sabato 1 agosto 2026

considerazioni a proposito del terremoto dei Campi Flegrei del 31 luglio 2026



Il terremoto dei Campi Flegrei del tardo pomeriggio del 31 luglio 2026 difficilmente verrà scordato dagli abitanti della zona, e non soltanto da chi è stato ferito e da chi ha riportato danni alla casa. È vero: i danni, i feriti (e in diversi casi purtroppo anche le vittime) non le fa il terremoto, ma la cattiva edilizia.
Però come ho fatto notare in questo post, la profondità ipocentrale è il parametro che influenza maggiormente lo scuotimento nella zona epicentrale e come sempre succede ai Campi Flegrei a causa della bassa profondità  terremoti che da altre parti non sono sentiti o quasi qui vengono percepiti eccome. E che stavolta il risentimento sia stato importante lo dimostrano anche le frane cosismiche e lo certificano i dati, le carte prodotte da INGV, nelle quale si evidenzia nella zona epicentrale un massimo del VII grado Mercalli con una accelerazione cosismica superiore al 20% della forza di gravità. Non ditemi che è poco, ma con un evento sismico di M 4.7 a circa 3 km di profondità cosa ci si può aspettare di diverso?
La domanda, prima dei soliti commenti imbecilli su Napoli e dintorni, è cosa sarebbe successo in altre zone d’Italia con questi parametri… Anzi, direi che il patrimonio edilizio si è comportato meglio di quanto si potesse pensare.
Inoltre, contrariamente a quanto avviene di solito e cioè che i terremoti flegrei vengono risentiti fortemente in zona mentre a pochi km di distanza non se ne accorge nessuno, il terremoto del 31 luglio è stato risentito in una vasta fascia di territorio circostante. Anche questo è un aspetto che ne dimostra l’intensità.


I TERREMOTI DELLA SOLFATARA
. Anche se pure la zona di Arco Felice è ripetutamente investita dalla sismicità, le aree più importanti in cui avvengono i terremoti sono l’area fra il centro di Pozzuoli e la Solfatara e una fascia di deformazione nel golfo. A parità di Magnitudo il risentimento dei terremoti nel golfo è minore sia per la maggiore distanza dalle abitazioni, sia perché è facile che nel golfo la profondità ipocentrale sia maggiore.
In particolare entro i 500 metri di distanza dall’epicentro del M 4.7 del 31 luglio 2026 abbiamo dal 2023 altri 5 eventi “sopra le righe”: M 3.6 del 18 agosto 2023, M 3.2 del 22 settembre 2023, M 4.4 del 20 maggio 2024, M 3.9 del 15 marzo 2025 e M 3.5 del 28 febbraio 2026 (dati di GOSSIP/Osservatorio Vesuviano). Li vediamo in questa carta

COSA SUCCEDE
. Ammetto che questo terremoto mi lascia un po' perplesso. Questo non perché secondo alcune persone che posso definire come “molto autorevoli” i fenomeni sarebbero stati in attenuazione (io avrei aspettato un altro po' per dirlo) ma perché fino ad oggi i massimi della sismicità sono avvenuti quando il tasso di sollevamento era più alto e, anzi, nel modello di Danesi et al (2024), che mi piace moltissimo e che ho commentato qui fasi a basso tasso di sollevamento seguono i terremoti principali che invece avvengono quando il sollevamento è alto.
Negli ultimi mesi invece abbiamo visto un tasso di sollevamento minore, come si evidenzia dai bollettini settimanali emessi dall’Osservatorio Vesuviano. Il grafico è dell’ultimo bollettino, quello del 28 luglio 2026 (in ogni bollettino i dati dell’ultima settimana in esame, quelli in celeste, hanno una forte incertezza perché mancano ancora le correzioni dovute alle variazioni dell’orbita dei satelliti. Sono in attesa di sentire cosa dicono persone ben più esperte del sottoscritto al proposto. Nell'immagine oltre al sollevamento recente al Rione Terra (stazione RITE) si vede la distribuzione del sollevamento nell'area dei Campi Flegrei con i dati dei Persistent Scatterers ricavati dalle immagini dei satelliti radar InSAR della costellazione Sentinel-1 dell'Agenzia Spaziale Europea 

I TERREMOTI DELLE ULTIME ORE. Vediamo adesso la sismicità a partire dalla scossa M 4.7: si vede che oltre all’area della Solfatara si è attivato pochi minuti dopo anche un focolaio poco a largo della costa nella zona di Arco Felice. Questa carta è aggiornata alle 11.30 del 1 agosto. Ovviamente già fra qualche ora potrebbe essere incompleta (mi auguro di no)
Vediamo che la sismicità con Magnitudo da 1 in su interessa un’area piuttosto vasta. Consideriamo che con quelle profondità ipocentrali gà un M2 può essere risentito dalla popolazione e quindi temo che stanotte ben pochi siano riusciti non dico a dormire, ma almeno a riposarsi un pò.

COSA FARE. Il “cosa fare” è condizionato a quello che potrà succedere in futuro. Diciamo che non è possibile sapere cosa succederà. Dipenderà soprattutto dal fatto se i fenomeni si arresteranno. Se non si arresteranno entro qualche decennio lo scenario della ripetizione di terremoti come questo del 31 luglio e una eruzione tipo quella del Monte Nuovo del 1538 è possibile, ma è anche possibile (e auspicabile!) che l'eventuale magma in risalita si possa fermare come nel 1984 prima di raggiungere la superficie. Insomma: ora come ora non è assolutamente certo che si giunga ad una eruzione. Con l’osservazione che in caso di eruzione non solo la zona dove si formerebbe il cratere avrebbe dei problemi: c’è da considerare il peso delle ceneri sui tetti e sulle terrazze delle zone vicine e la possiiblità di incend dovuti alla penetrazione di materiali caldi nelle case.
Ma - ripeto - non c'è nessuna certezza che la fase attuale sfocerà in una eruzione, anche se è uno scenario possibile.


Qui abbiamo il grande equivoco dei Campi Flegrei: dai tempi degli etruschi in poi l’area è stata urbanizzata perché nessuno si rendeva conto di essere su un vulcano, questo perché manca la caratteristica principale che – popolarmente – evidenzia la sua presenza: una montagna. Inoltre fino a pochi decenni fa fuori dagli esperti (e dagli abitanto del luogo) erano in pochi a sapere che il Campi Flegrei sono un vulcano. Addirittura quando ero alle elementari (fine anni ‘60) i vulcani italiani attvi erano considerati 4 (Vesuvo, Etna, Stromboli e Vulcano). E fra i vulcani attivi non venivano indicati non solo i Campi Flegrei, ma neanche Ischia, il Banco Graham o Pantelleria che hanno mostrato attività vulcanica nell’ultimo millennio!
Ora, detto che normalmente la caldera è in subsidenza (come dimostrano Baia e il porto di Pozzuoli) e quindi senza l’inizio, negli anni ‘50 del XX secolo, di questo ciclo di fasi di unrest la zona del porto di Pozzuoli ora sarebbe sotto il livello del mare (le foto dei primi del ‘900 lo dimostrano), sono decenni che si sarebbe dovuto fare qualcosa. Intervenire su tutto il patrimonio edilizio oggi e urgentemente sarebbe impossibile dati i costi e la logistica dell’operazione. Ma che ci volesse un cancello perché i buoi potrebbero scappare è noto almeno dall’inizio degli anni ‘80 del XX secolo.
Che cosa si dovrebbe fare? Innanzitutto vietare l’insediamento di nuovi residenti (a parte le nascite). Detto questo, una delocalizzazione di funzioni primarie e degli abitanti, a partire da persone che volontariamente accettino la soluzione in aree specificamente considerate come quelle messe peggio, potrebbe essere messa in agenda. Basta che non facciano una cosa come il trasferimento degli abitanti del Rione Terra nel nuovo quartiere vicino a Monteruscello e con una raccomandazione: gli edifici abbandonati devono essere immediatamente demoliti per evitare nuovi insediamenti abusivi.

Noto inoltre che sul sito del Dipartmento nazionale della Protezione Civile viene comunicato che il 15 settembre 2025 sono iniziate le indagini geologiche e geofisiche finalizzate alla realizzazione dello studio di microzonazione sismica nella zona maggiormente interessata dal fenomeno bradisismico (zona di intervento), come previsto dal Piano straordinario di analisi della vulnerabilità. Dato che la microzonazone sismica a livello 3 è presente in numerosi comuni italiani, anche MOLTO meno esposti a fenomeni sismici rispetto ai Campi Flegrei, c’è da chiedersi perché non sia stato fatto prima del 2025 (non penso che questi studi esistessero di già e vengano adesso rifatti, nel caso esistessero prego di smentire la mia ricostruzione). Ricordo che la Microzonazione sismica serve ad identificare le aree, anche ristrette, nelle quali le onde sismiche vengono amplificate, cioè le aree che in caso di terremoto hanno maggiore probabilità di subire danni. La microzonazione ssmica nell'area flegrea dovrebbe servire a capire quali sono le aree più delicate e assieme alle specifiche condizioni degli edifici servirebbe a stabilire una priorità negli interventi, da diversi punti di vista: priorità nella delocalizzazione,  fattibilità dell'adeguamento antisismico dell'esistente, e anche per la realizzazione di nuovi edifici (cosa che peraltro dal mio punto di vsta dovrebbe essere categoricamente vietata!) 

LE BUFALE. Da ultimo, le bufale sui terremoti e sui Campi Flegrei. Ho letto alcune perle di rara imbecillità. Ovviamente ci sono quelli che il terremoto è stato più forte ma non cielo dikono. Addrittura qualcuno sostiene che INGV non può dire che la Magnitudo sia maggiore di 5 perché dovrebbero evacuare tutti e alle Autorità non conviene oppure che superata la magnitudo 5.0 tutto cambia! Quindi loro non possono sbilanciarsi.
Faccio quindi notare alcune cose:
  1. Sulla questione Magnitudo è successo talvolta che IN AUTOMATICO la magnitudo iniziale sia stata sottostimata se la scossa avviene subito dopo un evento minore. Qui non è il caso perché non ci sono eventi immediatamente precedenti alla scossa principale.
  2. Inoltre i dati sono pubblici e sono visti da tanti esperti in tutto il mondo e solo per quello non può essere nascosto niente. Questi personaggi che commentano senza sapere nulla si dimenticano anche che è stata pubblicata la mappa dello scuotimento, che è ben più importante della Magnitudo dove appunto, come ho detto, emerge una accelerazione di picco molto alta. Che giustifica ampiamente i danni e le frane.
  3. Quanto al perché non potrebbero fornire una Magnitudo superiore a 5, ho chesto a questi fenomeni di dire dove è scritto. L’unica risposta che ho ricevuto è la irricevibile mi creda, è così. (figuratevi se gli credo...)

Ci sono poi le persone che dopo anni che gli viene detto, non hanno ancora capito la differenza fra Magnitudo e scuotimento e di come oltre alla Magnitudo ci siano altri fattori come distanza, eventuali amplificazioni locali delle onde sismiche ed altro che influenzano la percezione di un terremoto
Insomma, c’è molto da fare sia dal punto di vsta tecnico, sia da parte dell’informaizone alla popolazione (quest’ultima tenendo conto che purtroppo una piccola percentuale di complottisti del non cielo dikono esisterà sempre...)



 













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