domenica 24 aprile 2016

la bufala dello "sversamento di petrolio in mare " a Marina di Grosseto


Nel post che ho pubblicato venerdì sulla comunicazione durante le emergenze ho accennato al problema dei commentatori fai da te che oltre a fare un'opera di documentazione spesso, volontariamente o no, fanno disinformazione perché danno una lettura completamente errata dei fatti. Errata visione che grazie ai social network si diffonde in maniera velocissima e se fino a qualche anno si diceva “l'hanno detto in tivvù”, oggi in molto prendono per oro colato quello che uno sconosciuto scrive su internet.
Per essere brutali, ma efficaci, si può dire, come afferma un mio corrispondente che "purtroppo al giorno d'oggi basta una telecamera, un tipo a caso che spara cazzate senza alcuna prova e una miriade di imbecilli che logicamente ci credono... il problema è la poca intelligenza di buona parte degli italiani....
Quindi la vicenda che vi sto per raccontare, divenuta virale in questo fine settimana, viene a fagiolo a dimostrazione che prima di aprile la bocca (o digitare su una tastiera) bisognerebbe avere chiaro di cosa ci si sta occupando.

Sull'onda dei gravissimi problemi che ci sono in questi giorni per il petrolio sversato nel Polcevera a seguito di un incidente ad un oleodotto, un filmato pubblicato venerdì 22 aprile che interpreta in maniera totalmente falsa e allarmistica una banalissima operazione di dragaggio in un porticciolo della Maremma toscana è diventato virale.
Direi che il tutto è ben riassunto sulla pagina di David Puente, che vi invito a leggere e di cui cito testualmente l'inizio:
Venerdì 22 aprile 2016 la pagina Facebook “Iene maremmane” ha pubblicato un video“denuncia” per un presunto “sversamento di petrolio” in mare, video rilanciato dalla pagina Facebook “Zerogas” e dalla pagina Facebook del deputato del M5S Mirko Busto (anche dal sito “La Cosa“). A parlarne è stato anche Leone del sito Pallequadre.com.Il video è stato largamente condiviso e ha scatenato numerose reazioni. Tuttavia i due realizzatori, Lorenzo Mancineschi e David Rossi, rischiano seriamente di vedersela con la Pro Loco di Marina che ha già annunciato possibili azioni legali.
LA CRONACA DELL'EVENTO

Veniamo ai fatti: questi signori hanno realizzato un video in cui vedono la situazione ritratta in questa immagine e cioè uno scarico a mare di una sostanza scura e decidono che si tratti dello sversamento di sostanze inquinanti in mare. 


Ora, a parte che se fossi un impenitente inquinatore non sverseri certo delle sostanze inquinanti in mare di giorno e così platealmente (e quindi – insomma – un briciolino di sospetto che sia qualcosa di regolare dovrebbe venirmi in mente), prima di spararla così grossa mi informerei un attimo di cosa stia succedendo, quantomeno chiamando le forze dell'ordine (risulta comunque che l'ARPAT sia andata a vedere).

In sostanza la situazione dovrebbe essere questa: Marina di Grosseto è costruita intorno alla foce del canale di San Rocco, uno dei canali della bonifica della piana di Grosseto. 
Come ho scritto nel terzo della serie di post con cui ho raccontato la storia delle opere idrauliche e delle bonifiche in Toscana dall'epoca etrusca ad oggi, la parte più lontana dal mare della piana di Grosseto fu bonificata con successo, mentre quella dell'area di Castiglione della Pescaia si rivelò non fattibile (e non lo è ancora oggi), ma prima di rendersene conto ci furono spesi diversi quattrini, tantochè il Giusti scrisse nella celebre e satirica “legge penale degli impiegati”:
Se un real Ingegnere o un Architetto
ci munge fino all’ultimo sacchetto,
per rimediare a questa bagattella
si cresca una gabella
(ogni riferimento a Vittorio Fossombroni, il curatore delle bonifiche lorenesi, è da ritenersi puramente voluto...)

Presso la foce  del canale di San Rocco è stato costruito un porticciolo. Chi ha una minima dimestichezza con la dinamica dei sedimenti fluviali capisce che la forma con cui è stato costruito favorisce l'accumulo dei sedimenti al suo interno, anzichè un loro deflusso nel mare.

IL PORTO DI SAN ROCCO E LA NATURA

PERCHÈ IL PORTO SI INTERRA: Cosa succede quindi? Le aree lagunari (perché la foce del canale può entrare a pieno diritto in questa  geomorfologia e seguirne la dinamica) sono soggette a cambiamenti naturali estremamente veloci, direi stagionali. La pretesa umana che tutto rimanga uguale è totalmente infondata.
In questo caso le acque del canale depositano i sedimenti che trasportano nel porto. Pertanto se si vuole evitare che l'area portuale si interri è necessario un dragaggio stagionale. Ed è quello che stanno facendo queste idrovore, stanno semplicemente riversando in mare la sabbia che aveva riempito durante la stagione piovosa l'area del porticciolo.
Quindi, se una trasmissione televisiva come le Iene già non brilla di suo per serietà dal punto di vista scientifico (basta ricordarsi la vicenda di Stamina), i suoi emuli maremmani hanno fatto di peggio: si tratta di una semplice e consueta operazione di pulizia, quindi.

PERCHÈ QUEL SEDIMENTO È SCURO. No, non si tratta di idrocarburi (petrolio, nafta o quant'altro), anche se in qualche modo si tratta di loro... precursori. 
Infatti per formare giacimenti di carbone o idrocarburi occorrono sedimenti scuri caratterizzati da un alto valore di TOC (total organic contentcontenuto totale di materia organica).

Come si formano sedimenti con un alto valore di TOC? È piuttosto semplice: se lasciamo della materia organica all'aria aperta, questa si decompone abbastanza velocemente perché la decomposizione della materia organica è sostanzialmente una sua ossidazione, reazione che si può ottenere nell'atmosfera, che contiene oltre il 20% di ossigeno. 
Se la materia organica si depone in una situazione come quella del porto di Marina di Grosseto, che è simile a quella di una palude o di una laguna, le acque non sono sufficientemente ossigenate per permettere la decomposizione della materia organica; anzi, il poco ossigeno che vi si trova viene spesso usato per l'inizio della decomposizione, la quale si arresta proprio per la mancanza di questo elemento. Quindi il sedimento si annerisce; il tutto avviene anche grazie all'azione di microorganismi anaerobici, capaci cioè di vivere senza o con poco ossigeno, che si nutrono di questa materia in disfacimento e che respirando emettono metano come noi emettiamo CO2.

Le paludi e le lagune infatti sono delle sorgenti naturali di emissioni di metano e alla base della catena di avvenimenti che porta successivamente alla formazione prima di torbe e poi di carbone, se questi sedimenti vengono sepolti e rimangono privi di contatto con aria ossigenata.

LA SCARSITÀ DI OSSIGENO NELLE LAGUNE E L'EVOLUZIONE DEI VERTEBRATI TERRESTRI: Le condizioni anossiche tipiche delle lagune sono anche state molto importanti per l'evoluzione: infatti i vertebrati terrestri discendono da pesci con pinne carnose simili ai dipnoi e ai celacanti che vivevano nelle lagune tropicali di oltre 400 milioni di anni fa, nel Devoniano. Questi pesci hanno iniziato a respirare aria perché le acque dove abitavano erano poco ossigenate a causa dei tanti residui organici che vi si trovavano.
Qualche anno fa ho beccato una situazione simile in una vasca con dei pesci rossi nella villa del Poggio imperiale a Firenze. Allora ho pubblicato su Scienzeedintorni il filmato che feci, e che mi è stato utile per spiegare come e perché si è svolta la transizione fra pesci e vertebrati terrestri.

CONCLUSIONE: UN FATTO SEMPLICE MA CHE ANDAVA MAGGIORMENTE COMUNICATO 

Insomma, niente di particolare e soprattutto viene scaricata in mare tutta roba genuina di origine naturale. Bastava quindi informarsi per evitare di fare una pessima figura e soprattutto di diffamare una zona che vive di turismo. Insomma, a certi personaggi consiglio quantomeno di stare un po' più attenti.
Questa non è libertà di informazione, ma pura diffamazione! Considero estremamente giusto che, come dice la testata online locale "Il Giunco" questi soggetti siano stati denunciati. Quindi non è che io sono per la censura, ma non si può dire tutto e il contrario di tutto e, soprattutto, denunciare dei misfatti (che se veri sarebbero gravissimi) senza prima capirci qualcosa... 

A questo punto, però, mi tocca tirare le orecchie anche ai responsabili della operazione: mettere qualche cartello per spiegare che cosa sta succedendo, contenente una documentazione fotografica e informativa sulle caratteristiche del sedimento sarebbe stato interessante e utile e forse avrebbe impedito la pubblicazione di un filmato contenente tali imprecisioni.

EDIT DEL 25 APRILE: mi dicono che il filmato incriminato sia stato rimosso, con una serie di scuse. Purtroppo il danno è stato fatto

2 commenti:

punteruolorosso ha detto...

questi disinformatori sputtanano la causa giusta di chi denuncia i disastri ambientali veri. in questo senso, il loro lavoro giova ai petrolieri.

Aldo Piombino ha detto...

beh, si... non giova certo alla causa ambientalista, alla quale non giovano tante altre cose e comportamenti...
sarebbe l'ora di un ambientalismo con basi scientifiche più solide...