lunedì 12 gennaio 2026

il terremoto M 5.1 del Mar Ionio del 10 gennaio 2026 e i dubbi su posizione dell'epicentro e tensore degli sforzi e dunque sul meccanismo focale


L'epicentro del terremoto sembra più a nord delle faglie del sistema ionico
Questo non vuole assolutamente essere un post polemico, ma lo scrivo in quanto non sono d’accordo con quanto detto da alcuni geologi e successivamente diffuso ampiamente sui social in merito al terremoto M 5.1 del mar Ionio del 10 gennaio 2026.
In sostanza ci sono stati dei geologi i quali si sono subito affrettati a proclamare come questo terremoto sia avvenuto lungo il sistema di faglie ionico indicato in bibliografia, per esempio da Polonia et al (2017) [1]. Preciso che si tratta di personaggi autorevoli, non commentatori laureati in Scienze della Terra alla iutìub iunivèrsiti. Quindi il loro parere non può non essere tenuto in considerazione.
Io però ho subito espresso dei dubbi su questa origine, perché non ero convinto che l’epicentro fosse all’interno di questa fascia di deformazione, ma si collocasse almeno una ventina di km a N di esso.
Questa è però una impressione ottenuta inserendo manualmente l’epicentro in una carta di Polonia et al (2017), che vedete qui accanto, e quindi non posso essere sicuro della precisione di quello che ho fatto.
Ovviamente il mio era un dubbio, non una certezza e quindi non ero assolutamente in grado di dire: no, avete sbagliato. Perché poteva essere benissimo che il quadro da loro dipinto fosse quello giusto.

I DATI DELLE VARIE AGENZIE. Vista la mia perplessità al riguardo, ho indagato meglio e ho quindi controllato non solo dati di INGV, ma anche quelli usciti su GEOFON e su USGS.
Le tre agenzie concordano sulla Magnitudo, e sostanzialmente anche l’epicentro è abbastanza simile. Ci sono invece discordanze sulla profondità, che varia (45, 51 e 65 km). Sulla profondità ipocentrale niente di strano: come è noto si tratta sempre di un parametro di difficile determinazione, (ne ho parlato diverse volte, ad esempio qui). E l'incertezza è ancora maggiore in questo caso: stiamo parlando di un evento lontano dalla costa, e quindi dalla rete sismica, per cui la stima è ancora più difficile. Come succede praticamente sempre o quasi, quindi, la profondità ipocentrale potrebbe essere rivista con analisi successive. E lo dichiara espressamente proprio INGV nel suo comunicato a proposto del terremoto.  
Le cose apparentemente cambiano per quanto riguarda le soluzioni TDMT (il Time Domain Moment Tensors), meglio note con il loro soprannome Beach Ball: come si vede, sembra che USGS e GEOFON suggeriscano una soluzione alternativa rispetto a INGV, in direzione perpendicolare rispetto a quella della agenza italiana. 

Attenzione! ho scritto apparentemente perché in realtà i tre Beach Ball dicono esattamente la stessa cosa!!

i 3 Time Domain Moment Tensors (TDMT) che sono stati esaminati
LA "DOPPIA VERITÀ" DEI TENSORI DEI MECCANISMI FOCALI. Mi spiego: per chi non se lo ricorda, bisogna considerare un particolare di non trascurabile importanza concetto spesso espresso dal mio amico Andrea: una volta calcolato e quindi emessa la beach ball, conosciamo l'orientamento esatto del piano di faglia? Eh, no! Questo perché ogni meccanismo focale indicato dal Beach Ball ha due possibili orientamenti della faglia:
  1. il piano principale
  2. il piano ausiliario, perpendicolare al piano principale
Questo succede in quanto i terremoti con entrambe le orientazioni producono sismogrammi quasi identici, e quindi per distinguere il piano principale dal piano ausiliario abbiamo bisogno di informazioni aggiuntive, che consentano una "soluzione finale" (cioè una determinazione conclusiva) su quale dei due piani sia effettivamente quello lungo il quale è avvenuto il movimento. Per esempio:
  • allineamenti di più epicentri di terremoti passati
  • studio dell’area del terremoto (cosa decisamente più facile sulla terraferma che in mare aperto)
  • l'analisi della direzione di propagazione della rottura
  • il campo di stress regionale
  • altro
Ad esempio terremoti come quello M 8.8 di Kamchatka del 30 luglio 2025 non lasciano dubbi sull’orientamento della faglia lungo la quale è avvenuto il movimento. Idem per il terremoto del Myanmar del 28 marzo 2025. Però leggete cosa ha scritto USGS a proposito del meccanismo focale di questo ultimo evento: le soluzioni del meccanismo focale indicano che il movimento si è verificato su una faglia laterale destra, fortemente inclinata e diretta verso nord, oppure su una faglia laterale sinistra, fortemente inclinata e diretta verso ovest. Dopodichè l’estensore precisa che la soluzione finale indica una faglia laterale destra, diretta verso nord, il che è coerente con un movimento lungo la faglia trascorrente destra di Sagaing.
Quindi appena è stato calcolato il tensore, teoricamente questo poteva indicare anche una faglia in direzione perpendicolare alla trascorrente di Sagaing (teoricamente, perché questa faglia è enorme e non avrebbe potuto essere altrimenti: una trascorrente capace di ospitare un terremoto di tale Magnitudo sarebbe stata ben visibile!). E chi ha scritto questo era indubitabilmente a conoscenza della tettonica dell’area.

le possibili strutture sismiche dell'area epicentrale
I TENSORI DEL TERREMOTO DEL 10 GENNAIO. Nel caso del terremoto M 5.1 del 10 gennaio 2026 a largo della costa calabra, dove invece la morfologia del fondale non è particolarmente nota, sono quindi possibili entrambi questi meccanismi:
  • movimento trascorrente con una leggera componente estensionale (transtensione) lungo una faglia orientata WNW-ESE (per l’appunto potrebbe trattarsi del sistema ionico, che passa da quelle parti). Questo movimento è rappresentato dal piano principale della beach ball di INGV e dal piano ausiliario di GEOFON e USGS
  • movimento trascorrente con una leggera compressione (transpressone) lungo una faglia orientata NNE-SSW, che si colloca lungo il piano ausiliario della Beach Ball di INGV e su quello principale di GEOFON e USGS
Personalmente ritengo più probabile che il terremoto M 5.1 del mar Ionio del 10 gennaio 2026 non sia stato provocato da una transtensione lungo il sistema di faglie ionico (o nei suoi pressi) come sostengono questi miei colleghi, ma che si sia trattato di una transpressione lungo una faglia più o meno perpendicolare ad essa: in un'altra carta sempre da [1], presentata qui accanto, si vedono in quell'area delle linee bianche il cui significato non è indicato, ma dovrebbero essere assi di pieghe o sovrascorrmenti (insomma, strutture compressive).

Comunque, anche se avessi ragione io, è chiaro proprio per l’incertezza del gioco dei due piani, come INGV NON ABBIA SBAGLIATO, ma avrebbero sbagliato quelli che non pensando ai due possibili orientamenti del piano di faglia hanno addebitato senza incertezze al sistema di faglie ionico questo evento, facendolo - diciamo - in maniera un pò frettolosa e approssimata e usando una carta a scala troppo grande, quella dell'immagine qui accanto. Se avessero usato, dallo stesso lavoro, l'immagine più dettagliata (la prima di questo post) e avessero ragionato sul tensore degli sforzi, e confrontando  dati di varie agenzie, anziché andare a testa bassa si sarebbero resi conto che l'epicentro era fuori dal sistema di faglie ionico. 

[1] Polonia et al (2017). Lower plate serpentinite diapirism in the Calabrian Arc subduction complex. Nature Communications 8, 2172


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