venerdì 11 marzo 2011

Considerazioni preliminari sul terremoto di oggi in Giappone

Nonostante la stanchezza di una giornata pesante mi sento in dovere di scrivere alcune precisazioni sparse sul terremoto di stamattina in Giappone.
Innanzitutto è vero che due giorni fa c'era già stata una scossa piuttosto intensa (M=7.2) nella stessa zona, con alcune repliche piuttosto importanti. Come conseguenza sulle coste di Sendai si era abbattuta una onda anomala di una sessantina di centimetri. Sia l'evento del 9 marzo che questo di stamattina sono stati causati da un thrust, un piano di faglia suborizzontale. Come Sumatra 2004 e Cile 2010.

Un terremoto di thrust è quello potenzialmente più distuttivo per un motivo semplicissimo: un terremoto si verifica quando lo sforzo lungo una faglia sorpassa le forze di attrito che ne impediscono il movimento a sforzi inferiori.
Se il piano di faglia è suborizzontale l'attrito sarà molto maggiore che in una faglia subverticale anche solo per il peso della roccia sovrastante al piano. Per cui questo piano di faglia per muoversi ha dovuto accumulare uno sforzo di dimensioni impressionanti. In questa immagine vediamo delle faglie di thrust e come si muovono.
Molti terremoti di thrustsi addensano liungo la cosiddetta cintura di fuoco che circonda il Pacifico: dalla Nuova Zelanda (ma il terremoto di Christchurch non è avvenuto in un altro quadro) alle Isole Vanuatu, alla Nuova Guinea e poi Giappone, Kamchatka, Aleutine, Alaska e tutta la costa pacifica delle Americhe.

I vulcani del Giappone sono come quelli della costa pacifica americana, dell'Indonesia, delle Aleutine o dei Caraibi: un vulcanismo che si manifesta sopra la zolla in subduzione. La zona tipicamente in compressione (che è poi quella più intensamente sismica) è compresa tra la fossa oceanica e il limite dell'arco vulcanico. Le fosse oceaniche come quella del Giappone sono l'espressione sulla superficie terrestre del trascinamento verso il basso della crosta oceanica.Venendo al terremoto di oggi (pallino in rosso nella figura), è avvenuto lungo un piano più o meno parallelo al limite fra la zolla euroasiatica e quella pacifica che le scorre al di sotto, se non  direttamente al limite stesso. La zolla pacifica scorre ad una velocità di poco superiore agli 8 centimetri all'anno. Velocità direi piuttosto alta.


Come si vede  nella figura un pò più a sud la situazione è ancora più complicata, perchè fra la zolla pacifica e quella euroasiatica si interpone una terza zolla, quella delle Filippine.

Dal 1973 ad oggi a largo di Honshu ci sono stati diversi eventi con M superiore a 7, con un M=7.8 nel 1994 e un 7.7 nel 1978.
Qualche anno fa ci fu nella stessa area una sequenza sismica importante che è durata parecchi mesi.
Sicuramente con questo terremoto dovrò aggiornare la classifica dei 10 terremoti più forti mai registrati dalla sismologia (o per i quali ci sono notizie affidabili). Notare che nella classifica mancava ancora anche il terremoto cileno del 28 febbraio 2010


In qest'altro disegno qui sotto è schematizzata la geologia del Giappone e indicato con il pallino rosso la zona dove si è scatenato il terremoto odierno e sempre in rosso la zona di formazione e risalita dei magmi:


Una postilla finale: tutti a magnificare la grande qualità delle costruzioni giapponesi. Però, come dimostra la carta dello scuotimento, complice la distanza notevole dalla costa, il risentimento non è stato molto elevato, non avendo passato il VII grado della Scala Mercalli.  Quindi ci sarebbe da stupirsi se fosse successo qualcosa. Eccola qui (nella carta il rettangolo corrisponde all'incirca alla zona dove il piano di faglia si è mosso).

Diverso il caso dello tsunami: è molto difficile pensare di non costruire niente vicino alle coste. Lascia un pò perplessi la presenza di persone lungo le coste nonostante l'allarme (e anche che abbiano fatto partire dei treni che, secondo le voci, sono attualmente considerati "dispersi").




 

10 commenti:

Anonimo ha detto...

E' l'ennesima dimostrazione che l'uomo di fronte alla natura è praticamente impotente.
Ciò dovrebbe farci pensare ad essere più "BUONI", senza nemmeno ipotizzare che quello che sta succedendo in Libia fosse possibile.
Che il buon Dio aiuti tutta l'umanità senza distinzione di razza o di religione.

Anonimo ha detto...

Con questo grande terremoto, è possibile che si risvegli qualche vulcano come l' Uzu o addirittura il Monte Fuji, che è posto sulla faglia euroasiatica?

Aldo Piombino ha detto...

non ci sono connessioni "dirette" fra magmatismo di arco e fascia sismica. Diciamo che il vulcanismo di arco è in qualche modo un "effetto" della subduzione, come lo sono i terremoti
Però la ridistribuzione del campo di sforzi potrebbe anche in teoria consentire meglio (o anche peggio!) la risalita dei magmi dalla crosta profonda.
Onestamente non mi pare che sia evidente un'associazione "temporale" fra grandi terremoti e grandi eruzioni vulcaniche (altrimenti presumo che ne avrei sentito parlare) e teniamo conto che in Giappone di vulcani ce ne sono talmente tanti che può essere considerato "statisticamente possibile" una coincidenza temporale fra una eruzione importante ed un terremoto.
L'imoportante è che non vengano furi discorsi tipo "preparazione della fine del mondo" e scemenze del genere.

Quanto all'anonimo.. in effetti tutti fossimo più buoni si vivrebbe meglio... indiscutibile!

Paolo Balocchi ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

domanda da profano: esistono possibilità che questa serie di terremoti possa innescare un altro sciame di terremoti in un altro punto della faglia, magari in un altra faglia, o arrivare addirittura ad un nuovo "big one" specialmente considerando la conformazione delle placche tettoniche sulle quali il giappone poggia o è possibile assicurare che, sismicamente parlando, il peggio è passato?

attualmente si stanno sviluppando ancora scosse d'assestamento oltre il 6° grado di magnitudo.

Aldo Piombino ha detto...

per quanto riguarda le cosiddette "scosse di assestamento" (che è una parola buttissima, preferisco il termine "aftershocks - ch si può tradurre come "repliche" o letteralmente "scosse successive all'evento principale") il decorso è esattamente quello che ci si poteva aspettare.
Quanto al futuro tutto è possibile e adesso non è proprio dato sapere sae ed eventualmene dove potrà succedere.
Chiaramente il movimento ancora non bene determinato nella sua entità provocato da una scossa come questa e da almeno una parte delle sue repliche, ha sicuramente riorientato il campo di sforzi anche a distanze notevoli. Ma al momento non ci possono essere certezze al riguardo.

Sulla eventuale correlazione fra due terremoti importanti vicini fra loro ho scritto questo post: http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/i-terremoti-di-sumatra-del-30-settembre.html

Anonimo ha detto...

quindi, in sostanza, tutto è possibile?

Aldo Piombino ha detto...

la previsione dei terremoti in senso "il giorno X verso le 12 ci sarà un evento con un certo meccanismo ad una certa profondità localizzato all'incirca alle coorsinate xxx nord e yyy ovest non è possibile, almeno per adesso.

la violenza della scossa è tale che repliche molto violente possono avvenire per mesi. In cile dopo un anno continuano anche se non a livello drammatico

Anonimo ha detto...

Siete davvero convinti che in Italia non possa succedere?
http://orahovistotutto.blogspot.com

Aldo Piombino ha detto...

in Italia sono possibili accelerazioni maggiori di quelle registrate sulla terraferma, che non hanno ecceduto 0,25g.

Non pare possibile invece raggiungere magnitudo del genere, perchè da noi terremoti con il meccanismo di thrust non sono possibili tranne che teoricamente nell'arco calabro.

ho letto anche altre scemenze ma preferisco non riportarle...