Il confronto fra i due terremoti di non grande importanza della Toscana avvenuti tra il 25 e il 26 marzo 2026 ha dei risvolti interessanti per la questione della differenza dell’area di risentimento fra un evento superficiale e un evento profondo.
25 MARZO: TERREMOTO SUPERFICIALE IN LUNIGIANA. Il terremoto M 3.9 del 25 marzo è avvenuto poco a nord di Fosdinovo. Si tratta di un’area notoriamente sismica, avendo ad esempio ospitato il terremoto M 6.5 di Fivizzano del 7 settembre 1920. Conosco bene questo evento sismico perché proprio a Fivizzano ho moderato il convegno a 100 anni dal terremoto, che oltretutto mi pare sia stato il primo evento pubblico di argomento geologico post – lockdown.
Il terremoto del 25 marzo è stato piuttosto superficiale. Il meccanismo focale è quello che avevo ipotizzato, una faglia normale legata all’estensione in corso, grazie alla quale nell’area si sono individuate diverse fosse tettoniche (aggiungo: non è che sono un genio… basta conoscere un po' la geologia dell’area per ipotizzare tale meccanismo focale). La profondità ipocentrale è di 11 km.
La Magnitudo iniziale è stata leggermente abbassata dopo le revisioni manuali, una conseguenza normalissima dello studio dei sismogrammi.
26 MARZO: TERREMOTO PIÙ PROFONDO SOTTO L'ALTO PISTOIESE. Diverso il discorso per il terremoto di Pistoia del 26 marzo. La Magnitudo provvisoria è 4.1, leggermente superiore, ma il dato potrebbe essere modificato dopo la revisione manuale. Al momento non ci sono notizie sul meccanismo focale (è ancora presto per averle).
La differenza più importante fra i due eventi è la profondità molto maggiore del secondo (52 km). L’Alto Pistoiese è noto per ospitare sia una frequente sismicità superficiale che una molto più rara sismicità profonda.
Per quanto concerne la sismicità superficiale la Magnitudo degli eventi significativi nell’area è relativamente bassa, non superiore a 5.5. E c’è anche una particolarità: l’Alto Pistoiese è stato risparmiato dalla grande crisi sismica dell’Appennino settentrionale che dal 1915 al 1921 ha provocato una serie di terremoti molto forti con un gran numero di vittime e forti danni, i cui epicentri si sono spostati dall’Adriatico al Mar Ligure, dalla Romagna alla Lunigiana e cioè:
- 16 agosto 1916: M 6.1 localizzato fra Rimini e Pesaro
- 26 aprile 1917: M 5.9 in Val Tiberina
- 10 novembre 1918: M 5.9 Santa Sofia e Romagna toscana
- 29 giugno 1919: M 6.2 in Mugello
- 7 settembre 1920: M. 6.5 tra Garfagnana e Lunigiana (quello nominato poco sopra)
Ricordo comunque che la sismicità superficiale, il terremoto profondo di Pistoia non c'entra nulla con quello che succede nei primi km della crosta.
Il terremoto della Lunigiana è stato seguito da alcune repliche, più o meno lungo la stessa linea, mentre in quello profondo di Pistoia non ne sono state registrate. Ed è un comportamento normale per i pochi terremoti profondi che sono registrati nell'Aappennino, dovuti allo scivolamento della placca adriatica sotto quella euroasiatica.
IL CONFRONTO FRA IL RISENTIMENTO DEI DUE TERREMOTI. A questo punto, visto che si tratta di Magnitudo comparabili, il confronto fra il risentimento dei due terremoti è molto interessante. Qui ho messo due immagini con carte diverse prodotte da INGV
- sopra quelle di INGV nella pagina del database sismico di INGV
- accanto invece c'è quella tratta dal sito hai sentito il terremoto, sempre di INGV, dove i cittadini segnalano la loro percezione di un terremoto appena avvenuto
Vediamo nelle carte qui sopra come il terremoto della Lunigiana abbia avuto un risentimento molto forte nell’area epicentrale, diciamo nella parte alta del V grado della scala Mercalli modificata, ma che a distanza sia stato percepito molto poco.
Il terremoto di Pistoia invece ha fornito un risentimento molto basso nell’area epicentrale, diciamo parte alta del III grado, ma questo risentimento si è sentito in un’area ben più vasta rispetto all’evento della Lunigiana.
Questo perché appunto un evento sismico superficiale viene più risentito nell’area ipocentrale, ma il risentimento si attenua molto con la distanza già nei primi chilometri. Invece un evento profondo ha un risentimento minore nell’area epicentrale, ma l’attenuazione del risentimento con la distanza è molto minore. Di fatto il terremoto di Pistoia è stato avvertito anche in Veneto, da dove vengono diverse testimonianze.
Lo vediamo qui accanto (i punti neri rappresentano “nessuna percezione”)
IL CONFRONTO CON L'ACCELERAZIONE DI PICCO FRA I DUE TERREMOTI. La stessa cosa si vede più matematicamente qui sopra tramite il valore dell’accelerazione di picco (PGA – peak ground acceleration), la misura della massima accelerazione al terreno impressa da un terremoto, di solito espressa in percentuale della accelerazione di gravità, indicata con %g
Ebbene:
- il terremoto superficiale della Lunigiana ha provocato nell’area epicentrale una accelerazione di picco di 5%g,valore che si è abbassato a 1%g già a Massa, a circa 15 km dall’epicentro
- invece l’evento profondo di Pistoia ha provocato una PGA massima in zona epicentrale di appena 0,5%g.
Però se confrontiamo il limite di PGA 0,05%g nei due terremoti (purtroppo le carte non sono alla stessa scala) vediamo come l’area all’interno di questo valore è molto più ampia nel terremoto profondo che in quello superficiale.
Quindi il confronto fra il risentimento registrato per questi due eventi sismici è estremamente utile per confrontare il modo con cui i terremoti sono risentiti in base alla profondità ipocentrale




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