giovedì 13 gennaio 2011

Considerazioni sulla lettera di un lettore: piccola era glaciale e le notizie lette su internet

Un lettore qualche settimana fa mi ha scritto una lettera in cui chiedeva alcune spiegazioni. Gli ho risposto brevemente promettendogli una risposta più articolata. Eccola

Caro Aldo, vorrei discutere con lei, in qualità di vulcanologo, di un argomento della quale non so cosa ne pensi ma ho come il sospetto che El Nino abbia una forte correlazione con l'attività geotermica oltre quella del Sole.
Bufale? Non credo.
Le spiego il perchè:

Curiosamente El Nino ha inizio in una zona della quale si incrociano tre placche tettoniche (Pacifica ad ovest; Nazca a sud; Cocos a nord). Si tratta di un'area di intenso vulcanismo sottomarino, in quanto l'incrocio di una o più placche sproffondando l'una sotto si essa causa la formazione di catene montuose e anche episodi di attività vulcanica,come ne un lampante esempio la Cintura di Fuoco del Pacifico.
Come confermato dai dati certi la Piccola Era Glaciale è cominciata nel 1300 e conclusa ufficialmente nel 1850, come c'è scritto su wikipedia

In quell'occasione si registrò una drastica diminuzione dell'attività solare,un rallentamento della Corrente Nord Atlantica,e un aumento dell'attività vulcanica,come ufficialmente riconosciuto.
Se l'attività solare era più debole ciò significava che El Nino avrebbe dovuto indebolirsi se connesso solo ad essa ed invece no,forti episodi di El Nino hanno continuato a verificarsi anche durante i Minimi più forti quali Maunder ecc.
1567-1568: forte episodio del El Nino;
1630-1631: forte episodio del El Nino;
1631, Etiopia, ricostruzione di una serie di terremoti distribuiti su diversi mesi che portano alla distruzione di diverse città e a numerosissime vittime (le cifre esatte oscillano da 5.000 nello Yemen a 50 nella città di Waraba), avviene anche un'eruzione vulcanica visibile anche dalle frontiere dell'Egitto;
1641: forte episodio del El Nino;
1661: si registra un episodio molto forte del El Nino;
694-1695: si registra un episodio di El Nino molto forte;
1715-1716, forte episodio del El Nino;
1782-1784, episodio Molto Forte del El Nino;
1790-1793, episodio Molto Forte del El Nino;
1803-1804, forte episodio del El Nino;
1827-1828, episodio forte del El Nino;
1832-1833, episodio forte del El Nino;
1844-1846, episodio molto forte del El Nino;
Se l'attività solare era debole,ma durante la Piccola ERa Glaciale si è verificato un aumento dell'attività vulcanica,possibile che incrementando quella sottomarina abbia contribuitoa generare quegli intensi episodi di El Nino?

Analizziamo ora quanto ci dice Alex. Innanzitutto smentisco di essere un vulcanologo, anche se in fatto di vulcani ho la presunzione di saperne molto di più dell'italiano medio.
El Nino ha inizio in una zona della quale si incrociano tre placche tettoniche. Questa è un'area di intenso vulcanismo sottomarino, in quanto l'incrocio di una o più placche sprofondando l'una sotto si essa causa la formazione di catene montuose e anche episodi di attività vulcanica, come ne è un lampante esempio la Cintura di Fuoco del Pacifico.

Di giunzioni triple ce ne sono davvero tante, come anche di sistemi arco – fossa e quindi sinceramente non riesco a vedere un nesso, non essendo nessun altra giunzione tripla collegabile all'origine di particolari fenomeni meteorologici... volendo da quelle parti ci sarebbe anche il punto caldo delle Galapagos, ma – al solito – non è l'unico punto caldo sulla superficie terrestre.
Direi quindi che la presenza più importante in quest'area ai fini climatici sia l'Equatore.
Non si può escludere invece che la cordigliera andina abbia una qualche funzione nella situazione meteo: che la distribuzione delle masse continentali e delle catene montuose abbia influenze sul clima è cosa assodata, basta vedere i deserti a nord dell'Himalaya causati proprio dalla presenza della grande catena montuosa. Ma torniamo alla ENSO (El Nino Southern Oscillation): El Nino e la Nina sono fenomeni che non ho mai approfondito (bisogna che lo faccia prima o poi). Da quanto ne so il loro motore fondamentale sta nelle variazioni di temperatura delle acque del Pacifico e non riesco proprio a trovare meccanismi diversi da quello dell'energia del Sole per alimentarle: terremoti o vulcani che scaldano o raffreddano le acque di un oceano intero è una cosa da fantascienza.

Che i cicli solari possano influenzare la ENSO mi appare cosa normale: alla fine il motore di questi fenomeni è il calore e probabilmente in un periodo in cui la radiazione solare è più forte ci potranno essere più episodi del genere rispetto a una fase di stanca della nostra stella come durante la piccola era glaciale, ma non vedo proprio un nesso con la tettonica a zolle se non appunto le complicazioni nella circolazione delle masse d'aria indotte dalla presenza o meno di catene montuose e di masse continentali. Anche durante la piccola era glaciale, epoca in cui il ciclo solare era pur sempre attivo, sia pure in fase più debole, tutti gli episodi di El Nino documentati (dal 1610, quindi prima del momento più acuto della crisi) sono chiaramente correlabili con i massimi solari. A qualche parte avevo i grafici che lo provsavano ma ora non riesco a trovarli... mea culpa...

Come confermato dai dati certi la Piccola Era Glaciale è cominciata nel 1300 e conclusa ufficialmente nel 1850.
In quell'occasione si registrò una drastica diminuzione dell'attività solare,un rallentamento della Corrente Nord Atlantica ,e un aumento dell'attività vulcanica, come ufficialmente riconosciuto.

Mi chiedo “da chi” sia ufficialmente riconosciuto che ci sia stato un aumento dell'attività vulcanica. Non certo dai database sulla attività vulcanica che comunque hanno diverse lacune in quanto, come ho già avuto occasione di dire altre volte, non si sa nemmeno quanti vulcani siano attivi per esempio nella zona andina. Andando poi a fondo si capisce che è la solita wikipediata: si fa semplicemente riferimento ad un articolo pubblicato su Science 30 anni fa. Sono andato in biblioteca a cercarlo e vi viene presentata una modellizzazione numerica fatta con software, hardware e conoscenze dell'epoca. (EDIT: LA PAGINA NEL FRATTEMPO È CAMBIATA E NON PORTA PIÙ QUESTA VERSIONE) Tra le varie simulazioni eseguite il trend della distribuzione delle variazioni di temperatura si spiega meglio tramite la presenza di ceneri vulcaniche in atmosfera che in base ad altri fenomeni, come la minore radiazione solare. Già questa conclusione dimostra che il modello utilizzato non era, diciamo così, perfetto.
Tra l'altro una o più eruzioni contemporanee, per riuscire a influenzare il clima per 500 anni, devono essere tante e si devono ripetere a ritmo incessante, con la formazione di caldere di grandi dimensioni: non ci sono proprio evidenze di questo.
In realtà la piccola era glaciale tra il XIV e il XIX secolo DC ha avuto caratteristiche simili a quella avvenuta tra il IX e il IV secolo AC. Quella invece tra il VI e il IX secolo BC potrebbe essere stata un po' diversa.

E veniamo all'ultima piccola era glaciale, che cominciò nel 1315, con 5 anni particolarmente piovosi.
Su quanto detto dal lettore non capisco il riferimento alla “corrente nordatlantica”: sarà la corrente del Golfo oppure tutto il sistema della circolazione termoalina? Di fatto la piccola era glaciale ha comportato un grave peggioramento climatico nei mari a largo dell'Europa, soprattutto a causa dell'aumento delle tempeste. Ma questo non comporta modificazioni delle correnti, fenomeno comunque da non escludere nel periodo.

Dopodichè la pagina di wikipedia resta sul vago sulle cause, quindi non è così categorica come vorrebbe il lettore (la pagina l'ho salvata prima che venga eventualmente cambiata e la tengo a disposizione di chiunque la volesse).

Quanto alla attività sismica, trovo abbastanza singolare focalizzare l'attenzione su una serie di terremoti particolarmente violenti tra Etiopia e Yemen, zona in cui c'è, per la cronaca, una giunzione tripla proprio dentro il golfo di Aden. Tra l'altro nell'Afar si registrano eruzioni vulcaniche quasi tutti gli anni. Inoltre per osservare una oscillazione nel tasso di attività sismica ci sono ben altre zone da prendere in considerazione, quali la cintura di fuoco e il complesso sistema che va dall'Indonesia alla Nuova Zelanda.

Quanto al rapporto fra clima e tettonica, ci sarebbe quasi da scrivere un post al proprosito, in quanto alcuni esempi dimostrano l'esatto contrario: è il clima ad influenzare spesso la tettonica e non viceversa. Faccio alcuni esempi molto rapidi:
- secondo un recente lavoro pubblicato da Panza, Peresan e Zucco su “Terra Nova”, sarebbe osservabile in diverse parti del mondo un trend di stagionalità sismica, con terremoti meno frequenti durante l'inverno che in estate dove fra le due stagioni c'è una grande differenza nella estensione di nevi e ghiacci
- molti geofisici sostengono che la scarsa sismicità dell'Antartide sia dovuta proprio alla copertura glaciale, mentre proprio la deglaciazione sarebbe alla base di forti fenomeni sismici in Scandinavia (ne ho parlato 3 anni fa in questo post) ed è stata recentemente proposta come causa per i terremoti, anche molto forti, dell'area di New Madrid, in pieno entroterra americano (teoricamente molto stabile da un punto di vista tettonico), posta fra Illinois, Indiana, Ohio e Kentucky
- nell'area Himalayana sono stati proposti meccanismi che prevedono un controllo diretto del clima sulla tettonica, ma si tratta di questioni molto particolari con complessi legami fra precipitazioni, erosione e movimenti di blocchi crustali
- una relazione con il clima è stata anche ipotizzata per il terremoto di Haiti di un anno fa: c'è chi sostiene che il campo di sforzo lungo la faglia responsabile del sisma sia stato squilibrata a causa di una serie di uragani molto violenti avvenuti nelle ultime stagioni, che avrebbero redistribuito una ingente quantità

Purtroppo questo post è un po' figlio del famoso “vizio” dell'”ipse dixit”. Solo che nel medioevo e nel primo rinascimento ci si riferiva ad Aristotele. Poi in tempi recenti siamo passati attraverso “l'hanno detto in TV”, fino all'odierno “l'hanno detto su internet” (e specialmente su wikipedia, che può servire ad orientare ma spesso è molto imprecisa: le cose lette lì hanno sempre bisogno di una conferma).
Vorrei una maggiore attenzione nei confronti della realtà e meno voli pindarici, un rischio che corre specialmente chi come Alex è più curioso e/o entusiasta (e per questo è involontariamente quanto facilmente preda di conclusioni rapide, drastiche e sommarie, purtroppo spesso errate): sappiate pesare quello che leggete o sentite. Alex nella sua voglia di sapere (cosa bellissima, lo invito a proseguire!) non si accorge - probabilmente perchè non ha ancora le conoscenze necessarie - della evidente debolezza delle conclusioni indicate nell'articolo citato da wikipedia e trasforma in certezze delle ipotesi che la stessa wiki presenta proprio come ipotesi, usando il condizionale, sullo stesso. 
Con la chiosa finale che tutti possono sbagliare, anche Piero Angela, anche io (e quando me ne accorgo rettifico subito: mi chiedo quante volte non me ne sono accorto....).

E ricordatevi che su Internet o in TV non ci si FORMA, ma ci si INFORMA: ci si forma soltanto sui libri, come continuo imperterrito a fare io: senza i libri che ho letto negli ultimi 5 anni – per esempio – non sarei stato in grado di scrivere questo post perchè non avrei “capito” le INFORMAZIONI che ho trovato su internet. Comunque le migliori informazioni le puoi trovare non su giornali generalisti, ma su newsletter scientifiche oppure leggendo alcuni blog come per esempio per le cose di cui mi occupo io, oltre (evidentemente!) a Scienzeedintorni, ci possono essere leucophaea, olelog, eruptions, clastic detritus ed altri linkati in quei blog.

Alex, continua a studiare che fai benissimo! Accetta comunque questo consiglio: la lettura di qualche libro divulgativo scientifico è molto più utile che studiare su internet. l'importante è saper scegliere i libri. Ti consiglio per esempio quelli di "la bibilioteca di Le Scienze". Grazie a quei libri potrai "apprezzare" e "capire" meglio quello che noi blogger scriviamo. 








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7 commenti:

Alex ha detto...

Anche se ha fatto delle interessanti considerazioni non sono pienamente concorde in quanto anche se fosse un area equatoriale,il fenomeno di El Nino,dato la diminuzione del irradiamento solare,avrebbe essere debole o modesto non intenso come invece è stato.
Minore riscaldamento solare,minor riscaldamento degli oceani.
Invece qui c'è un incognita che anziche essere debole è diventato più forte,o almeno è stato assai intenso.
Seppure abbiamo pareri molto differenti,trovo interessanti i suoi scritti.
Torneremo in argomento presto,anche con altre documentazioni scientifiche a sostegno di detta tesi.
Comunque non leggo solo dicerie su internet,quando leggo un argomento scientifico sulla rete se è supportatto da serie basi scientifiche,allora lo prendo in considerazione,quando ci son più "ma" che pro,allora lo scarto.
In proposito dell'influenza del vulcanismo sottomarino su El Nino ho trovato diverse documentazioni scientifiche,e anche qualche libro,ad esempio Robert W. Felix.
Credo che se lo leggerà potrebbe esserle molto utile.
Cordiali Saluti
Alex

Anonimo ha detto...

Robert W. Felix é un architetto - non ricercatore- e noto autore di scienza spazzatura se non un bugiardo patologico - Alex, forse dovresti seguire il consiglio dell´autore di questo blog é cercare un libro di base serio in libreria oppure cambiare modo di cercare un "argomento scientifico sulla rete"...

Senza rancori, Marco S.

Aldo Piombino ha detto...

beh, visto che si parla di Robert W.Felix non posso che citare stralci di una recensione del suo ultimo libro: la prossima era glaciale.

"65 milioni di anni fa, i dinosauri vennero spazzati via da qualcosa di terrificante e terribilmente veloce.
Cosa accadde?
La teoria più diffusa, di grande suggestione, è quella di un asteroide o un meteorite entrati in collisione con la superficie terrestre. Ma secondo le sconvolgenti rivelazioni di questo libro non c’è nulla di più sbagliato.

Anni di studi e ricerche hanno portato Robert Felix a dichiarare che il 75% di tutte le specie allora viventi fu distrutto da una glaciazione, l’ennesima della storia del nostro pianeta.
Più o meno ogni 11.500 anni la Terra viene sorpresa da un’era glaciale, che arriva improvvisamente e altrettanto improvvisamente se ne va, lasciando dietro di sé una scia di morte e distruzione e cedendo il passo a un’era interglaciale, un’era di transizione.
Quella in cui ci troviamo attualmente e che sarebbe agli sgoccioli."

Vi sarebbe una "convincente e ben documentata teoria sulle cause delle estinzioni di massa e dei più preoccupanti fenomeni fisici che coinvolgono il nostro pianeta, alla scoperta del sottile filo che lega inversione di campo magnetico, innalzamento delle temperature degli oceani, terremoti e attività vulcaniche".

Alex, dammi retta: questo è anche peggio di Giacobbo. Sulla biologia leggi libri di biologi, sulle scienze della terra di geologi e via discorrendo.. questo è solo un furbone, oltretutto mal documentato perchè la causa più probabile della estinzione dei dinosauri sono i trappi del Deccan!

Aldo Piombino ha detto...

quanto alla questione della ENSO, la diminuzione delle temperature che c'è stata non è stata sufficiente ad interrompere un fenomeno che - si badi bene - più che dalla temperatura è mosso dalle differenze di temperatura.

se poi sono farina del sacco del simpatico Robert W. Felix, direi che certe elucubrazioni sulla impossibilità per la ENSO di verificarsi durante la piccola era glaciale sono solo spazzatura. Da smaltire di corsa dal cervello

Alex ha detto...

punti di vista a questo punto,non è questione di credere o non credere ad una cosa,ognuno cerca e trova le risposte che trova più convincenti.
Anonimo:il fatto che sia un architetto non cambia nulla.
Una persona può fare ricerche in lungo e in largo e informarsi sempre più.
Ho letto il libro di Felix,la documentazione scientifica è puramente su ricerche serie,articoli accademici ecc.
Non si può affermare questo è un architetto e non essendo uno scienziato fa bollato.
Adesso voglio la vostra sincerità:Aldo hai letto il suo libro?
Anonimo:Hai letto il suo libro?
Se fosse solo spazzatura come haarp,scie comiche o robaccia simile sarebbe finito nel cestino come altri libri che ho letto.
Ma essendo uno che non si lascia convincere facilmente su molte cose,quello francamente è l'unico libro che mi ha convinto di più.
Ci saranno un centinaio di articoli accademici e di altri scienziati come bibliografia.
Comunque sia vabbe.
Sai Aldo,ho guardato anch'io articoli di Le scienze e altro ancora,ricerche fatte sull'estinzione dei dinosauri,curiosamente ci sono stati tutti i fattori che ha descritto Felix.
Non per dare retta a lui,ma prima di aver letto il libro.
Anche i Trappi del Deccan secondo me fanno parte dell'estinzione dei dinosauri.
Aldo:prova a leggerlo e ne parliamo.
Comunque sia pensabp già da tempo ad una connessione tra Enso e vulcanismo sottomarino.
Poi vabbe,non ho voglia di mettermi a litigare per una divergenza di punti di vista.

Cesare Papazzoni ha detto...

Caro Alex, non ho letto i libri di Robert Felix, ma mi pare di capire che si tratti di uno di quei personaggi che, grazie alla loro formazione di tipo "scientifico" o presunto tale, e grazie alle loro affascinanti teorie "alternative", riescono immediatamente simpatici alle persone come te curiose e sinceramente desiderose di capire di più di argomenti scientifici.
Lo stimolo alla curiosità è certamente positivo, ma c'è il pericolo di fermarsi al sensazionalismo e di non ascoltare chi invece nel campo scientifico ci lavora davvero e può un po' meglio vedere i punti deboli delle ipotesi alternative.
Per esempio, la glaciazione che avrebbe ucciso i dinosauri non ha lasciato nessuna traccia, almeno finora. Non dico che si debba escludere questa possibilità (ne sono state dette tante!), ma francamente oggi come oggi si accetta pacificamente che glaciazioni nel Cretaceo non ce ne siano state proprio, anzi che il clima sia stato decisamente più caldo ed uniforme dell'attuale per molti milioni di anni anche dopo l'estinzione dei dinosauri, e che le calotte glaciali si siano formate molto recentemente (quella artica meno di 10 milioni di anni fa). Se si scoprissero tracce di glaciazioni alla fine del Cretaceo, gli studiosi farebbero a gara per pubblicare su Science o su Nature, non certo per scrivere libri pseudodivulgativi. Ciao.

Aldo Piombino ha detto...

Grazie Cesare per il commento molto intelligente.
Venendo ad Alex, scrivo come se proseguissi l'intervento di Cesare
"la documentazione scientifica è puramente su ricerche serie,articoli accademici ecc."
conosco il sistema, lo usano anche gli antievoluzionisti che prendono degli spezzoni di articoli "decontestualizzati", come quella volta che Gould disse "bisogna andare oltre Darwin" che fu passato per "Gould dice che Darwin aveva torto"
ho letto qualche spezzone del libro in libreria e l'ho trovato francamente rivoltante, quasi offensivo nei confronti della Scienza e degli scienziati. Vale soprattutto la considerazione fiunale di Cesare: Se si scoprissero tracce di glaciazioni alla fine del Cretaceo, gli studiosi farebbero a gara per pubblicare su Science o su Nature