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| Il terremoto del Kalimantan del 22 febbraio 2026 non appartiene a nessuno degli slab attualmente attivi |
Lì per lì il terremoto del 22 febbraio 2022 a 600 km di profondità nei dintorni del vertice NE del Kalimantan, la cui Magnitudo varia secondo le agenzie tra 6.7 e 7.1, può lasciare perplessi. Capita talvolta che in automatico vengano segnalati dei terremoti in posizione strana (alle volte assolutamente improbabile), che poi vengono tolti con la revisione manuale dei dati, ma stavolta no, le revisioni manuali hanno accertato che è avvenuto davvero. Non solo, ma è semplicemente il più forte registrato di un piccolo raggruppamento di terremoti che si producono ne dintorni della punta nordorientale dell’isola di Kalimantan.
I TERREMOTI PROFONDI. La domanda è cosa significhi un terremoto da quelle parti e a quella profondità. Nella carta qui accanto osserviamo come terremoti a profondità superiore ai 400 km avvengano solo in zone molto ristrette e ben determinate. Naturalmente l’Italia, che è un compendio di quasi tutte le situazioni geologiche non può mancare nell’elenco (la sismicità del Tirreno, ne avevo parlato qui). Questo succede perché l’attività sismica è tipica della crosta terrestre ed è assente nel mantello tranne che negli slab, termine identificante le parti di crosta e litosfera oceanica che scendono nel mantello a seguito degli scontri fra due placche (insomma, le zone di subduzione).
Gli slab sono stati notati già con le prime indagini sismiche: i terremoti nel mantello terrestre possono avvenire solo in queste fasce lunghe e strette, in quanto gli slab corpi dotati di una certa rigidezza, anche perché più freddi di quanto li circonda. E infatti le zone di subduzione sono state individuate proprio grazie alla sismicità che le contraddistingue. Fra le zone con sismicità profonda vicino a casa nostra troviamo oltre al Mar Tirreno anche il bacino di Alboran
UN TERREMOTO PROFONDO NON RICONDUCIBILE AD UNO SLAB ATTUALE. È evidente come quello del 22 febbraio 2026 non possa fare parte dei terremoti legati alla subduzione sotto le Filippine della placca del mare delle Filippine, perché come si vede nell’immagine qui accanto i terremoti a profondità superiore a 400 km che ne derivano a quella profondità si trovano a quasi 800 km di distanza da questo e dagli altri minori nelle sue vicinanze.
Ma allora come mai questo evento sismico?
Ci viene in soccorso la tomografia sismica, che è un secondo sistema che si è aggiunto ai terremoti per riconosce gli slab nel mantello i quali, essendo più freddi del mantello circostante, presentano una anomalia positiva delle velocità delle onde sismiche.
La cosa interessante della tomografia sismica è che riesce ad evidenziare anche vecchi slab che esistono ancora anche se il regime tettonico che li aveva formati non esiste più. E per vedere la situazione non c’è niente di meglio dell’utilizzare un geo-tool fantastico come l’Atlas of Underworld dell’università di Utrecht, ideato da quattro fenomenali ricercatori come Douwe van der Meer, Douwe van Hinsbergen (fondamentale per i geologi come me appassionati di ciclismo, per la descrizione geologica delle aree delle principali corse del calendario ciclistico internazionale), Wim Spakman e Thomas van der Linden.
L’atlante si basa sulla tomografa sismica e presenta un compendio di tutte le anomalie fredde che corrispondono a slab vecchi e nuovi presenti nel mantello.
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| l'anomalia del Kalimantan nell'Atlas of Underworld |
In particolare il terremoto del 22 febbraio 2026 va inquadrato nel residuo di un vecchio slab indicato nell’Atlas of Underworld come anomalia del Kalimantan, ovviamente seguendo la denominazione precedentemente indicata nella letteratura scientifica in peer-review. L’anomalia del Kalimantan si trova al di sotto del sud-est asiatico, dalla parte centrale a quella superiore del mantello inferiore. Alcuni Autori lo interpretano come prolungamento dello slab della Sonda (quello della placca indoaustraliana che si immerge nel mantello sotto Giava e Sumatra, per intenderci); peraltro questo slab presenta già una sismicità cosi profonda di suo in una posizione più – diciamo così – normale vicno alla zona di subduzione che borda a sud l'indonesia e inoltre non torna la geometria, perché è orientato in maniera diversa. Quindi Hall e Spakman (2015) suggeriscono che l'anomalia del Kalimantan derivi da una vecchia zona di subduzione situata più a nord e più antica di quella della Sonda. La base dell'anomalia del Kalimantan sarebbe quindi probabilmente risalente al Cretaceo Superiore o al Paleogene, e appartenente ad un episodio di subduzione precendente a quello attuale della Sonda, iniziato circa 70-65 milioni di anni fa e conclusosi 50-45 milioni di anni fa, proprio al momento in cui è iniziata la subduzione della Sonda.
Inoltre come si vede dalla figura l'anomalia del Kalimantan è parecchio spessa e per questo Wu et al. (2016) hanno suggerito che in realtà addirittura l’anomalia del Kalimantan si componga di due slab diversi sovrappost, un quadro in cui lo slab superiore rappresenterebbe una subduzione del proto-Mar Cinese Meridionale, più vecchia di quella delle Filippine, attiva grossolanamente per un periodo che va tra 50 e 20 milioni di anni fa. Addirittura sempre secondo Wu et al (2016) potrebbe esserci anche un terzo slab.
Quello che si ricava da questo terremoto quindi è che gli slab possono rimanere sismicamente attivi anche molto tempo dopo la cessazione della situazione geodinamica che li aveva generati.
BIBLOGRAFIA
ATLAS OF UNDERWORLD: https://www.atlas-of-the-underworld.org
Hall and Spakman (2015). Mantle structure and tectonic history of SE Asia. Tectonophysics 658, 4-45.
Wu et al (2016). Philippine Sea and East Asian plate tectonics since 52 Ma constrained by new subducted slab reconstruction methods. Journal of Geophysical Research 121, 4670–4741



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