giovedì 19 febbraio 2009

I Colli Albani: il rischio vulcanico in un apparato dormiente


Devictis Sabinis cum in magna gloria magnisque opibus regnum Tulli ac tota res Romana esset, nuntiatum regi patribusque est in monte Albano lapidibus pluvisse. Quod cum credi vix posset, missis ad id visendum prodigium, in conspectu, haud aliter quam cum grandinem venti glomeratam in terras agunt crebri cecidere caelo lapides. Visi etiam audire vocem ingentem ex summi cacuminis luco ut patrio ritu sacra Albani facerent, quae velut dis quoque simul cum patria relictis oblivioni dederant, et aut Romana sacra susceperant aut fortunae, ut fit, obirati cultum reliquerant deum. Romanis quoque ab eodem prodigio novendiale sacrum publice susceptum est, seu voce caelesti ex Albano monte missa - nam id quoque traditur - seu haruspicum monitu; mansit certe sollemne ut quandoque idem prodigium nuntiaretur feriae per novem dies agerentur.

Così scriveva Tito Livio, negli "Ab Urbe condida libris": Sconfitti i Sabini, mentre il regno di Tullio e tutto lo Stato romano si trovavano in grande gloria e in grande potenza, fu annunciato al re e al senato che sul monte Albano erano piovute pietre. E poichè a stento si poteva credere a ciò, furono mandate delle persone ad osservare quel prodigio e alla loro presenza caddero dal cielo molte pietre come quando i venti portano una fitta grandine sulla terra....... Anche dai Romani in seguito a quel medesimo prodigio fu iniziato pubblicamente un sacro rito novendiale o per una voce celeste giunta dal monte Albano e rimase di certo la consuetudine che ogni volta che si annunciasse lo stesso prodigio, si celebrassero per nove giorni tali festività.

Fatti del genere, che sembrano - correttamente - essere durati parecchi giorni, sono noti in quell'epoca in tutto l'areale dei Colli Albani, che, non casualmente, sono un vulcano. Altri indizi sono contenuti in alcune leggende della mitologia romana. Non è detto che siano episodi magmatici: alle volte le manifestazioni esplosive sono riferibili alla presenza di ingenti quantità di gas, più che di lave
I novendiales erano prescritti “quandoque idem prodigium nuntiaretur”: ciò fa supporre che le piogge di pietre fossero un evento relativamente frequente. Dovevano svolgersi solo in caso di pioggia di pietre e non in caso di pioggia di terra. La netta distinzione tra “piogge di terra” e “piogge di sassi” dimostra come entrambi i fenomeni fossero ben molto conosciuti in quel tempo.

Ma i Colli Albani non sono un vulcano spento? Assolutamente no. La definizione di “vulcano attivo” è molto cambiata negli ultimi decenni. Fino agli anni 60 si intendeva per “attivo” (almeno in Italia) un vulcano che ha avuto eruzioni in epoca storica. Questa definizione non è certo applicabile facilmente nel mondo, se non forse in Mediterraneo e Giappone. In tutte le altre aree vulcaniche, le testimonianze storiche cominciano troppo di recente. Oggi si definisce “attivo” un vulcano che ha eruttato l'ultima volta non più di 10.000 anni fa. E' ovviamente un valore convenzionale (il Chaiten, con 9300 anni dall'ultima eruzione, è abbastanza vicino a questo limite). Inoltre ce ne sono alcuni, come i Monti Albani, che hanno lunghi intervalli di quiete e se per un vulcano la distanza che ci separa dall'ultima eruzione è minore del massimo intervallo fra due fasi di attività, questo non può essere considerato “spento” - anche se ha eruttato più di 10.000 anni fa - bensì “dormiente”.
I Colli Albani rientrano in questa categoria: l'ultima grande fase eruttiva è stata datata a 30.000 anni fa (con una "coda" un pò più recente), però, in una storia magmatica cominciata 600.000 anni fa ci sono stati degli intervalli più lunghi, di 45.000 anni tra una fase e quella successiva. Per cui esiste ancora la probabilità che l'apparato torni in attività in un futuro, sia pure lontano.

Una equipe diretta dal Prof. Funiciello ha sostanzialmente confermato le testimonianze storiche, datando un livello di pomici a circa 5100 anni fa (sempre 3000 anni prima dell'istituzione dei novendiales, comunque): in passato si riteneva che, al massimo, gli ultimi episodi magmatici fossero vecchi di almeno 17.000 anni.
20 anni fa su “Le Scienze” uscì un lavoro, ad opera di Dario Andretta e Mario Voltaggio, in cui vennero mostrati alcuni indicatori che, confermando le parole di Tito Livio, testimoniano una attività vulcanica nei Colli Albani tra il V e il IV secolo AC. Questi Autori avevano addirittura fotografato dei manufatti coperti da materiali vulcanici apparentemente depostisi sopra e non frutto di rimaneggiamento umano, ma la cosa è stata messa in dubbio da altri ricercatori.

Sicuramente la camera magmatica al di sotto del vulcano è ancora abbastanza calda, anche se non più allo stato liquido e al di sopra c'è una bella quantità di gas. Alcuni fenomeni denotano come l'attività non sia ancora del tutto cessata: il continuo sollevamento dell'area (la cui velocità varia ad intervalli abbastanza regolari tra fasi in cui è più alta e fasi in cui è più bassa), le frequenti crisi sismiche (con sequenze più tipiche di aree vulcaniche che di aree tettoniche) e gli elevati valori di emissione di gas (spesso i picchi coincidono con episodi sismici o di sollevamento più intenso).

La quantità di anidride carbonica emessa è sempre ingente, sia perchè è contenuta nei gas vulcanici sia per la geologia locale: tutto l'Appennino Centrale tra Lazio, Abruzzo e Campania è dominato da rocce carbonatiche (calcari e dolomiti), presenti anche sotto i Colli Albani. Queste rocce vengono decomposte dal calore del magma, liberando enormi quantità di questo gas. Narra Luigi Piccardi dell'Università di Firenze in un lavoro molto interessante uscito su “Geoitalia” qualche anno fa che i carabinieri scoprirono un posto dove i giovani andavano a “farsi” di questo gas (la CO2, soffocando, provoca uno stato di trance: anche la sibilla cumana e l'oracolo di Delfi devono la loropresenza all'emissione di CO2)
Al contrario dell'idrogeno solforato, altro gas prodotto dal vulcano, l'anidride carbonica è un gas pesante ed inodore, e può essere molto pericoloso perchè tende ad accumularsi nelle sacche del terreno senza poter essere percepito. Per questo la Protezione Civile ha prodotto un apposito documento per avvisare la popolazione che sta convivendo con un problema che può diventare molto serio in caso di scarsa attenzione. In particolare si richiede di areare molto bene i locali bassi che sono rimasti chiusi per molto tempo (anche il Radon, gas radioattivo, è un altro prodotto importante della attività dei Colli Albani).

Intense eruzioni di anidride carbonica sono alla base di forti oscillazioni del livello dei laghi fino alla tracimazione, un fenomeno molto frequente nel passato: sempre secondo l'equipe del Prof. Funiciello, questa è la genesi dei depositi di fango nella zona di Ciampino. Il susseguirsi di eruzioni di gas e delle conseguenti tracimazioni del lago hanno provocato la formazione di una numerosa serie di colate di fango (simili per composizione e dinamica a quelle scatenate dalla pioggia a Sarno qualche anno fa). La quantità di sedimento è stata talmente ingente da influenzare pesantemente la dinamica olocenica della piana.
I ricercatori indicano la continua tracimazione delle acque del lago di Albano come la causa scatenante dell'abbandono dei villaggi nella zona di Ciampino attorno al 1500 AC (che sono stati ricostruiti più a monte e – non a caso – ad un livello superiore a quello della superficie del lago). Per farle cessare i romani nel IV secolo costruirono un tunnel per abbassare di una settantina di metri il livello del lago.

Questi depositi di fango sono molto pericolosi per i gas: spesso nella zona attorno a Ciampino le concentrazioni di H2S sono molto elevate, oltre i limiti di legge, ma è soprattutto con la CO2 che c'è poco da scherzare. I sedimenti depositati dalle tracimazioni, impermeabili ai gas, ne rendono possibile l'accumulo nel sottosuolo. Il gas però può risalire improvvisamente se si crea una frattura, con effetti devastanti. Difficilmente arriva a concentrazioni pericolose, però è stato la causa della morte di numerosi piccoli animali come conigli, cani o gatti, o di animali più grossi, come vitelli. Qualche anno fa è purtroppo deceduto persino un uomo. Si ricorda per inciso una strage in Camerun, in cui la CO2 uscita dal lago Nyas, uno specchio d'acqua che occupa il cratere di un vulcano proprio come il lago di Albano, provocò nel 1986 la morte di 1.800 persone e di una gran quantità di animali.
Negli ultimi millenni l'attività vulcanica è considerevolmente rallentata e quindi si può supporre che gli eventi di età romana rappresentino un po' la coda in via di esaurimento dell'ultima fase attiva e che i pericoli siano nettamente diminuiti da allora. Nonostante tutto è bene fare attenzione: non si sa bene cosa potrà succedere in futuro: il sollevamento dell'area (30 centimetri fra il 1955 e il 1995) potrebbe anche essere stato innescato da nuove iniezioni magmatiche nella camera.

4 commenti:

DanieleRomma ha detto...

Interessantissimo,magnifico davvero,spero di avere presto nuove news sui nuovi studi del Vulcano dei Colli Albani in Roma-
Daniele Bianchnio

Aldo Piombino ha detto...

Grazie per il commento!
Se non lo sai ti informo che di recente l'Istituto nazionale di geofisica ha organizzato un convegno sui Colli Albani. spero che fra un pò di temposiano disponibili in qualche modo gli atti.
Consulta il sito dell'INGV per saperne di più: allo stato attuale sarà sicuramente il quadro più preciso diponibile e rsterà un riferimento per gli anni a venire

jumpjack2 ha detto...

Il solo fatto che destò preoccupazione fu l'inusuale innalzamento del livello del lago situato all'interno del bosco Albano, fenomeno questo dovuto non a normali precipitazioni atmosferiche o a qualche altra causa che potesse escluderne l'origine miracolosa.

Ab Urbe Condita, Libro 5, Capitolo 15.

L'evento fu così importante che, al contrario di molti altri "prodigi", Livio lo cita più e più volte:
Libro 5, Cap.16
"Prima che questi inviati fossero rientrati a Roma e fosse stato trovato il modo di placare gli dèi per il prodigio del lago Albano...."

Libro 5, cap.17:
"Da quel momento l'aruspice prigioniero cominciò a essere tenuto in grande considerazione e i tribuni militari Cornelio e Postumio iniziarono a servirsi di lui sia in vista della purificazione per il prodigio del lago Albano sia per ingraziarsi il favore degli dèi attenendosi alla liturgia prestabilita"

Libro 5, Cap.19
"Ormai i giochi e le feste latine erano stati riorganizzati, l'acqua in eccesso era stata fatta defluire dal lago di Albano,..."

Pero' non capisco come fa l'anidride carbonica a far alzare il lago: si solleva il fondo a causa di una "bolla sotterranea"?

Qui trovate tutti i primi 10 libri dell'Ab Urbe Condita tradotti in italiano (anche se 100 anni fa) con testo ricercabile:
https://www.google.fr/search?q=editions:UgBM9hUClF4C&hl=it&noj=1&tbm=bks&ei=NK1pT5yjPIGp4gTlvNG0CQ&start=0&sa=N&biw=1232&bih=665

Vi serve il "volume 2".

Aldo Piombino ha detto...

molto interessante. La cosa era stata attribuita da Funiciello &c ad una violenta serie di emissioni di CO2. ma non so se ci possono essere altre possibilità.
indaghero!