martedì 29 agosto 2017

Considerazioni sulla querelle dell'individuazione dell'epicentro del terremoto di Ischia


La revisione dell’epicentro del terremoto di Ischia del 21 agosto ha suscitato un vespaio e questo purtroppo non solo a causa di giornalisti e pubblico che non hanno la minima idea di cosa voglia dire stabilire i parametri di un terremoto, ma anche a causa di alcuni ex addetti ai lavori che hanno fatto delle dichiarazioni un pò improvvide. E come al solito si parte con i complotti, mentre c’è chi giustifica l’abusivismo edilizio e la pessima qualità delle costruzioni (dopo che – insomma – il famoso terremoto di Casamicciola è del 1883, non di millenni fa ed avrebbe dovuto suggerire una certa attenzione nel tirare su i muri). Anzi, questa polemica è persino funzionale a lasciare in secondo piano il tema dell'edilizia che uccide.

La localizzazione di un segnale radio
sfruttando 3 stazioni riceventi
LA DIFFICILE LOCALIZZAZIONE DI N TERREMOTO. Incominciamo dalla triste vicenda della localizzazione dell’epicentro e del meccanismo focale. “A caldo” INGV aveva indicato un epicentro in mare ed un movimento trascorrente. 
Ora, purtroppo in Italia non esiste il concetto che la localizzazione di un evento sismico nella sua immediatezza sia piuttosto imprecisa. Infatti gli eventi si dividono subito in “riportati in automatico” o “revisionati da un sismologo”. 
Cosa vuol dire tutto questo? Per capire ad esempio da dove arriva un segnale radio si prendono 3 ricevitori e se ne confronta il relativo tempo di arrivo di un particolare segnale, perché più vicino è il ricevitore, prima arriverà (più o meno è lo stesso sistema che si usa per i localizzatori GPS). 
Fondamentalmente funziona così anche in sismologia, ma qui c’è un inghippo di non trascurabile importanza: le onde radio in atmosfera bene o male hanno una velocità costante, mentre le onde sismiche variano la loro velocità a seconda del mezzo in cui si propagano e questa differenza può essere particolarmente evidente, come vediamo nella tabella qui accanto, fornita dalla agenzia governativa statunitense EPA: ad esempio in un granito compatto le onde P si muovono a circa 5.5. km/s, mentre nelle sabbie come quella della riva del mare la velocità scende a meno di 2 km/s (e si tratta, litologia per litologia, di un intervallo di velocità che cambia caso per caso). Pertanto localizzare un evento sismico è una cosa veramente difficile in quanto per farlo occorre avere un preciso modello della velocità delle onde sismiche nella zona compresa tra l’ipocentro e il sismografo che ha segnalato l’evento. Per questo di fatto all’inizio viene attribuita una posizione in maniera un po' spannometrica, e il dato viene successivamente migliorato
Il problema della localizzazione esatta è particolarmente difficile in un’area vulcanica, a causa della estrema eterogeneità delle velocità delle onde sismiche che si incontra in strutture del genere.

Le velocità delle onde sismiche
in varie rocce e sedimenti (fonte: EPA)
Lo stesso dicasi per la profondità, che per i terremoti superficiali all’inizio viene indicata con il valore standard di 10 km. Per cui gli eventi “rilocalizzati” nelle coordinate geografiche epicentrali e nella profondità ipocentrale sono ben più di quelli a cui vengono lasciati i valori attribuiti all’inizio. 

IL RIPOSIZIONAMENTO DELL'EPICENTRO DA PARTE DI INGV. Personalmente avevo dato credito alla prima versione: a Ischia ci sono stato (e lo consiglio a tutti per motivi paesaggistici, geologici, storici e termali: insomma più che un'isola è un vero paradiso!) ma non sono certo io quello che può permettersi di giudicare la situazione e pensare ad un dato iniziale sbagliato (anche se sapevo benissimo che poteva essere impreciso). Ma per chi conosce bene l’isola, la distribuzione dei danni induceva a pensare che fosse plausibile un epicentro sulla terraferma. E sono partiti commenti dal tono secondo me sbagliato.

Anche a INGV la cosa non tornava del tutto (in altre parole: c’erano arrivati anche loro a capire che probabilmente – e, per quanto detto prima, logicamente – la collocazione dell’evento era un po' diversa rispetto alla prima indicazione). Sostanzialmente i problemi erano due: 
  • i modelli delle velocità sotto Ischia sono poco precisi
  • come in ogni area vulcanica le differenze delle velocità delle onde sismiche nel sottosuolo dell’isola sono piuttosto forti, visto che si passa da rocce vulcaniche in cui sono velocissime fino a tufi e sabbie dove invece sono lentissime

Di conseguenza hanno provveduto a ricalcolare i dati escludendo tutte le stazioni a una distanza maggiore di 20 km, usando solo i dati provenienti dalle stazioni di Ischia più qualcuna dei Campi Flegrei. I dati confermavano le impressioni, ponendo l’epicentro a terra a 2 km di profondità vicino all’Epomeo con un meccanismo di faglia normale. Ma questo non era ancora sufficiente, perché, per ragioni che ignoro non essendo un geofisico, usando una rete locale a maglia stretta come quella usata per il ricalcolo, l’epicentro ricade spesso all’interno della rete stessa indipendentemente da dove è accaduto. E siccome l’epicentro calcolato precedentemente era in mare e fuori dal reticolo di sismografi utilizzato i dubbi restavano. 
Aggiungiamo a questo gli strepiti dell'opinione pubblica e si capisce il perché della prudenza di INGV.
Quindi per una determinazione più chiara è stato deciso di aspettare i dati delle stazioni GPS e quelli dei satelliti che non sono disponibili immediatamente in quanto:
  • i dati di deformazione della rete GPS a causa della loro fluttuazione hanno bisogno di qualche giorno per stabilizzarsi dopo un evento che ha deformato un'area
  • per i dati di interferometria SAR occorre aspettare il nuovo passaggio del satellite in zona, per confrontare i dati del nuovo sorvolo e di quelli precedenti


I dati satellitari dell'ASI che confermano
la deformazione ai piedi dell'Epomeo
I dati hanno confermato una piccola deformazione cosismica nei pressi dell’Epomeo, con un abbassamento di 4 centimetri, e quindi che la seconda collocazione dell’epicentro, con il nuovo meccanismo focale, era giusta, che è stata annunciata il 25 mattina durante la riunione della Commissione Grandi Rischi dal direttore dell’Osservatorio Vesuviano. La magnitudo, calcolata con il momento sismico, più preciso, confermava Mw= 4.0
Quindi si tratta dell’attività di una di quelle faglie grazie alle quali nell’ultimo milione di anni si è individuato lo sperone tufaceo dell’Epomeo, da molti erroneamente creduto un vulcano.
Il terremoto si può considerare “vulcano - tettonico” perché sebbene dovuto ad una faglia, si tratta di una faglia che esiste perché esiste l’apparato vulcanico e quindi è stato generato dalla dinamica locale del vulcano.

In fondo, l’errore nella determinazione dell’epicentro non è stato poi troppo grande ma si è svolta in un teatro geografico molto particolare: siamo davanti ad un confine molto chiaro, anzi, quanto di più chiaro possa esistere dal punto di vista geografico, quello tra il mare e una terra emersa. Se il nuovo posizionamento si fosse riferito ad un terremoto all’interno dell’Appennino centrale, nessuno si sarebbe accorto di quei 5 km di distanza fra il primo epicentro calcolato e quello indicato in un secondo tempo.

SOCIETA' CIVILE E TERREMOTO. Forse INGV incorre nell’errore classico di Scienziati e Tecnici: dare per sottinteso qualcosa di chiarissimo agli addetti ai lavori ma non evidente né per il “pubblico comune”, tantomeno per i giornalisti e specialmente quelli che su internet la vogliono sparare grossa (è una ottima occasione per un clickbaiting) o per motivi politici: dopo una prima valutazione a caldo dei dati dell’arrivo delle onde sismiche alle varie stazioni, questi vengono successivamente riprocessati per determinare meglio i parametri di un evento sismico.

Il problema è che, stavolta, hanno fatto chiasso degli addetti ai lavori (o, meglio, degli ex addetti ai lavori), dando vita ad una tempesta mediatica perfetta con il motto "INGV ha sbagliato e lo dicono gli scienziati che ne hanno fatto parte!!". Non mi interessa il gossip e non voglio sindacare sul perché lo abbiano fatto. 
Sono comunque dell'opinione che questi se la potevano risparmiare perché, appunto, questi conoscono perfettamente e parecchio in dettaglio i problemi che ho esposto poco sopra. Insomma, avrebbero potuto esprimere in altro modo i dubbi in modo da evitare la sollevazione comaresca (ma forse puntavano proprio a questo..)
Sta di fatto che nei media poco informati o volutamente disonesti e nel codazzo sui social network è passato il messaggio che l’INGV ha sbagliato e che ha rivisto i dati solo dopo che qualcuno ormai fuori da INGV aveva fatto notare, persino senza sapere i dati, che c’era un errore. Cosa che non corrisponde assolutamente alla realtà.
Fra parentesi alcuni di questi criticando INGV criticano… se stessi e il loro lavoro pregresso...

Carta che evidenzia come i due epicentri siano piuttosto vicini 
OSSERVAZIONI CONCLUSIVE. Da ultimo mi si permetta di fare alcune annotazioni, perché il grande pubblico dovrebbe capire di essere davanti ad un sisma di intensità relativamente modesta, tale da non causare quei danni se si fosse costruito bene. Invece si fanno chiacchiere da pollaio su magnitudo e collocazione:
  • è curioso che quelli che avevano attaccato Boschi ai tempi del terremoto dell’Aquila ora lo idolatrano semplicemente perché “è contro l’INGV
  • grazie a questo terremoto sono ritornati alla ribalta gli oppositori della geotermia, ad Ischia come ai Campi Flegrei perché sarebbe pericolosa. Quegli stessi che avevano gridati che persino un innocente carotaggio scientifico come se ne fanno tanti (il “Campi Flegrei Deep Drilling Project”, per intendersi) avrebbe provocato uno sconquasso terrificante, che ovviamente non c’è stato. È stato persino affermato che INGV avrebbe deliberatamente spostato l’epicentro in mare per “salvare la geotermia”. Si tratta di pure follie contro le quali spero che qualcuno prenda adeguati provvedimenti
  • a me pare che più che un eventuale progetto di geotermia i problemi da quelle parti stiano nell’idiozia di chi ha costruito male e in zona pericolosa e di chi, per calcolo politico, glielo ha lasciato fare, in maniera regolare o abusiva che si voglia: è stata una scossa che a causa della bassa profondità e di vari effetti cosismici è risultata in una accelerazione cosismica massima di ben 0,28 g (quando la probabilità del i 0,25 è il limite per la zona 1, che identifica aree con una probabilità del 10% di raggiungere quel valore di accelerazione cosismica in 50 anni). Ma si tratta di valori ridicoli per le capacità costruttive odierne e quindi un evento del genere in un Paese normale non avrebbe provocato altro che la caduta di qualche soprammobile… e siamo nel 2017 non nel medioevoe da quelle parti ci si dovrebbe ricordare dell’evento del 1883, mica di un lontano evento in epoca romana...
  • resta il fatto che anche molti edifici non abusivi sono stati costruiti prima delle normative antisismiche e anziché pensare a complotti degli scienziati sarebbe meglio pensare alle cazzate edilizie fatte fino ad oggi e a come porvi rimedio...


8 commenti:

Deuterio ha detto...

nell'immagine con didascalia "Le variazioni di velocità delle onde sismiche
in vari tipi di rocce" la legenda riporta P WAVES in blu ed in rosso. è corretto?
Grazie GP

Antonio Baldi ha detto...

Ho predicato quello che dici nei momenti immediatamente dopo il terremoto, inutile nonostante io sia un geologo hanno avuto più credito i geologi laureati sul web

Anonimo ha detto...

No... in blu dovrebbero essere le onde S.

Aldo Piombino ha detto...

vi ringrazio. non mi sono accorto dell'errore di stampa nell'immagine!
Quanto a Antonio Baldi... dolente nota... anche a me in diverse occasioni mi è stato dato di stupido, ignorante, persona senza cervello etc etc da autentiche nullità almeno dal punto di vista scientifico

zoomx ha detto...

Forse bisognerebbe rispondere: se sei così bravo scaricati le forme d'onda e ricalcolati da te epicentro e magnitudo.

Anonimo ha detto...

Comodo dire che la velocità di propagazione delle onde P e S è di difficile determinazione... ecc. ecc. In una zona come Vesuvio Flegrei Ischia dovrebbe essere NOTISSIMA sulle tre coordinate. La Bianco non ci può raccontare che si sono rotti i back-up elettrici delle stazioni. Ma scherziamo? Come dire che le scatole nere di un aereo si sono rotte perché l'aereo è caduto. Per piacere. Se i soccorsi si fossero mossi sulla base dei dati INGV sarebbero a zonzo in mare.

Aldo Piombino ha detto...

trovo più comodo trincerarsi dietro l'anonimato.
fra parentesi se la critica è che non c'è un modello di velocità e dovrebbe esserci perchè boschi e quell'altro non lo hanno fatto???

tito viola ha detto...

resta il fatto, onde P onde S o onde del mare, che morire o subire crolli per un terremoto di questa intensita non ha senso. e chi ha permesso costruzioni a risparmio sulla sicurezza oggi fa specvhietto per le allodole discutendo tra abusivismo e non. e purtroppo ci cadiamo tutti. un territorio cosi debole e perche e stato reso debole non perche la natura "si accanisce".