sabato 9 marzo 2013

Come difendere la Cultura scientifica e tecnologica in Italia?


L'incendio della Città della Scienza a Napoli è sicuramente uno dei fatti più tristi del periodo. Non voglio entrare nel merito, ricordo solo i roghi che hanno interessato il Petruzzelli, la Fenice e, cosa sconosciuta ai più, il museo ferroviario di Bussoleno, in val di Susa.

Tutti elementi legati alla cultura, anche se nel concetto di alcuni c'è Cultura con la “C” maiuscola (ovviamente Lettere, Arti e Storia) e cultura con la “c” minuscolascienza e tecnologia.
Non solo ma una parte di quei signori che parlano di Cultura rompono le balle alla Scienza, in particolare quando si parla di evoluzione ed età della Terra.
Ho parlato spesso di questo problema (per esempio qui). Avevo iniziato un mese fa anche a leggere la sentenza del processo dell'Aquila (poi ho avuto una serie di inciampi che mi hanno tenuto lontano dalle scienze e dal PC per un bel po', niente di grave me anche lì in alcuni punti la Scienza va a pallino, sostituita dalla dialettica....

Fra questi signori annovero un personaggio che non nomino di un giornale che non nomino (per evitare pubblicità e link), il quale ha mostrato entusiasmo per l'incendio (“dovevano farlo prima”) spiegando che:
Alla Città della Scienza di gran scienza non se ne faceva, si faceva più che altro divulgazione scientifica, un’altra cosa. Il fondatore, professor Vittorio Silvestrini (ometto la parte politica) non ha mica vinto un Nobel: ha vinto un premio Descartes per la comunicazione scientifica. Bene, bravo, ma la scienza è fatta di scoperte e che cosa abbiano mai scoperto a Bagnoli non è dato sapere. Nemmeno la ricetta definitiva delle nozze coi fichi secchi sono riusciti a mettere a punto.

Cioè la divulgazione scientifica è una cosa inutile (aggiungo: perchè divulgare la scienza e la tecnologia è sbagliato, non sono forme di Cultura....)

Ma il tutto ha un motivo:
Quindi ho cercato di capire meglio quali fossero queste benedette attività culturali, non potevo credere che Bennato si riferisse solo ai telescopi e ai caleidoscopi. Ho scoperto che nei capannoni dell’ex Italsider si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici (evidentemente anche nei residui ambienti cantautorali). Il darwinismo è una forma di nichilismo e secondo il filosofo Fabrice Hadjadj dire a un ragazzo che discende dai primati significa approfittare della sua natura fiduciosa per gettarlo nella disperazione e indurlo a comportarsi da scimmia. Dovevano bruciarla prima, la Città della Scienza.


Ecco... benissimo, al rogo perchè parla del darwinismo che sarebbe una superstizione della Scienza, ancora presente in "ambienti parascientifici" (e io che pensavo che gli ambienti parascientifici fossero Voyager, Mistelo, quelli dell scie chimiche o della Terra Piatta e via discorrendo....)
una cosa che non si deve insegnare ai bambini...
Questo capolavoro di persona “tollerante e razionale” quindi decide che quello che è scritto sulla Bibbia è la verità e che la scienza viva di superstizioni...

In attesa di essere candidato pure io al rogo (visto le mail che ricevo spesso – una anche ieri – da antievoluzionisti che quando parlano di Scienza denotano una gran confusione mentale), anche se sono convinto di essere in buona compagnia.
E questo improvviso post (che un'ora fa manco sapevo di scrivere) prende ispirazione da uno dei miei possibili compagni di rogo, il buon Marco di Leucophaea, che al proposito ha avuto una idea interessante.

Marco nota come 
Da altre parti si alzano altre voci, che pretendono (lo dico approvando, a scanso di equivoci) che chi si occupa di scienza, di divulgazione della stessa e di giornalismo scientifico faccia lobby. Si unisca cioè in un gruppo (per ora, non meglio identificato) che possa fare pressione perché il prossimo parlamento (??) tenga in maggiore considerazione le istanze del mondo della ricerca scientifica, affronti la politica con un piglio un po’ più ricco di materiale neuronale e gliale e respinga le analisi irrazionali che salgono dai nuovi eletti.
In sostanza propone una lobby che si proponga di difendere gli interessi della Scienza (e, aggiungo, della Tecnologia) in questa povera Nazione

Leggetevi il post originale su Leucophaea.
Dico solo che sì... ci sto.... sono eventualmente a disposizione per questa iniziativa.


1 commento:

Alessandro Madeddu ha detto...

Da quel giornale ti aspettavi di meglio? Ho letto quell'articolo ieri, se non erro: pagine inquietanti per pochezza e livore. Spero che almeno il livore sia dettato all'autore dall'essere stato preso a pugni da una persona istruita...