mercoledì 27 maggio 2026

la differenza fra la percezione di un terremoto e la sua Magnitudo



Il terremoto M 4.4 del golfo di Pozzuoli del 21 maggio 2026 ha scatenato i soliti commenti della serie “è stato più forte di quello che dicono i dati ufficiali” e altri ancora più cattivi nei confronti di INGV (nella fattispecie rappresentato dall’Osservatorio Vesuviano), con l’accusa di aver abbassato - non si sa bene perché - la Magnitudo. Questo terremoto e i relativi commenti si prestano molto bene per parlare della differenza fra la Magnitudo di un terremoto e il suo risentimento, perché non può esistere una equazione che lega queste due grandezze e le possa trasformare l’una nell’altra.

le due carte evidenziano l'area sismica principale a Pozzuoli, dove il terreno si sta sollevando maggiormente e la fascia sismica nel Golfo di Pozzuoli

Alle 5.50 del 21 maggio 2026 un forte evento sismico ha interessato il golfo di Pozzuoli. Il terremoto, la cui Magnitudo definitiva, è 4.4 con un margine di incertezza di ± 0.3 è stato seguito da alcune repliche, la più forte di M 2.1. Ovviamente “forte” è relativo all’area flegrea, dove i terremoti sono all’ordine del giorno ed estremamente superficiali (in questo caso la profondità stimata dall’Osservatorio Vesuviano è 3.1±0.7 km) ed è chiaramente capibile come la popolazione che convive da anni con questa attività sismica sia abbastanza provata (a me è bastato starci una settimana per avere una dimostrazione pratica di come ci si possa sentire...).

Nell’area flegrea ci sono due zone sismiche principali: una centrata intorno al porto di Pozzuoli, che corrisponde all’area a maggior sollevamento attuale, una seconda nel golfo, corrispondente ad una fascia di deformazione diretta grossolanamente verso SE a partire dal Monte Nuovo. Come dice il nome, il Monte Nuovo è il cratere più giovane dell’area, la cui formazione, durata una settimana nel 1538, concluse un periodo analogo a quello attuale di terremoti e sollevamento. (ATTENZIONE: non è assolutamente detto che anche questa fase di unrest si concluda con una eruzione, anche se è ovviamente uno degli scenari possibili da considerare). Lungo questa fascia, che ipotizzo essere un’area di debolezza preesistente che oggi assorbe la differenza nella deformazione fra i due lati del golfo) si trova anche una serie di fumarole, le Fumose.

Essendo come tutte quelle dell’area flegrea una scossa superficiale, il suo risentimento è stato molto forte nelle vicinanze, in particolare a Bacoli, dove l’accelerazione ha raggiunto valori – diciamo così – rispettabili (0,3g) e in un quadro del genere non ci si può stupire del fatto che ci siano stati dei danni. Il risentimento è anche stato caratterizzato da una forte direzionalità e per questo è stato particolarmente forte in quella parte dell’area flegrea.

I SOLITI, QUELLI DEL NON CIELO DIKONO. Questo terremoto ha scatenato la solita ridda di voci della serie “hanno diminuito la Magnitudo” (mah… ignoro per quali motivi dovrebbero farlo…). Al di là di tutto, il problema nasce dalla solita confusione fra la Magnitudo, un numero puro che equivale all’energia liberata da un terremoto e l’accelerazione del terreno provocata dal passaggio delle onde sismiche. Questa confusione si somma alla secolare diffidenza dell'italiano medio nei confronti delle istituzioni (le quali, oggettivamente, spesso fanno di tutto per meritarsela…). Negli ultimi anni a quella – diciamo così – tradizionale nei confronti delle istituzioni, si sta affiancando sia sui social che nella politica una sempre maggiore diffidenza nei confronti del mondo scientifico, visto da parte di una rumorosa minoranza come parte delle istituzioni (la cosiddetta Scienza Ufficiale, un termine completamente assurdo, talvolta chiamata con intento dispregiativo scienzah, naturalmente fatta da scienziatih, cattivissimi personaggi al soldo dei poteri forti), che si inserisce nel filone generale della comunicazione scientifica e del rapporto fra Scienza e società in un Paese ignorante e sospettoso nei confronti della scienza, con la spiccata attitudine di essere sempre pronto a tifare per apprendisti stregoni, ciarlatani o peggio. 

Purtroppo tali posizioni riescono spesso a catturare i primi posti nei motori di ricerca o addirittura nei risultati con l’intelligenza artificiale (pessimo modo di usare la AI quello di servirsene per fare ricerche in Internet!) e sono pure sovraesposte mediaticamente da parte di alcuni giornalisti, politici o pagine internet irresponsabili, alcune volte per scarsa preparazione specifica di chi - giornalista o politico - che la propone, altre volte purtroppo è una cosa puramente voluta per fare audience o accaparrarsi favori di elettori poco informati sulla realtà; in altri casi invece opinioni assurde vengono mostrate semplicemente appellandosi alla libertà di pensiero, dimenticandosi o ignorando il fatto che la Scienza è una datocrazia (ne ho parlato qui) e quindi nel dibattito scientifico le “opinioni” devono essere in accordo con “i dati”, oppure discuterli con motivazioni reali.
Di fatto il presunto abbassamento della Magnitudo, per scopi che i “non cielo dikono” non specificano (leggo alle volte che lo farebbero per non allarmare la popolazione) è molto presente nei commenti sui social dopo un terremoto in generale e l’area flegrea non fa eccezione.

Qualcuno in certi casi arriva addirittura a considerare più autorevole una app che calcolerebbe la Magnitudo in base agli accelerometri dei telefoni degli utenti che l’hanno scaricata rispetto ai dati dell’Osservatorio Vesuviano. Un utente appartenente a questa categoria ha addirittura postato uno screen di una di queste app, dando di Pinocchio all’Osservatorio Vesuviano; gli ho risposto che una persona dotata di raziocinio dovrebbe capire che tra la Magnitudo calcolata da una app del genere e quella calcolata dagli algoritmi dell’Osservatorio Vesuviano ci sia una bella differenza. E che i dati sono consultabilissimi da chiunque, e ovviamente è impossibile imboscare qualche dato o sottovalutare le scosse.

MAGNITUDO E PERCEZIONE DI UN TERREMOTO SONO DUE COSE DIVERSE!!! L’equivoco nasce semplicemente dal fatto che – appunto – molte persone pretendono di calcolare la Magnitudo avendo come riferimento esclusivo lo scuotimento che hanno percepito. Vediamo allora quali sono i fattori che determinano la percezione di un terremoto, tralasciando volutamente la questione dei metodi differenti per calcolarla, il che può anche comportare differenze nel valore ricavato, perché è un argomento che comunque potete trovare ben trattata sul sito di INGV a questo indirizzo.
È importante inoltre notare come a fini di Protezione Civile ed Ingegneria delle costruzioni non conti la Magnitudo, ma il risentimento.
Il risentimento viene internazionalmente espresso nella scala Mercalli Modificata (non è un termine del tutto corretto ma per quanto serve adesso va benissimo) in termini di accelerazione cosismica, la cui unità di misura è la percentuale rilevata rispetto alla accelerazione di gravità, in sigla %g.
Attenzione: se viene indicato in una nota che una costruzione è in grado di resistere a terremoti di una certa Magnitudo, senza però identificare l’area di origine di questi terremoti, avete letto una fesseria, perché potrebbe resistere anche ad un terremoto di M 10, basta sia sufficientemente distante. Deve essere indicata invece l’accelerazione cosismica a cui resiste. Ad esempio: questo edificio regge fino alle sollecitazioni di un terremoto che raggiungono uno scuotimento del IX grado della Scala Mercalli.

COME RISENTIAMO UN TERREMOTO RISPETTO ALLA SUA MAGNITUDO?

Vediamo quindi quali sono i fattori principali che determinano la percezione delle onde sismiche di un terremoto. Ce ne sono di diversi tipi. I fattori naturali sono sia di ordine geografico (banalmente la posizione dell'ipocentro) e geofisici come Magnitudo ed altri)

la differenza nell'estensione dell'area di risentimento fra due terremoti di Magnitudo confrontabile ma di profondità molto diversa: M 4.3 a Forlì del gennaio 2026 e M 4.0 del luglio 2025 a Pozzuoli

Innanzitutto ci sono dei FATTORI NATURALI GEOGRAFICI:

1. MAGNITUDO. Ovviamente più elevata è la Magnitudo, maggiore sarà il risentimento a parità di distanza. NB: la inserisco qui in quanto è un fattore geofisico ma influenza molto i fattori geografici

2. DISTANZA EPICENTRALE. Anche questo è banale: più ci si allontana dall’epicentro, meno si risente un terremoto

3. PROFONDITÀ IPOCENTRALE. Qui le cose si fanno leggermente più complesse: un terremoto profondo ha l’ipocentro più lontano dalla superficie e quindi maggiore la profondità, minore il risentimento rispetto ad un evento della stessa Magnitudo ma più superficiale. Ma a complicare un attimo le cose dobbiamo notare come a parità di Magnitudo, se il suo risentimento è minore nell’area epicentrale rispetto ad uno più superficiale, più l’ipocentro è profondo, più l’area di risentimento si allarga. Insomma è possibile che un terremoto a M minore ma più profondo venga risentito in aree dove invece un evento con le stesse coordinate geografiche, la stessa Magnitudo ma una profondità minore non viene risentito.
Per andare sul pratico, vediamo qui accanto la enorme differenza nella estensione delle aree di risentimento fra due terremoti: il primo M 4.3 del 26 gennaio 2026 nei pressi di Forlì con ipocentro a 19.5 km di profondità; il secondo il terremoto M 4.0 del 18 luglio 2025 a Pozzuoli, con ipocentro ad appena 2 km e mezzo. 
Quello di Pozzuoli ha generato anche diversi danni mentre a Forlì si..., se ne sono accorti del terremoto, ma non è successo niente. Nella immagine di sinistra vediamo come l'area di risentimenti del territorio romagnolo sia stata enormemente più grande rispetto a quella di quello flegreo. In quella di destra ho messo gli epicentri nella stessa posizione. 
Ecco perché un terremoto anche di Magnitudo sostanzialmente bassa, per esempio 3.5, ma con l'ipocentro a soli 3 km di profondità sotto Pozzuoli ai Campi Flegrei, da quelle parti comincia ad essere “parecchio forte” dal pounto di vista del risentimento e suscitare preoccupazioni, perché chi è in casa anche se per pochi secondi “balla” eccome. Invece a ad Ischia o nella parte più orientale di Napoli un evento del genere non lo ha percepito nessuno. Un terremoto di stessa Magnitudo ma più profondo presenta un’area di risentimento nettamente diversa e in particolare il risentimento all’epicentro sarà molto minore.
Per questo chi non sta da quelle parti e in caso di evento del genere ai Capi Flegrei commenta sprezzantemente le reazioni degli abitanti della zona ad un evento di M compresa fra 2 e 3 è solo e semplicemente un cretino.

FATTORI NATURALI GEOFISICI. I fattori geografici funzionerebbero sempre in una Terra ideale e omogenea, nella quale le onde sismiche si propagherebbero ugualmente in tutte le direzioni. In realtà le cose possono essere molto diverse.

1. DIREZIONALITÀ. È possibile che le onde sismiche si focalizzino in certe direzioni. Questo comporta che a parità di distanza i risentimenti possano essere siano molto diversi nelle varie direzioni: in quelle lungo le quali si focalizzano il risentimento può essere molto maggiore di quello teorico con una distribuzione sferica uniforme, mentre a parità di distanza in altre direzioni rispetto all’epicentro il risentimento diventa molto minore se non nullo.
Questo può spiegare ad esempio la accelerazione cosismica così elevata che è stata registrata a Bacoli nel terremoto del Golfo di Pozzuoli del 21 maggio, dove tra bassa profondità e direzionalità la accelerazione cosismica massima è stata di circa il 30% di quella di gravità (roba da VIII grado della Scala Mercalli… scusate se è vi pare poco). I danni registrati sono quindi assolutamente compatibili con tale ragguardevole valore, e per fortuna data la magnitudo, la scossa è stata di breve durata,

2. LUNGHEZZA DEL TRATTO DI FAGLIA INTERESSATO DAL MOVIMENTO. Una propagazione sferica esigerebbe anche una origine puntiforme del terremoto, come nel caso dell’esplosione di una bomba. In realtà i terremoti si verificano lungo delle faglie, che proiettate sulla superficie terrestre sono strutture lineari e il movimento avviene lungo una superficie. Anzi, in casi come questo, dove definirlo puntiforme diventa assurdo, per "epicentro" si indica la proiezione sulla superficie terrestre del punto da dove inizia e si propaga la rottura, punto che in genere è vicino a uno dei vertici dell’area interessata dal movimento. L’estensione dell’area in cui si verificano le repliche è un’altra indicazione delle dimensioni dell’area interessata dal movimento Questo implica un'altra cosa e cioè che più è lungo il segmento di una faglia, più la distribuzione del risentimento diventa da circolare ellittica, come si vede molto bene nell'immagine a destra, che illustra il risentimento dovuto al terremoto M 7.0 del 12 Giugno 2025 al confine tra Alaska e Territorio dello Yukon. L'epicentro (o, meglio, in questo caso, il punto dove è avvenuta la rottura è indicato dalla stella e si vede come a parità di distanza da esso il risentimento sia molto diverso a seconda della direzione.

la forma molto allungata del risentimento in un terremoto molto forte: in questo caso il M 7.0 del 12 giugno 2026 al confine tra Alaska e Territorio dello Yukon
3. EVENTUALE AMPLIFICAZIONE O ATTENUAZIONE LOCALE DELLE ONDE SISMICHE. Nella crosta terrestre la velocità delle onde sismiche cambia sia a causa delle litologie attraversate che dello stato della roccia (ad esempio a parità di litologia diminuirà in caso di roccia fratturata). In superficie, per gli effetti di un terremoto è particolarmente delicata un’area in cui le onde sismiche rallentano. Prendiamo ad esempio sempre le onde del mare su una spiaggia: venendo verso riva rallentano perché la loro velocità è funzione della profondità. Ma siccome devono conservare l’energia si alzano. Anche le onde sismiche quando rallentano aumentano la loro ampiezza e quindi ad un loro rallentamento corrisponde un aumento della accelerazione del terreno. Le aree più pericolose da questo punto di vista sono quelle con sedimenti sciolti, dove la velocità delle onde sismiche è bassa, accanto a rocce “vive” dove è molto maggiore. Un tragico esempio di amplificazione delle onde sismiche per questo motivo è rappresentato dalla scuola di San Giuliano di Puglia durante il terremoto M 5.7 del 31 ottobre 2002.
Per altri motivi le onde sismiche possono accelerare anche in corrispondenza di creste.

Da ultimo parliamo dei FATTORI STRETTAMENTE ANTROPICI. Questi determinano differenze anche a brevissima distanza nel risentimento fra persona e persona. In particolare:

1. POSIZIONE DELL'OSSERVATORE  RISPETTO AL TERRENO. Una persona per strada percepirà una scossa in modo molto minore rispetto a chi si trova in un edificio e – in media – il risentimento aumenta tra un piano più basso e quello corrispondente al di sopra

2. TIPO DI EDIFICIO E POSIZIONE DELL’EDIFICO RISPETTO AD ALTRI. Contano anche il tipo e la forma di un edificio, come due edifici uguali, di cui uno isolato e un altro collegato ad altri edifici contigui possono mostrare differenze importanti nel risentimento. Ma qui si aprirebbe un mondo, l’edilizia antisismica, in cui non voglio entrare per “scarse competenze in materia”.

Quindi, prima di trasformare automaticamente il risentimento percepito nella Magnitudo di un terremoto e scrivere delle fesserie sui social, magari dando anche di incompetenti ai geofiici pensateci sopra, e tenete conto che neanche un singolo sismografo può farlo, perché per calcolarla vanno esaminato molti sismogrammi. Figuratevi se può farlo una persona!!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Molto interessante, scritto in maniera chiara ed esaustiva da persona esperta e profondo conoscitore della materia