mercoledì 22 luglio 2015

New Horizons incontra Plutone: perchè tanta gente ne ha sparate di tutti i colori?



Sono passate da poco le idiozie sparate sui giornali e sul web quando Rosetta ha sganciato il modulo Philae verso la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e le prese di posizione demenziali su Samantha Cristoforetti: purtroppo in occasione del passaggio ravvicinato di New Horizon su Plutone ancora una volta assistiamo in Italia allo scatenarsi di opinioni su quanto ci costano queste missioni e sulla loro inutilità. Lo avevamo previsto in diversi, non solo quelli de "l'opinionista polemico". Ed era una facile previsione. Naturalmente gli autori di questi capolavoro non hanno la minima idea delle cose su cui stanno pontificando e non si rendono conto che usano in modo quotidiano oggetti e sistemi nati proprio grazie alle esigenze dei voli spaziali. Il problema non è solo italiano, ma da noi è particolarmente diffuso a causa della cultura imperante nel nostro Paese, secondo la quale la vera Cultura è quella umanistica e che la scienza è una cosa inutile, per "menti minute" come diceva Benedetto Croce. È quella mentalità che ha causato il non riconoscimento dell'importanza della tecnologia (che ci importa di scienza e tecnologia quando facciamo le scarpe più belle del mondo?), una delle cause della decadenza che l'Italia attraversa, la cui punta dell'iceberg sono la disoccupazione, specialmente giovanile e la fuga dei cervelli. Nonostante i successi che l'italia tecnologica riesce comunque a mietere nonostante tutto e tutti.

Avevo già scritto un post un po' alterato quando morì Neil Armstrong, sottolineando come per la “cultura” italiana media la Scienza sia una cosa di serie B e che chi protesta per lo spreco di soldi destinati alle missioni spaziali non protesta per esempio per i soldi buttati “a babbo morto” negli enti lirici (attenzione, io a teatro ci vado e sono stato persino per diversi anni fra gli organizzatori di un festival musicale) o per i contributi al cinema italiano....

DUE SIMPATICHE DISCUSSIONI SU PLUTONE LETTE SU FACEBOOK

Iniziamo con questo intervento segnalatami da un amico: “sarebbe bastato orientare Hubble su Plutone e si sarebbe visto benissimo risparmiando centinaia di milioni di dollari e 9 anni di tempo”.
È evidente che chi scrive non sa assolutamente come si vede Plutone da Hubble. E per non farsi mancare niente, ha rimarcato un possibile aspetto complottistico: “secondo me c'è qualcos'altro sotto per cui hanno mandato la sonda, forse per scopi militari... chissà.." La risposta più bella è stata “Sei un genio. Chissà come mai alla NASA non ci hanno pensato. Fossi in te mi farei assumere”. Il divertente è che dopo altri interventi dello stesso tono, culminati in un “No, aspetta che punto Hubble” il tizio ha sclerato di brutto: “Te lo devi ficcare in culo Hubble coglione!!!”. Segue una conversazione animata in cui il nostro amico cade nel ridicolo parlando di cose che non c'entrano minimamente con lo spazio, a partire dai politici corrotti...
È uno schema noto: il solito delirio in cui casca una persona mediocre che pensa di sapere tutto appena si rende conto di non aver capito niente....

In un'altra discussione si legge: "E adesso che si vede bene, che cosa hanno risolto di così importante per la sopravvivenza umana???!!! ci sono problemi enormi sul nostro pianeta. Cosa serve vedere un pianetino piccolo come la luna, pieno di rocce, ghiacciato e con un avvallamento simile ad un cuore??!!"
La prima risposta è oggettivamente un po' seccata: "A te nulla. Vai al mare e lascia certe questioni a chi le capisce. Moltissime cose di uso comune sono nate grazie alla ricerca spaziale. Mi fermo qui perché sarebbe troppo complicato spiegarti e non ti vorrei mandare in surriscaldamento".

Un altro, argutamente, osserva che "se tutti seguissero il vostro ragionamento a quest'ora saremmo ancora a dipingere sui muri delle caverne". Frase da scolpire nel cervello di certa gente.

Poi il Nostro la spara grossa: "le tecnologie per poter viaggiare alla velocità della luce non ci sarà per almeno altri 100 anni! Ma pensiamo al nostro pianeta invece di stare dietro a pianeti che distano 5 miliardi di anni! Ma pensate ai vostri figli che non avranno neanche un lavoro! Come si fa a sperare in un altro universo quando al nostro non ci pensa nessuno!  Sai che in Italia sono 4 milioni gli italiani che non hanno da mangiare?"
Oltre all'immensa castroneria dei viaggi alla velocità della luce (che dimostra la preparazione scientifica del soggetto) mi sfugge il nesso fra progetto spaziale della Nasa e popolo italiano.

Sono però ottime le risposte che vengono date successivamente:
1. le tecnologie che oggi usiamo che derivano dallo sviluppo delle sonde spaziali sono tantissime, tra le quali computer e telefoni, cellulari compresi. Sarai d'accordo con me che queste cose hanno migliorato il mondo, pur trasformandolo. Questo balzo tecnologico é dovuto allo sforzo tecnico-ingegneristico che i viaggi spaziali richiedono. Sono sfide molto costose in termini di tempo, di denaro, di studio, di inventiva. Semplicemente per riuscire a fare certe cose si inventano protocolli e tecnologie che sono poi ampiamente sfruttabili dalle persone di ogni giorno. Quindi chissà. Magari una delle tecnologie in sviluppo per studiare un corpo celeste della nube di Oort servirà anche a sfamare il mondo
2. La ricerca di base, quale l'esplorazione spaziale fatta in questi termini, serve ad arricchirci di conoscenze teoriche. Continuare lo studio del cosmo ci nobilita come razza, come esseri pensanti. Non so tu ma io in futuro vorrei essere ricordato perché la mia specie ha esplorato i meandri dello spazio. La ricerca soddisfa la voglia di sapere degli scienziati poiché essi si fanno domande che le persone meno istruite non comprendono neppure. Ma dalle risposte a queste domande si hanno quasi sempre ricadute pratiche positive o dirette o per serendipity.

Pensare che c'è gente che pensa così fa davvero male... ma fondamentalmente il problema è quello di non sapere come stanno le cose. Bene, di Plutone al nostro amico non gliene frega niente (e trovo lecito che a qualcuno non interessi!), però lo scrive con un computer o con uno smartphone che se non c'erano il CERN e le missioni spaziali non ci sarebbero e usa l'energia elettrica che quando fu scoperta era usata per divertimento e considerata una curiosità....

LA PAROLA AL REGISTA CINEMATOGRAFICO

Da ultimo cito Vincenzo Salemme che su Repubblica scrive
La sonda New Horizons ha raggiunto Plutone! Ha impiegato nove anni per percorrere più di 5000 miliardi di chilometri! (sono milioni di km, non miliardi, NdR) Siamo certamente di fronte ad una grande conquista. Ma di che cosa, sinceramente, non capisco bene.Quanto ci è costato per esempio arrivare sulla luna? Tantissimo. Come tantissimo sono costate tutte le missioni spaziali successive. E va bene, l'uomo è per natura curioso, esploratore ma, per esempio, per quanto riguarda la prima volta di un Apollo nello spazio, a parte quel primo passo umano sul terreno lunare e la voce di Tito Stagno, cosa ha dato a noi umanità, quel dispendioso seppure audacissimo viaggio sul nostro satellite? Tutti i minerali raccolti su quella superficie immobile e secca di quale utilità ci sono stati?
prosegue scrivendo:
Abbiamo forse sconfitto il raffreddore? No. Abbiamo forse sconfitto le zanzare? Nemmeno. È finita la Salerno Reggio Calabria? Figurarsi! E allora?!?! Ripeto, entusiasma anche me l’avventura dell’uomo (e della donna, diciamolo, grazie a Cristoforetti) nello spazio, però stiamo attenti a non farci ingannare dalle false speranze.
Anche Salemme confonde i risultati scientifici con le ricadute tecniche e c'è da chiedersi quanto abbiano contribuito a risolvere i problemi dell'umanità i finanziamenti per la cultura dispensati dal governo italiano (per esempio, parlando di Salemme stesso, quelli per il cinema).

Poi viene spontanea una riflessione: nessuno di questi soloni si scandalizza a proposito del calcio, per gli stipendi dei calciatori e su quanto spenda la collettività per il campionato italiano solo per i costi di Pubblica Sicurezza. Come non si scandalizza per i reduci del Grande Fratello che prendono migliaia di euro solo per apparire qualche ora in una discoteca.

IL PROBLEMA DELLA CULTURA SCIENTIFICA IN ITALIA

Il discorso parte da lontano.
Prima o poi scriverò qualcosa sulla storia della società italiana di Filosofia, che fra i soci fondatori annovera anche importanti scienziati che poi furono buttati fuori da Benedetto Croce, perché li considerava "menti minute", mica grandi cervelli come i filosofi. Ed è un concetto molto diffuso nella cultura italiana che la scienza e la tecnica siano cose inferiori alla filosofia e alle arti, per cui questi commenti sono normali.
Ricordo che Croce nel 1939 scrisse che: 
mettere innanzi alla Storia una sezione di “paleostoria”, magari preceduta da un'altra di storia “della Natura” o di storia “della Terra”, non solo non vivifica l'intelletto ma mortifica l'animo, il quale alla storia chiede la nobile visione delle lotte umane e nuovo alimento all'entusiasmo morale e riceve invece l'immagine di fantastiche origini animalesche e meccaniche dell'umanità e con essa un senso di sconforto e di depressione e quasi di vergogna a ritrovarci nei discendenti di quegli antenati.
Questo è stato un ministro della Pubblica Istruzione nonché ispiratore della riforma scolastica di Gentile... poi ci si stupisce della Moratti e della Gelmini....

Signori, questa è l'Italia: nel Paese dove la scienza e la tecnica sono considerate cose inferiori alla filosofia e alle arti questi commenti sono normali... 
Giova ricordare che in Italia prima degli altri furono inventati il radar, la penicillina e il personal computer. Tutte cose di cui la nostra classe dirigente non poteva capire l'importanza: il radar? La Marina italiana non si nasconde perchè combatte di giorno e a viso aperto
Poi venne Capo Matapan: gli inglesi con il radar osservarono le navi italiane che, prive di questo strumento, non si accorsero quella notte che stavano andando letteralmente in bocca ai cannoni inglesi. Il terribile risultato fu di 5 navi affondate e 2500 marinai morti (ringrazio il lettore Vittorio per la precisazione).

MUSICA E MUSICISTI: 
GLI INGLESI SONO I CAMPIONI E NOI MORDIAMO LA POLVERE 

Ciascuno ha i personaggi che si merita. prendiamo la musica.
Noi abbiamo Povia che blatera di scie chimiche, terremoti e altre cazzate del genere. Ricordo fra le altre la ridicola affermazione su un'ipotetica base segreta sperimentale nel sottosuolo de L'Aquila (riconducibile agli innocui laboratori di fisica delle particelle situati nelle viscere del Gran Sasso), per non parlare di quando si è messo a fare il geofisico. Poi abbiamo diversi personaggi del mondo dello spettacolo in battaglia contro gli airgun che distruggerebbero il fondo dei mari italiani (anche io sono “piuttosto contrario” all'estrazione di petrolio nei mari italiani, almeno per ora... ma perché l'opposizione al programma di perforazione deve essere condotta in questa maniera così idiota???).

Gli inglesi invece hanno Brian May, leggendario chitarrista di un'altrettanto leggendario gruppo rock della storia, i Queen (per la cronaca possiedo molti vinili originali di questo gruppo).
May ha un PHD in astrofisica ed ha alle spalle persino una pubblicazione su Nature: Hicks, May & Reay, 1972: MgI Emission in the Night Sky Spectrum. Nature 240, 401 – 402
Poi abbandonò la carriera di astrofisico per quella musicale, ma nel 2006 è tornato ai vecchi amori. E ha anche scritto un libro Bang!: The Complete History Of The Universe, insieme a due scienziati del calibro di Patrick Moore e Chris Lintott.
Oggi è segnalato come un “collaboratore del team scientifico” che studia le immagini e i dati che la sonda New Horizon sta inviando e invierà per mesi (ha raccolto molti più bites di quelli che riesce a trasmettere).

RIFLESSIONE FINALE

Insomma, anche stavolta, per dirlo con un celebre pezzo dei Queen, gli inglesi possono dire siamo i campioni e che qualcun altro morde la polvere, in questo caso la polvere dell'ignoranza, che è uno dei peggiori problemi italiani. E l'ignoranza fa si che, come nota un mio amico professore di liceo (un montanaro veneto testardo come solo un montanaro veneto sa essere) nel cercare di inculcare il metodo scientifico agli allievi e non solo, "per la mentalità italiana tutte le opinioni sono accoglibili, non importa se dette da uno scienziato o dagli avventori di un bar"
Così vengono fuori di Bella, Giuliani, Stamina e Wanna Marchi, ed i convegni sulle scie chimiche patrocinati dagli enti locali in nome della democrazia...
Nonostante le tante eccellenze sconosciute ai più che abbiamo: rimanendo nella geologia e nella mia città, quanti a Firenze sanno che il gruppo di Geologia Applicata del Dipartimento di Scienze della Terra è stato anche nel 2014 premiato come centro di eccellenza mondiale nello studio delle frane?
Tranquilli che se invece di fare il professore universitario in un Paese che frana (non solo metaforicamente...) il Casagli era un attore di film di terzo ordine lo conoscevano tutti (autorità comprese).... ed entrava pure gratis in discoteca

Da ultimo allego alcuni link ad alcuni post sull'argomento "ricadute pratiche della ricerca astronomica pura":



2. La lettera con cui nel 1970 l’allora direttore scientifico della NASA, Ernst Stuhlinger, rispose ad una suora attiva in Zambia che gli aveva contestato i soldi spesi per il programma Apollo

3. La corsa alla Luna, il Teflon e i microchip

4. Gravità zero racconta gli studi di Brian May al telescopio nazionale italiano Galileo

5. gli airbag




10 commenti:

Matteo Manzella ha detto...

Condivido in pieno il tuo discorso. Non si può ammettere la "difesa" della cultura umanistica a scapito di quella scientifica. La Conoscenza (con la lettera maiuscola) è UNA e comprende tutto il Sapere. "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza" (Dante, Inf. XXVI,117).

Vittorio ha detto...

Da Tecnico Sanitario di Radiologia Medica quale sono e appassionato di spazio condivido al 100% l'articolo, un'unica piccola correzione

il radar? La Marina italiana non si nasconde perchè combatte di giorno e a viso aperto (poi però venne Punta Stilo....)

Da appassionato storico (soprattutto della Marina Militare dove ho servito come ufficiale di complemento) correggerei in "poi però venne Capo Matapan....". A Punta Stilo ci fu uno scontro diurno dove le navi si videro regolarmente, i problemi furono poi legati piuttosto alla mancanza di coordinazione aeronavale. A Capo Matapan invece ci fu uno scontro notturno dove vennero affondate 5 navi e ci furono almeno 2500 morti proprio perché gli inglesi videro e inquadrarono gli italiani perfettamente grazie al radar, mentre gli italiani arrivarono letteralmente in bocca ai cannoni inglesi senza proprio accorgesi che l'allora nemico era li.

Questo che ho scritto non è per amor di polemica, ma invece proprio per evitare che un così bel ed interessante articolo sia svilito da un errore tutto sommato banale.

Aldo Piombino ha detto...

ringrazio per la precisazione!
mio nonno sommergibilista (era in Africa orientale) chissà cosa sta pensando di me...

Vittorio ha detto...

... mio nonno sommergibilista (era in Africa orientale)...

Sommergibile "Perla"? Quello che tornò a casa facendo il giro dell'Africa in piena Guerra Mondiale?


... chissà cosa sta pensando di me...

Solo che sei stato un po' precipitoso nel scrivere e hai confuso due battaglie. :D ;)

Aldo Piombino ha detto...

no. Era sul Macallè, finito nel mar rosso davanti ad una batteria inglrse. fu fatto prigioniero e portato in India. tornò nel 1947 se non erro

Francesco Penno ha detto...

Hai, la pochezza di chi, essendo ignorante e mentalmente pigro, disprezza la volontà di conoscere dichiarando che la cultura si ferma a quella classica.
Approfitto di questo spazio per un "fuori tema", almeno rispetto al presente articolo.
Ho letto, perché ho scoperto una recensione questa sera, questo breve articolo del 9 luglio http://voices.nationalgeographic.com/2015/07/09/cameras-reveal-sharkcano-sharks-in-volcano/ che descrive le ricerche effettuate in prossimità di un vulcano sottomarino attivo delle Isole Salomone.
Nonostante l'ambiente ostile per le continue emissioni e le frequenti eruzioni, sono presenti e prosperano numerose forme di vita evolute, fra cui anche squali.
Questo mi riporta alla mente la capacità degli oceani di creare le condizioni per la vita anche sulla terra ferma e la capacità di rispondere anche alle più gravi crisi come la messa in sede delle LIP e relative estinzioni di massa di cui Lei parla spesso.

Aldo Piombino ha detto...

1. naturalmente volevi scrivere "ahi".
2. bello quel link
3. in effetti non avevo pensato al rapporto fra squali e K/T. C'è stato un impoverimento nelle faune ma mi piacerebbe saperne di più

Francesco Penno ha detto...

Ahi, mai distrarsi con il correttore automatico!

mario floreani ha detto...

Come hai evidenziato, il problema non è nelle facoltà umanistiche ma nell'approccio “puzzone” della tradizione accademica italiana verso la scienza e la tecnologia. Posso garantirti che per esperienza personale, nel mondo anglosassone evidentemente non contaminato dall'approccio crociano-hegeliano, le discipline tecnico-scientifiche e quelle umanistiche-letterarie sono quasi interscambiabili, nessuno proclama la superiorità intellettuale di una o dell'altra. Faccio solo due esempi: 1) Ho un collega inglese laureato in lettere, PhD in filologia italiana con una trentennale carriera internazionale nella valutazione strategica di tecnologie avanzate. Eccelle proprio per un approccio razionale ai problemi che gli permette di affrontare gli argomenti più disparati.
2) Jared Diamond, biologo e ornitologo, ha fornito contributi non trascurabili alla comprensione della storia umana. Le sue teorie possono non essere condivise, ma ad esempio non ho mai letto nessuno storico “tradizionale” fornire una spiegazione dello sviluppo della Mezzaluna Fertile o del facile successo di Pizzarro.

Aldo Piombino ha detto...

Antonio Longo, una delle persone per le quali "benedico" facebook vista la qualità dei suoi commenti e che, stando a qualche centinaio di km di distanza non potrei vedere spesso, mi ha scritto un commento a proposito di un'altra questione che però è molto attinente a questo argomento. Dietro il suo permesso lo pubblico qui.

Mi permetto, Aldo, di segnalarti che nell'ambito della filosofia del XX secolo Benedetto Croce è una figura minore, malgrado i due metri di scaffale che l'insieme delle sue opere occupa. Questo sul piano internazionale. Al dibattito filosofico del XX secolo, estremamente complesso e articolato, grandissimi contributi si devono agli autori di lingua tedesca, peraltro tra di loro assai diversificati (si pensi, solo per fare dei nomi, che so a Heidegger, Carl Schmitt e Gadamer da una parte, e a Wittgenstein, a Kelsen e ai circoli di Vienna e di Berlino dall'altra), agli autori di lingua inglese (distintisi alla grande nei diversi campi della filosofia analitica del linguaggio, della filosofia della scienza, della filosofia della politica), e a quelli di lingua francese (che tuttavia mi sembrano già un po' meno importanti di anglo-americani e austrotedeschi). Chiaramente, diverso il discorso dell'influenza di Croce in Italia, dovuta a una serie di ragioni complesse, compresa la circostanza che Croce non fosse solo un filosofo, bensì anche uno storico e soprattutto uno studioso della letteratura di grande valore. Per farla breve, sussiste certamente uno stretto legame tra la figura di Croce (e anche di Gentile) e alcune specifiche arretratezze del panorama intellettuale italiano, in parte, ahinoi, tuttora perduranti. Però il legame è nel senso che Croce o, meglio, il crocianesimo, ne è non la causa, bensì il sintomo, quantunque le dogane culturali crociane abbiano sicuramente contribuito ad aggravare il ritardo intellettuale italiano, con gli impedimenti che Don Benedetto, con il suo grande prestigio, era in grado di frapporre alla traduzione e alla pubblicazione in Italia di autori letterari, filosofici e scientifici d'Oltralpe. Ma la questione è ben più annosa. Io ne rintraccerei l'origine, almeno in parte, nella Controriforma e nel conseguente soffocamento della libertà di ricerca scientifica (caso Galilei in primis!), e più in generale nell'occhiuta - e ottusa - vigilanza a cui l'inquisizione e altri simili organismi operanti da padroni nei vari stati italiani sottoponevano, per censurarle, molte delle novità scientifiche filosofiche e letterarie provenienti dall'estero. Pensa solo, Aldo, che ancora nei primi decenni dell'Ottocento in Italia c'era tra gli intellettuali chi sosteneva il geocentrismo contro il copernicanesimo!