaria per la quale addetti ai lavori ed appassionati hanno una deferenza quasi assoluta, ha acquistato la tecnologia per conseguire miglioramenti in alcuni collegamenti regionali. Anche gli svedesi hanno acquistato dei pendolini. Una tecnologia interessante e rivenduta all'estero è stata tenuta in naftalina per 12 anni!

In Italia alcuni “fessi” proseguono sulla linea dell'innovazione e della ricerca tecnologica, cercando con difficoltà finanziamenti per portare avanti delle ricerche, che non sempre vanno a buon fine, anche solo per un particolare secondario. E' dura fare ricerca solo con i soldi propri: se fabbrichi un prodotto e lo vendi subito, il guadagno ti entra alla svelta. Con la ricerca non è così: eventuali guadagni saranno lontani nel tempo. Per consentire di investire una parte degli utili in ricerca, occorre quindi produrre beni di alto valore aggiunto o avere dei costi di produzione più bassi - e non di poco - dei concorrenti.

Nel nostro paese di Santi. Navigatori e Poeti (e anche di tanti bistrattati scienziati) invece adesso si danno aiuti a pioggia per rottamare auto ed elettrodomestici. Una cosa che servirà a poco e oltretutto ingiusta, visto che favorisce solo alcuni settori. Perchè allora non rottamare scarpe o vestiti, computer o televisori, serviti di piatti e bicchieri o dare contributi per nuovi edifici in costruzione perchè siano meno dispersivi da un punto di vista energetico? Perchè non aiutare con forti sconti la sostituzione delle lampade tradizionali con quelle a basso consumo?
Onestamente non conosco la percentuale di “Made in Italy” negli elettrodomestici. Ma vediamo quella delle auto: il governo aiuta a cambiare le automobili ma quante di queste sono di marca italiana e costruite in Italia? Sicuramente meno del 50%. Quindi l'Italia così regala soldi all'industria automobilistica tedesca, francese e polacca.....Senza contare che chi ha una autovettura vecchia o è una persona a cui dell'automobile interessa poco (in questa categoria siamo pochi) e/o non ha le possibilità economiche per farlo. Due categorie alle quali degli incentivi tutto sommato importerà poco...
Quindi un passaggio come questo è solo un palliativo contingente, non introduce delle novità e, anzi, ci fa proseguire con un sistema produttivo arretrato. Cosa potremmo fare, invece?
Non dico di non costruire più automobili, ma se queste risorse venissero impiegate in altro modo, incentivando la ricerca scientifica e tecnica, per trovare nuovi prodotti e nuove tecnologie che potrebbero essere esportati con successo in tutto il mondo? Investiresti in denaro che oltre a non andarsene subito all'estero, come in buona parte gli attuali eco-incentivi, in un futuro prossimo consentirebbero un aumento delle esportazioni, con un evidente beneficio per la nazione tutta (a meno che i soldi delle vendite all'estero non si fermino alle Isole Cayman....).

Restando alla FIAT, se questi contributi le venissero dati per il suo centro ricerche e le servissero per ideare nuovi veicoli ibridi a basso consumo o ad energie alternative, come ha promesso la presidenza USA alle sue case costruttrici?

Purtroppo la classe politica italiana tutta da destra a sinistra è succube della storia culturale italiana, in cui rispetto alla Storia e all'Arte e alla Letteratura (notate le iniziali maiuscole e minuscole che rafforzano il concetto) la scienza e la “tecnica” (virgolettata perchè parola detta con fare dispregiativo da Sua Maestà Benedetto Croce, l'uomo che più di tutti ci ha rovinati culturalmente) sono saperi inferiori. E siamo il paese in cui il tanto celebrato intellettuale laico come Ernesto Galli della Loggia scrive che "i democratici devono tenere a bada il potere del sapere per evitare un dominio tecnico scientifico” (forse perchè se gli italiani avessero una certa cultura scientifica non potrebbe continuare a scrivere?) e altri, sempre di sinistra, ammirano un personaggio come Jeremy Rifkin, secondo il quale "lo spirito umano è stato intossicato da personaggi come Francis Bacon, Cartesio, Newton, Galileo e Darwin". Meglio intossicato da questi grandi scienziati che da una persona come Rifkin

Dice Franco Cardini, che in quanto storico medievalista cattolico non può essere tacciato di essere uno “sporco materialista scientista”: "vedere le cose in modo astorico e antistorico, ascientifico e antiscientifico ha successo perchè la nostra società civile è una società profondamente i-gno-ran-te (nel senso che “non sa”, ndr). E, in quanto tale, ricerca l'effetto meraviglioso perchè non ha né la voglia, né gli strumenti intellettuali per andare oltre, per scavare un po' nel profondo, per accedere a realtà storiche e scientifiche che siano dotate di più concreta sostanza".

E' chiaro che - in una società così poco preparata - una intera classe politica legata ai potentati economici per attirarsi la simpatia degli elettori lascerà correre su produzioni inquinanti e preferirà dare agli elettori uno sconto per cambiare il frigo o l'automobile, regalare soldi agli autotrasportatori (come ha fatto il governo precedente) che con le loro tariffe basse rendono più cari i trasporti ferroviari - ben più ecologici e che provocano molti meno incidenti - e accanirsi contro l'antiesteticità delle pale eoliche nella stessa regione dove vorrebbe costruire una centrale nucleare. Quanti elettori preferiranno ai 1.000 euro di sconto per la macchina nuova delle politiche serie su scienze, nuove tecnologie, riduzione degli sprechi e dell'effetto serra? Pochi, molto pochi.
Per questo saremo sempre di più il paese dei mandolini, degli oroscopi e del declino industriale. E per questo non riusciremo neanche a sfruttare meglio per per il turismo le grandi risorse storiche e naturali che ci ritroviamo, dalle città, alle montagne e ai mari.