Capisco i siciliani: la distanza è troppo breve per non pensare ad un ponte, ma ora come ora non ci sono le possibilità tecniche per costruire sullo stretto di Messina un ponte sospeso di 3.300 metri.
Per l'aspetto paesaggistico è una questione di gusti: c'è chi parla di scempio ambientale, ma cosa sarebbe la Baia di San Francisco senza il Golden Gate o Firenze senza il Piazzale Michelangelo? (eppure, specialmente nel caso fiorentino se lo volessimo realizzare adesso sarebbe sicuramente considerato e avversato come uno “scempio per la collina”).
La realizzazione di questa opera deve affrontare problemi finanziari, tecnici e geologici. Mi pronuncio pochissimo su quelli finanziari, dico solo che il piano mi sembra un po' fumoso e se poi è realizzato come quello tecnico e quello geologico stiamo freschi. Eppure si dovrebbe stare attenti: vista la crisi della società che ha costruito e gestito l'eurotunnel (che ha avuto nella lunghezza l'unica difficoltà tecnica importante) e che collega al continente la Gran Bretagna, realtà indiscutibilmente molto più importante della Sicilia, qualche dubbio sul rapporto costi / ricavi è d'obbligo.
Sui problemi tecnici ingegneristici non sono molto ferrato, e mi limito ad alcuen annotazioni. Attualmente il ponte sospeso più lungo è l'Akashi-Kaikyo a Kobe-Naruto, che però è lungo “solo” 1.991 metri, era stato originariamente previsto ferroviario, poi misto sia stradale che ferroviario, infine realizzato solo stradale. Perchè?
Il ponte più lungo d’Europa, il Great Belt, collega due isole dell’arcipelago danese e fa parte di un sistema stradale e ferroviario che unisce la penisola dello Jutland con la capitale della Danimarca attraverso un viadotto in cui camminano parallelamente la strada e la ferrovia. Ma (sorpresa!!) arrivati nella prima isola, nel punto dove si deve attraversare lo Stretto di Store Bealt, le automobili continuano a passare sul ponte mentre il treno passa sottoterra attraverso un tunnel. Perchè?
A Lisbona il ponte “25 Aprile” (1.013 metri) è stato realizzato nel 1966, ma per la ferrovia c'era una corsia rimasta inutilizzata fino al 1999. Il più lungo ponte sospeso ferroviario è lungo “appena” 1300 m (ponte Tsing Ma, tra Hong Kong e il nuovo aeroporto), circa 2/3 della lunghezza dell'Akashi Kaikyo e poco più di un terzo dei fatidici 3.300 metri.
Perchè tutto ciò? Perchè ponti sospesi e ferrovie sono realtà difficilmente accoppiabili. Innanzitutto è difficile conciliare l’estrema deformabilità trasversale del ponte con la ovvia rigidità delle rotaie, non solo sulla campata, ma anche e soprattutto all’innesto fra la parte fissa e la parte mobile.
Arrivare istantaneamente a una lunghezza di 3.300 metri pare un azzardo....
Sono state fatte anche critiche piuttosto importanti sulla “snellezza” del progetto. Questo forse è il "colpo di spugna" finale: la snellezza di un ponte è definita come l’inverso del rapporto fra l’altezza della travata e l’intera luce del ponte. Se i ponti attuali hanno una snellezza che oscilla tra 1/150 e 1/350, il ponte di Messina avrebbe un rapporto di 1/1320, valore che appare decisamente irreale nonostante la ricercatezza delle soluzioni aerodinamiche proposte.
E' quindi evidente che il ponte non sarà in grado di ospitare una ferrovia. E questo vorrebbe dire consegnare definitivamente la Sicilia alle automobili e ai camion.
Veniamo poi alla geologia, che dà tutt'altro che una mano al partito pro-ponte,la cui costruzione è complicata da 4 ordini di problemi:
1. movimenti relativi continui e costanti fra le due coste che stanno tuttora allontanandosi. Il versante calabrese si sta sollevando a un tasso piuttosto veloce, e superiore a quello del versante siciliano.
2. movimenti improvvisi durante eventi sismici principali (tipo 1908), presumibilmente di ordine anche molto superiore al metro. Il già citato Akashi-Kaikjo ha subìto il forte terremoto di Kobe del 1996, in cui i due piloni si sono allontanati di un metro circa, meno di quanto potrebbero spostarsi i piloni messinesi.
3. deformazioni gravitative profonde che interessano il versante calabrese: praticamente tutto il versante calabrese dello stretto è in frana, la cui superficie di base è molto profonda. Ci sono seri dubbi che una massa così gigantesca come il pilone del ponte riesca a restare stabile in tale quadro geologico.
4. la presenza di almeno una faglia sismogenetica importante in mezzo allo stretto (quella responsabile dell'evento del 1908) che non è stata ancora individuata e che, comunque, sarebbe difficile studiare perchè non arriva in superficie. La zona è sede di fortissima sismicità, ma non ci sono dati certi sulla ripetibilità di questi terremoti. Sicuramente un evento simile a quello del 1908, con relativo maremoto, avvenne nel 1169. Poi i dati appaiono molto confusi. Il catalogo dei terremoti italiani dell'INGV ne riporta parecchi, e quelli più importanti avvennero nel 1613, 1638 e 1783. Nel progetto del ponte si parla di diverse centinaia di anni per riavere un terremoto come quello del 1908, probabilmente prendendo come evento precedente quello del 1169. Ma questa ipotesi pare un po' azzardosa sia perchè calibrare il tempo di ritorno di un terremoto usando solo due eventi è molto azzardato, sia perchè non prende in considerazione, per esempio, l'evento del 1783. Evidentemente per la società "Stretto di Messina" questo sarebbe legato ad un'altra faglia. Ma quale? Ce ne sono altre potenzialmente capaci di provocare un terremoto distruttivo?
Vediamo poi, attraversato il ponte, cosa troverebbe un viaggiatore. In Sicilia ci sono diverse autostrade, anche se non eccelse.
Le ferrovie siciliane invece sono in uno stato semplicemente comatoso. La Messina – Palermo è in via di raddoppio da decenni, la Messina – Catania è ancora per di più a binario singolo, con velocità ammesse abbastanza basse. Decisamente impresentabile la Palermo – Catania via Caltanissetta. Figuratevi il resto. In questo quadro la costruzione del ponte sarebbe un lusso che le ferrovie siciliane non si possono permettere.
Quali sono le alternative al ponte per le merci? Innanzitutto le autostrade del mare, che avrebbero il pregio di evitare alle merci siciliane un viaggio su gomma lungo tutta la penisola per arrivare ai mercati e alle industrie del centro – nord Italia e dell'Europa. Per quanto riguarda il traffico passeggeri, oltre alle navi (attualmente poco utilizzate) c'è anche l'aereo. Gli aeroporti di Catania e Palermo hanno un movimento passeggeri di tutto rispetto e non penso che la costruzione del ponte faccia diminuire la quota di mercato dei vettori aerei in favore di ferro o gomma. E' auspicabile, invece del ponte, un bel miglioramento di tutte le ferrovie siciliane (raddoppi e velocizzazioni soprattutto): la Sicilia è molto, molto grande (Messina dista circa 200 km da Siracusa e 220 da Palermo!) e una ferrovia decente aiuterebbe molto i collegamenti interni, che dalla costruzione del ponte non guadagnerebbero proprio niente.
Quindi la realizzazione di questa opera è impossibile tecnicamente, molto discutibile dal lato economico – finanziario e sotto certi aspetti sovradimensionata rispetto a quello che il viaggiatore troverebbe dopo averlo percorso.
Comunque da un punto di vista tecnico la fattibilità potrebbe arrivare nel futuro. staremo a vedere (se il futuro non sarà lontanissimo, almeno per quel che mi riguarda)
nota: ho scritto un seguito, nel dicembre 2008:
giovedì 17 gennaio 2008
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11 commenti:
Argomentazioni serie sui problemi veri: condivido anche il discorso "paesaggistico", poiché non è detto che un ponte bello e ben fatto necessariamente deturpi il paesaggio.
Ma se si devono fare le "grandi opere", pensiamo davvero a fare delle belle ferrovie serie nell'Isola...
Ho letto con attenzione e condivido pienamente. Solo una cosa sull'aspetto paesaggistico..Per quanto sia condivisibile il fatto che anche i ponti abbiano una loro bellezza estetica, che, come nei casi che citi tu, addirittura valorizza il paesaggio, non credo si possa paragonare il paesaggio delle stretto di Messina, se vogliamo "unico" al mondo, con una collina o una baia, come ce ne son tante..Dunque un così prezioso "tesoro paesaggistico", quale è lo stretto, sarebbe solo deturpato da un tale mastodontico ponte..
Ciao,
Frida
P.S. Io sono siciliana e, come vedi, non sento affatto il "bisogno" di un ponte. E non credo di essere una tra pochi a pensarla così..
Cara Frida, grazie per la lettura attenta dell'articolo. Mi fa piacere che condividi le mie perplessità. Annoto che quando ho scritto "capisco i siciliani" sapevo benissimo che ce ne sono anche molti contrari.
Sul discorso paesaggistico ho detto che è questione di gusti, facendo un paio di esempi piuttosto famosi di interventi sull'ambiente. Però non ho messo le mie considerazioni personali e non ho preso posizione: il taglio dell'articolo è di tipo "informativo sui fatti" e quindi non ritengo utile associarvi considerazioni personali
ah, dimenticavo... fra un pò di tempo arriverà qualcos'altro su Messina e dintorni
..Bene!..Allora continuo a "tenerti d'occhio"! :-)
Ciao,
Frida
ho trovato molto molto molto interessante questo articolo, soprattutto nella considerazione che benchè sostenitore del Pdl e quindi di Berlusconi, non mi riesce di inquadrare la fattibilità del Ponte di Messina. Non mi riesce neppure di immaginare una campata di 3 mila trecento metri! Mi sembra persino una cosa assurda.
Grazie di queste preziose informazioni che, col suo consenso, conto di utilizzare nel mio blog ( www.maralai.ilcannocchiale.it ). sono arrivato a questo blog per la citazione del suo link nel sito di paolo guzzanti.
saluti
M
ovviamente quanto scrivo è liberamente disponibile purchè, ovviamente, se ne citi la fonte (e non se ne travisi il significato). In questa seconda osservazioneogni riferimento a cose etc etc è da ritenersi puramente infondato: non ho il minimo dubbio in proposito.
Immagino che abbia letto anche la "seconda puntata", piuttosto clamorosa a mio avviso.
Mi piacerebbe comunque che mi scrivesse al mio indrizzo (che troverè nelle info del blog) e in particolare mi indicasse il link nel sito di Paolo Guzzanti: sono molto contento di essere stato linkato da un giornalista come lui ma nel suo sito non mi sono trovato.
saluti
Così scrissi sul mio blog sabato 3 maggio 2008
"A proposito del Ponte di Messina.
La follia della più lunga campata del mondo non basta (oltretutto in zona soggetta a rilevanti dislocamenti tettonici e a forte ventosità); su una tale campata vorrebbero farci passare anche i treni!
Evidentemente qualcuno finge d'ignorare che un ponte sospeso non si presta al traffico ferroviario e ne spiego il motivo sulla base d'una semplice esperienza personale.
Alcuni anni fa, a Colonia, ebbi occasione di percorrere a piedi un modesto ponte sospeso stradale che scavalca il Reno congiungendo la città al sobborgo di Poll e osservai come bastasse il transito di veicoli anche leggeri a rendere fisicamente percepibile la cosiddetta "freccia".
Orbene: le vie ferrate funzionano solo se poggiano su strutture sufficientemente "rigide": in altri termini non tollerano "frecce" troppo accentuate in quanto comportano rischio di deragliamento (s'immagini un deragliamento sul Ponte!) e, non per nulla, i grandi ponti sospesi accolgono solo traffico su gomma.
Figuriamoci se i treni - magari due convogli che s'incrociano - potrebbero transitare su una campata d'oltre 3 km senza rischi ben oltre la soglia del ragionevole!
A questo punto - ammesso per assurdo che il Ponte si costruisse come da progetto - delle due l'una: o le vie ferrate rimarrebbero inutilizzate o i treni potrebbero transitare a passo d'uomo. Morale: si sarebbe spesa una marea di quattrini e le ferrovie non trarrebbero dal Ponte alcun beneficio.
Quanto al traffico stradale non mi pronuncio ma mi sia consentito ritenere che il grosso problema non è traversare lo Stretto ma arrivarci, viste le condizioni della SA-RC.
Ritengo peraltro che l'ipotesi più attendibile sia l'ipotesi C: il Ponte è una chimera (volutamente evito termini più appropriati) e chiunque abbia un minimo di buon senso capisce che non sarà mai costruito perché - anche se l'Italia diventasse d'incanto il Giappone, la Germania o gli USA - un' infrastruttura simile a quella proposta è e rimarrebbe un'insensatezza.
Il guaio è che su questa chimera ha lucrato, lucra e lucrerà un sacco di gente, ma questa è un'altra storia."
Mi compiaccio con Lei in quanto, con ben maggiore completezza e ben più documentate affermazioni, ha confermato i miei dubbi.
Mezzotoscano
ringrazio mezzotoscano per quello che ha scritto.
Vorrei aggiungere una cosa: se fra i favorevoli al ponte annoveriamo giornalisti, sociologi etc etc, ancora non ho sentito un tecnico dire che è fattibile, specialmente dopo il libro di Calzona.
Forse ci sarà una spiegazione di ciò????
Complimenti per il post !!!
Cmq in realta il sisma "gemello" del 1908 non è ne quello del 1169, che interessò principalmente la Sicilia sud-orientale, ne quello del 1783(Aspromonte), ma l'ultimo evento catastrofico sembra risalire al 374 d.c.
Visto il difficile quadro geologico dello stretto ancora vi è molta confusione sui tempi medi di ritorno, che cmq per gli eventi cataclitici come il 1908 sono dell'ordine del millennio (almeno dalla paleosismologia)
Questo non vuol dire che da qui a 1000 mille sullo stretto non ci saranno terremoti, anzi ne avremo eppoure di intensi (molto meno probabili quelli catastrofici) di magnitudo 4.0 - 4.5 - magari 5.0 entro il prossimo secolo, per questo siamo una delle aree a più alto rischio sismico del mare Nostrum (anche se l'Egeo ha un potenziale sismogenetico molto più forte dello stretto di Messina)
probabilmente sul 1169 hai ragione (a proposito, sto esaminando materiali su quello del 1693).
Però ricorda che oltre al sisma "gemello" di quello del 1908 in zona di terremoti ne sono stati risentiti molti altri e che l'arco calabro-peloritano, una zona molto complessa, a differenza dell'Appennino (dal Pollino in su) presenta fenomeni sismici importanti anche fuori dell'asse sismogenetico principale.
Pensare poi ad eventi di magnitudo 4 o 4.5 beh, ce ne sono stati almeno una dozzina negli ultimi 20 annii e non sono certo quelli un problema (anche se è stato chiaramente visto con le misure GPS che qualche dislocamento, sia pure centimetrico, lo hanno provocato). Il problema sarà quando ne verrà uno di 6.5 - 7. Di eventi del genere negli ultimi 500 anni ce ne sono diversi, come di faglie "candidate" a scatenarli, compresa la linea di Taormina.
E mi chiedo vista la sua cronica instabilità come reagirebbe in questi casi il versante calabrese nella zona del pilone-
Comunque alla fine del 2008 ho scritto un post sul terremoto del 1908
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