domenica 3 giugno 2012

Assurdi postumi del terremoto su stampa e internet: previsione e prevenzione dei disastri naturali

Ho colto l'occasione nel post precedente di smentire le dicerie sul fracking che avrebbe innescato gli eventi sismici di questi giorni. Ma ci sono altri aspetti da considerare: tre anni fa, in corrispondenza delle polemiche sul terremoto aquilano, avevo parlato della questione della “previsione” dei terremoti, in questo post. In questi giorni brillano le dichiarazioni improvvide sulla prevedibilità dei terremoti di quella che è la più consistente novità politica del momento, Beppe Grillo e il movimento 5 stelle, e quelle, altrettanto improvvide, di Alessandro Martelli dell'ENEA: il marasma in Rete e sui media sale senza controllo nella totale mancanza di scientificità di queste affermazioni. La cosa mi sta da una parte angosciando, dall'altra irritando molto fortemente. Vorrei quindi fare un punto della situazione in proposito. 

GIULIANI. Allora, precisiamo come stanno le cose... Innanzitutto, anche tramite Beppe Grillo, ci risiamo con l'apprendista stregone Giuliani. Preciso di nuovo che NON è uno scienziato, ma un tecnico di laboratorio. Ma questo vuole dire poco, perchè non è detto che un non laureato non possa dare il suo contributo all'avanzamento della Scienza. 
Come scrissi all'epoca, di ricerche su “radon e previsione dei terremoti” ce ne sono state tante ma purtroppo hanno portato poco succo e oltretutto il sistema è stato sempre applicato solo su faglie singole, mentre il Nostro pretenderebbe che sia una verità assoluta e inoltre che a partire da punti singoli possa essere applicato a interi sistemi regionali in un'area come quella italiana contraddistinta da una “geodiversità” rarissima a trovarsi in aree così limitate in estensione: 3 (o addirittura 4 orogeni), zone di subduzione, zone di avanfossa e avampaesi che ancora non sono stati deformati ma in procinto di esserlo, limiti di zolle sepolti, bacini marginali di retroarco, aree a crosta oceanica giovane e antica, presenza di quasi tutti i tipi di magmi producibili nel globo terracqueo etc etc etc.
Ovviamente i fans di Giuliani omettono di dire che qualche giorno prima del terremoto aquilano voleva sgomberare Sulmona e che sull'Emilia ha parlato DOPO e non prima: dice che lo aveva previsto una settimana prima... lo ha forse annunciato?
Inoltre ho avuto modo di leggere e commentare un suo lavoro, in cui vorrebbe dimostrare di avere previsto: incrociando i suoi dati con quelli del database dei terremoti si vede come i suoi dati sono casuali e non dimostrano assolutamente niente. Quindi continuare con Giuliani è una follia pura. Punto e basta. 

LA SCIENZA ESCE “BENISSIMO” DA QUESTO TERREMOTO: come dimostra la carta che ho presentato subito dopo il primo evento l'area in oggetto, contrassegnata dal rettangolo numero "4" era ben conosciuta e considerata una di quelle più a rischio e la faglia relativa indicata nel database delle faglie attive italiane; in più l'accelerazione cosismica (lo scuotimento del suolo) è stata esattamente in linea con quanto potenzialmente ipotizzato. Quindi niente da rimproverare ai vari INGV, dipartimenti di Scienze della Terra, ricercatori CNR etc etc: l'evento ha semplicemente confermato le potenzialità ipotizzate 

ALESSANDRO MARTELLI, L'ENEA E IL TERREMOTO NEL SUD ITALIA. Martelli ha fatto delle dichiarazioni un po' improvvide e/o non ben riportate dalla stampa. Innanzitutto certe cose non si dicono a persone prive di conoscenze scientifiche senza spiegare cosa vogliono dire, perchè altrimenti si scatena un can-can difficilmente frenabile da parte di giornalisti che anziché dire le cose come stanno cercano il sensazionalismo a tutti i costi (la questione dei neutrini non ha insegnato niente...). 
Che ha detto Martelli? In sostanza che ci sono dei modelli capaci di configurare una maggiore o minore probabilità che possa avvenire un terremoto distruttivo in una certa area. Questi modelli sono considerati attendibili da UNA PARTE del mondo scientifico ma non godono dell'unanimità dei ricercatori. Non li conosco se non succintamente, ma se non ho capito male si basano essenzialmente su dati di sismicità (in particolare sui meccanismi focali della sismicità di fondo) e delle deformazioni ricavate con stazioni GPS. Con questi modelli non si prevede un terremoto, ma semplicemente si determina, come ho detto, che in una certa area aumenti la probabilità che si verifichi un terremoto distruttivo. Si parla quindi di "maggiore probabilità", ma non di certezza
So che un modello del genere aveva indicato una maggiore probabilità dell'occorrenza di un terremoto distruttivo nell'Abruzzo di 3 anni fa. Però io conosco solo questi 3 casi (Abruzzo ed Emilia, verificatisi, e sud Italia, ipotizzato). Direte: eh, però... 2 su 2 passati sono stati azzeccati! che si vuole di più? 
No, non è così: sonoo, 2 azzeccati su 2 di quelli di cui sono a conoscenza. Dato che non sono modelli solo italiani, quanti altri ne sono stati fatti? Quanti sono stati confermati dai fatti? 
Non ho trovato dati in proposito e quindi soltanto con questi dati NON si può dire che sia un modello realistico.

Dopodichè il modello ha un inconveniente: "prevedere" un terremoto a casa mia significa dire che “circa il giorno tale, in quella zona avverrà un terremoto con meccanismo focale e magnitudo tali da dare di conseguenza certi effetti nel terreno” Questo ancora non è possibile e quindi il modello non è capace di dare una previsione utile! Nel caso indicato che facciamo? Sfolliamo  per motivi precauzionali tutti gli abitanti del Sud Italia per mesi?

ITALIA MERIDIONALE E TERREMOTI. E ora veniamo ad un'altra questione: piaccia o non piaccia più a lungo si va più le probabilità che in Italia Meridionale avvenga un terremoto distruttivo aumentano drasticamente.
Esaminiamo i dati: 
- nei 130 anni tra il 1767 e il 1894 oltre 35 terremoti in queste regioni hanno avuto uno scuotimento che ha raggiunto almeno l'VIII grado della Scala Mercalli. Fra questi ben 7 hanno raggiunto il X grado. 
- nei 104 anni intercorsi tra il terribile disastro del 1908 a Messina e Reggio Calabria, tra Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia ci sono stati solo 3 terremoti con intensità del X grado e uno del IX; e di questi ben 3 hanno avuto epicentro in Irpinia (il quarto è il Belice). Significativo il fatto che in 104 anni 3 di questi 4 sono avvenuti in appena 18 anni (due terremoti in Irpinia nel 1962 e nel 1980, nel Belice nel 1967). 
Come vedete i conti non tornano. O è cambiato improvvisamente il regime geodinamico o fra un po' di tempo si ricomincia, con il rischio di avere  addirittura più terremoti distruttivi nell'arco di un singolo anno. 
E, oltre al terribile carico di sofferenze umane, saranno grossi problemi anche per il bilancio dello Stato. 

A scanso di equivoci preciso che la fonte di questi dati è il “catalogo parametrico dei terremoti italiani” disponibile per chiunque sul sito dell'INGV, e frutto di una serie attentissima di ricerche, non sono dati presi a casaccio su un sito internet qualsiasi. 

PREVEDERE O PREVENIRE LE CATASTROFI NATURALI? Io sono assolutamente convinto che sarebbe inutile "prevedere" le catastrofi naturali (in particolare frane, alluvioni e terremoti): basterebbe "prevenirle", costruendo dove e come si deve e non a capocchia come è stato fatto in molte nazioni, ma soprattutto dalle nostre parti (e, non me ne vogliano i miei tanti amici e lettori meridionali) al Sud. 
Ma purtroppo con la situazione che abbiamo non possiamo fare altro che cercare di prevedere. Sulla previsione delle alluvioni, per esempio, siamo addirittura molto più avanti del resto del mondo. 
Ho parlate del sud ma per par condicio faccio un esempio settentrionale: Genova. Ho parlato dell'alluvione del 2011, avvenuta il 4 novembre come quella di Firenze del 1966 (nella stessa data ci fu una eccezionale acqua alta a Venezia, così chiudo un personalissimo cerchio del 4 novembre: sono fiorentino, figlio di un genovese e di una veneziana, a sua volta figlia di un fiorentino cavaliere di Vittorio Veneto). A Genova nella zona dove dell'alluvione del 2011 ce ne'era stata una quasi fotocopia  nel 1970 (nella quale, tanto per aumentare le mie coincidenze personali ha rischiato di essere travolto pure mio zio, salvatosi perchè tirato su al primo piano di una casa dopo che era riuscito ad afferrarsi ad un provvidenziale cartello in una traversa di Corso Buenos Aires.) 
La zona interessata è stata edificata dopo l'unità d'Italia: nessuno aveva mai costruito nulla da quelle parti, se non due piccoli borghetti e nei secoli precedenti la zona della Foce aveva persino ospitato un lazzaretto. Strani personaggi i genovesi che hanno costruito una città in cima a un colle e a quello accanto tralasciando la pianura oppure persone intelligenti che  hanno preferito evitare di costruire dove il Bisagno esondava regolarmente?

Purtroppo con lo stato delle costruzioni in Italia non ci resta che continuare a fare la cosa più difficile: prevedere. Sarebbe stato più facile ma troppo poco utile per l'immediato (speculazioni, voti etc etc)  prevenire....

7 commenti:

Tania Tanfoglio ha detto...

"Innanzitutto certe cose non si dicono a persone prive di conoscenze scientifiche senza spiegare cosa vogliono dire, perchè altrimenti si scatena un can-can difficilmente frenabile" Quanta saggezza in queste parole! Grazie Aldo per queste informazioni serie ed estremamente competenti; è importante, soprattutto in questo periodo, con tutto quello che si legge un po' ovunque. Grazie!

Aldo Piombino ha detto...

ringrazio...
purtroppo la situazione su giornali e media vari è quella che è. la scienza non si può trattare come il calcio al bar dello sport ma in tanti lo fanno...

Marco Fulvio Barozzi ha detto...

Ti stimo.

beltranda ha detto...

complimenti per la precisione, un solo appunto: il terremoto del belice è avvenuto il 15 gennaio 1968,in ogni caso a me sembra che si stia sollevando un gran polverone forse soltanto per non far concentrare l'opinione pubblica sulle modalità di costruzione dei capannoni industriali. tuttavia la prossima volta consiglia a tutti questi creduloni di andare a guardare le storia dei terremoti in italia, anche per quanto riguarda ferrara.

Anonimo ha detto...

"Innanzitutto certe cose non si dicono a persone prive di conoscenze scientifiche senza spiegare cosa vogliono dire, perchè altrimenti si scatena un can-can difficilmente frenabile" parole sante...e cio' che ho pensato anche io...ma come si fa a dire un qualcosa del genere ai microfoni di un giornalista??? Difatti il can can è esploso inevitabilmente, ormai è psicosi terremoto, grazie comunque per l'articolo interessantissimo scritto in maniera chiara anche per chi non è un "addetto ai lavori"

Cristina

Daniela ha detto...

Grazie, mi hai chiarito alcuni dubbi anche di altro tipo, come ad esempio sui tempi di ritorno al Sud.
Alcuni dati sull'algoritmo CN si possono trovare qui:
http://www.geoscienze.units.it/esperimento-di-previsione-dei-terremoti-mt/algorithm-cn-in-italy/cn-predictions-in-italy.html
Come si vede, questo algoritmo non avevo previsto il terremoto all'Aquila:
http://www.geoscienze.units.it/esperimento-di-previsione-dei-terremoti-mt/algorithm-cn-in-italy/cn-predictions-in-italy/130-central-region.html

Vincenzo Colagiacomo ha detto...

Se parliamo di chiudere "cerchi" ecco la chiusura su Giuliani (sempre che ce ne fosse ancora bisogno)! Basta andare al minuto 7:15 del filmato (del 23/03/2009)...
http://www.youtube.com/watch?v=zTD3fT75-b0